Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

18 anni? Tu paga da bere, la cultura la offre lo Stato


Ho buttato l’occhio sul 18App, che prevede mezzo migliaio di Euro per chi è entrato nel novero dei maggiorenni nell’anno appena trascorso. È uno dei pochissimi aspetti in cui non rischio di sentirmi rimproverare da mia figlia di farmi gli affari miei anziché i propri. Sull’argomento “cultura” infatti non c’è problema di entrare in conflitto d’interessi.

Dev’essere stato come per le scorpacciate di fichi o di cachi fatte da piccoli: mangiarne in sovrannumero porta a esserne refrattari.

Ciascuno ha avuto le sue abbuffate. A me capitò con i rosari e con le messe: ne restai talmente satollo che adesso mi viene l’orticaria, per quanto accada di rado e per lo stretto necessario.

Nel suo caso – quand’era piccina – non c’era viaggio che non includesse anche musei, siti archeologici, chiese da vedere, e sebbene abbia sempre evitato le visite impostate, cercando di mediare con la sua tenera età, deve averne avuto abbastanza.

Così pure dei libri, che in un tempo ormai lontanissimo divorava con passione, tanto che perfino nelle scampagnate sentiva la necessità di portarsene uno dietro: magari gli faceva solo prendere aria, ma l’idea di averlo appresso la rincuorava.

E a casa – lo so che appare inverosimile e dura da credersi – è più fornita la mia biblioteca della cantina. Avrebbe l’imbarazzo della scelta, eppure di questi tempi è agli scaffali della seconda che le verrebbe da guardare con maggior interesse.

Adesso però il Governo elargisce una cifra onorevole, e confido che ne approfitti.

Ho passato in rassegna i campi dello scibile monetizzabili. Diciamo che – una volta per tutte – lo Stato definisce cosa s’intenda per Cultura, sgombrando il terreno da tutti gli orpelli che troppo spesso si fregiano di un connotato che non appartiene loro. Già, perché di frequente capita di veder pubblicizzati come eventi di cultura le sagre paesane o – davvero mi è accaduto di constatarlo – le degustazioni di salumi. Come se decantare la sottile fettina di salame assurga alla medesima dignità di un romanzo di Barison; del Va, pensiero di Verdi; di un dipinto di Caravaggio digitalizzato ad alta definizione, o di una scultura di Fidia riprodotta in gesso per godimento dei più.

Nell’elenco degno dei rimborsi statali non sono dunque contemplati gli affettati, e neppure le ampolle alle sorgenti del Po’, nonostante rievochino il glorioso passato della Padania, realtà d’innegabile portata storica, così scontata che non vale nemmeno la pena includerla nei manuali del liceo.

Certo, a voler essere proprio un briciolo pedanti, vi sarebbe da osservare che inserire i libri in toto non per forza sarà un servizio alla cultura. Eppure bastava prendere esempio dalla Chiesa, che nella redazione di elenchi di libri consigliabili o da proibire ha maturato una non indifferente e proverbiale perizia. Con buona pace di chi è finito arrosto per aver snobbato l’Indice.

Perché un conto è leggersi un testo sui numeri “per vincere al lotto“, un altro sul loro significato nella Qabbālāh; o sorbirsi “Adesso! Un viaggio per cambiare l’Italia” di Renzi anziché Il breviario dei politici del cardinal Mazzarino; come ce ne passa – secondo me – tra le Fiabe dei fratelli Grimm e il Catechismo di Pio X. Certo, riconosco sia un parere alquanto opinabile, ma ciascuno hai i suoi punti di vista. Con il bonus puoi fare incetta di qualunque libro stampato.

Spiace, devo ammetterlo, che l’elargizione governativa invece non abbia incluso il biglietto dell’Interrail.

Sembrerà strano, ma lo scrivo senza ironia.

Nei secoli addietro qualunque rampollo degno di questo nome intraprendeva il Gran Tour, ed era un’esperienza davvero altamente culturale: valeva al pari della lettura dell’intera Encyclopédie, in termini di conoscenze sul campo, di nozioni e d’insegnamenti diretti. Apriva la mente quasi più di un’enciclica papale, sebbene non gratificasse altrettanto del tempo investito. E sarebbe scontato citare i diari di viaggio Sette e Ottocenteschi che ancor oggi sono tra le letture d’odeporica preferite di ogni bennato, da tenere sul comodino da notte.

