Ignorante con Stile
L'ironia è sostenere che la bellezza salverà il mondo

Diventare intelligenti con poco sforzo


Vivere in un mondo di sole persone intelligenti, sagge, sapienti, acculturate, potrebbe essere una soddisfazione pari al trascorrere l’eternità in paradiso con le anime dei buoni, dei pudichi e dei morigerati.

Per rifuggire il rischio di contribuire alla realizzazione di una simile utopia ho sempre evitato di perdere il senno sui libri, e inoltre procedo spedito sulla via della santità come un gambero sul litorale.

Sono in buona compagnia, ma nel contempo pare che sempre più gente si sia lanciata a capofitto nell’esatto opposto degli intelligenti Doc.G, abiurando il minimo barlume di pensiero logico.

Un umanista secolare, edonista e idiotista specialistico, come ama definirsi Davide Patti, oggi ha confessato sul suo profilo facebookiano di non aver mai visto tanti sprovveduti come in questi lacrimevoli tempi.

In tono confidenziale egli si rivolge all’amico credulone che ciascuno di noi annovera tra le proprie conoscenze, elencandogli alcune delle voci più suggestive e ammalianti che nelle odierne e calamitose congiunture visitano gli altrui pensieri e ne seducono le menti:

l'opposto degli intelligenti

Ognuno è libero di credere in ciò che vuole: di recente ho scoperto che la seconda reliquia più venerata nella cristianità dopo la Sindone torinese è un regalo che la Madonna avrebbe fatto a san Tommaso prima di salire al cielo. Un presente da serbare come ricordo: la sua cintura. È conservata a Prato, e c’è parecchia gente convinta della sua veridicità e, presuppongo, dei relativi poteri taumaturgici. Se ciò li fa star bene, ci mancherebbe altro…

D’altronde non ci sarebbe nulla di male nel credere che sotto un arcobaleno ci sia un calderone colmo fino all’orlo di monete d’oro, e ne sposerei volentieri l’ammaliante prospettiva se non fosse per la frustrazione nel cercarlo, perché non è dato di sapere vicino a quale delle due estremità i folletti decidano di sistemarlo.

Il problema nasce quando le convinzioni da un ambito personale esondano in quello altrui Condividi il Tweet

Capita pure che ci scappi il morto, magari un bambino che non ne poteva nulla, o si propaghino malattie che abbiamo impiegato decenni e decenni a debellare.

Dopo aver letto l’elenco mi son chiesto come sia possibile, in questo secolo che vanta primati nel progresso, nella scienza, nella divulgazione, che si possa prendere per oro colato ciò che l’amico, non a torto, definisce “fuffa”.

Non ho la pretesa di trovare una risposta esaustiva, altrimenti farei parte degli intelligenti. Più che tutto mi serve come esercizio per valutare se esistano in me degli anticorpi o se, invece, pure io sia soggetto alle credulonerie.

Non penso che un indizio per confidare in un qualcosa che esuli dalla prova scientifica e dalla razionalità sia la quantità di persone che vi aderiscono. Se così fosse avrei cannato in pieno la convinzione che – una volta morto – il mio corpo si decomporrà, e con questo pure l’esile accenno di ragione che mi ha fatto compagnia nei rari momenti da astemio.

Dev’esser dunque la qualità la prova della sua attendibilità.

Occorre che sia il più possibile dimostrabile o dall’esperienza concreta continuata ed efficace – sulle previsioni giornaliere di un oroscopo, ad esempio, avrei delle perplessità dopo le quotidiane lusinghe di successi insperabili sul lavoro, a letto o sul conto in banca immancabilmente frustrate – o da un’autorità certa, il cui livello di scientificità, di professionalità e di conoscenze è fuori discussione: a me non basta, ad esempio, un logo accattivante e la buona volontà di un gruppo di cacciatori di fantasmi per farmi credere che in un qualsivoglia castello vaghino degli spiriti come anime in pena.

Il resto sono atti di fede, rispettabilissimi finché non inficiano la vita del prossimo.

 

La scienza aiuta a essere più intelligenti: provare per credere

Bisogna dunque – a parer mio – incentivare l’intelligenza. E sembra che non ci voglia neppure granché: sul web si sprecano le proposte, spesso accompagnate dall’affermazione «studi scientifici rivelano che…».

Sono tantissime, perfino piuttosto a portata di mano.

Per diventare più intelligenti è bastevole, a scelta, anche abbinandone più d’uno insieme:

  1. un pisolino durante la giornata. Concedersi pause e riposini stimola il cervello. Questa rivelazione sfata il mito che certi privilegi spettino soltanto ai dipendenti pubblici;
  2. giocare con i videogame. Dipende quali, ché  sfracellarsi a terra non è da gran geni: Icaro ne sa qualcosa;
  3. rafforzare i ricordi. Inteso come sforzo di memoria, ma credo valga altresì per rammentare le scempiaggini fatte in passato e decidere di non reiterarle più;
  4. fare attività fisica. All’aria aperta, con camminate veloci, senza formalizzarsi su come gli altri possano giudicare le nostre movenze “disancate” e ondivaghe, che a prima vista in effetti si direbbero proprio l’antitesi dell’intelligenza;
  5. imparare una nuova lingua o – in alternativa, ma è un’ipotesi solo mia – tre dialetti, però distribuiti in modo equo tra Nord, Centro e Sud;
  6. bere thè verde; ma  per “la scienza” van bene pure due bicchieri d’acqua appena alzati. Può essere che darsi alla minzione renda più intelligenti;
  7. diventare nottambuli. La scienza avrebbe vagliato pure questa opportunità. In effetti se certuni uscissero soltanto con il favore delle tenebre, quando nessuno li vede o li sente, non farebbero altro che dimostrarsi intelligenti;
  8. per chi può concederselo… su Repubblica si consiglia questa attività, clicca qui: ma, attenzione, senza esagerare perché al mondo non potremo poi permetterci troppi Einstein!

Parlare con il cane rende più intelligenti

… per approfondimenti clicca qui

Ho ritrovato in più di un articolo un ulteriore suggerimento che assicura effetti miracolosi:

«Passare un po’ di tempo con chi è più intelligente di te».