Uno dei meriti innegabili del provvedimento, comunque, è la cifra deliberata. Perché evita di trasformare i neo maggiorenni in saccenti eruditi. Categoria che accomuna altresì adulatori, arricchiti, carrieristi.

Andare a un concerto a teatro infatti, oltre alla spesa per l’abbonamento, contempla il rinnovo del guardaroba e sedute preparatorie dalla parrucchiera, perché mica si può entrare alla Scala o al Regio come ci si presenterebbe a un esame universitario, o a quelle ormai rarissime avventure che sono i colloqui di lavoro! E il vestiario, l’estetista, la pettinatrice – com’è giusto che sia – non sono inclusi. Ergo, non si corre il rischio di tirarsela troppo soltanto per aver assistito alla Manon Lescaut a Torino, alla Gazza Ladra al Petruzzeli, e – se ci sta ancora – al primo tempo dell’Aida all’Arena di Verona.

Così come non si può pretendere per chi abita al Nord che i musei vaticani, Pompei, l’Acropoli di Selinunte si spostino sotto casa per essere visitati, e dunque, se non si è ubiqui come padre Pio o non vi danno un passaggio gli angeli che hanno trasportato la Santa Casa dalla Palestina a Loreto… viaggio e soggiorno toccherà pagarseli. Per carità, se si è nei paraggi, ben venga risparmiare sull’entrata, ché così ci scappa un aperitivo pagato dallo Stato, e di sicuro avrà un gusto tutto suo. Anzi, fossi un esercente del luogo ne inventerei uno apposta. Il nome c’è già e tradotto in inglese – ché sarebbe un modo per sdebitarsi con quel governo che ne ha fatto largo uso – suona pure bene: EighteenApp; magari pure nella versione analcolica, per le diciottenni di buona famiglia.

Quindi, anche con il salasso che tocca versare per l’acquisto dei libri, non si correrà il rischio denunciato dal mio amico Hazlitt:

«È meglio non saper né leggere né scrivere che non saper far altro che questo. Quando si vede un fannullone con un libro in mano, si può essere quasi certi che si tratta di una persona senza né forza né voglia di stare attenta a ciò che le accade intorno, o dentro la testa. Di un tale individuo si può dire che porta il suo giudizio ovunque con sé, in tasca, o che lo lascia a casa, sullo scaffale dei libri»*.

Il prossimo passo auspicabile spero sia il “Bonus Sillabario”: un e-book scaricabile da internet, ad uso dei navigatori sui social network.

Il bonus dello Stato sarà poi di mille Euro, previa la compilazione dei quesiti finali. Condividi il Tweet

Ogni profilo verrebbe contrassegnato dal superamento della prova e chi sgarra, perseverando nel scrivere strafalcioni, dovrà restituire il doppio del bonus, ed essere radiato dalle piattaforme virtuali pro omnia saecula saeculorum.

Pare una cifra esosa, ma se si pensa al beneficio per la società… sarebbero soldi ben spesi.

__________________________

*WILLIAM HAZLITT, L’ignoranza delle persone colte, Fazi Editore, Roma 2015, p. 5.
Ti è piaciuto l'articolo? Puoi condividerlo:

3 Commenti

  • Avatar

    Grazie Luca, ci tengo a rettificare : sono riuscita ad accedere anche dal PC (le mie doti informatiche non sono il massimo 😀 ) , senza scaricare l’ App. Mi leggerò tutta la pappardella, questa cosa del “bonus cultura” mi incuriosisce. Un abbraccio 😉

  • Avatar

    Caro Luca, è sempre un piacere leggere i tuoi scritti, eleganti nello stile e sempre con quella spolverata di ironia che mi mantiene il sorriso sulle labbra durante tutta la lettura. Io non ho lo Smartphone, ho cliccato su 18App dal PC e non sono riuscita ad informarmi circa l’ iniziativa. Ciò significa che per accedere alla “cultura” ed ai suoi “bonus” dovrei prima di tutto comprarmi un telefono nuovo. Ma se il mio papà e la mia mamma i soldi per quel telefono non li hanno, io devo allora rinunciare al “bonus” ? Se è così continua a piovere sul bagnato. Ti abbraccio con affetto, Ross

    • Ignorante con stile

      Cara Rossella, grazie per l’apprezzamento: se l’articolo riesce a strappare qualche sorriso, per il poco che può contare, resta comunque di una qualche consolazione 😉
      Un abbraccio anche a te, amica mia, con l’augurio di un buon proseguimento d’anno 🙂

Login o registrati

Commenti chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: