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Ironia: vaccino senza controindicazioni

Il 21 alle 21: potere al popolo


Non è la chiamata alle armi. Neppure la parola d’ordine per la presa della Bastiglia. Si tratta di una serata organizzata in un locale nella mia città.

Tutto è nato da chiacchierate con amici a proposito delle prossime elezioni. C’è confusione, titubanza, sconforto nei giovani assillatati da questa campagna elettorale. Non soltanto in loro; un po’ per tutti, me compreso.

Nessuno conosceva Potere al popolo, lista alternativa a quelle dei partiti più noti. Alcuni manifestavano l’intenzione di non andare a votare. Altri vagliavano la possibilità di lasciare qualche espressione artistica, disinvolta, più o meno creativa, sulla scheda elettorale.

Da parte mia, la scorsa settimana sono stato a sentire che cosa Potere al popolo avrebbe proposto: sapevo che tra i candidati c’era anche un venticinquenne che conosco e stimo. È tra i promotori del Campeggio Resistente, oltre che attivista nelle politiche giovanili e d’integrazione nel nostro capoluogo.

Quale voto?

Ebbene, nel passato ho scelto in base al principio del “voto utile”.

Utile? Sì, mi illudevo che appoggiare una formazione politica opposta alla fazione indesiderata al governo avrebbe giovato alla causa.

Mi faceva sentire dalla parte giusta, orgoglioso di essere un cittadino democratico, sensibile ai valori sbandierati come vessilli verso il cielo.

Pregustavo sonni tranquilli e il piacere di vivere in una società migliore.

Sonore batoste. Delusione sconfinata. E pure un senso di vergogna.

Adesso dovrei votare secondo la prassi del “turiamoci il naso”. Ma perché?

Perché tocca scendere – ancora una volta – allo svilente compromesso  del “meno peggio”?

Eppure, almeno per me,

disertare le urne è una sconfitta per la dignità di un cittadino. Condividi il Tweet

 

E dunque?

Potere al popolo, nato dal basso, ha raccolto le firme necessarie per presentarsi alle elezioni ma è sotto taciuto dai mezzi d’informazione. Nella società del pragmatismo, dove tutto è monetizzato e se non c’è un ritorno economico viene scartato, il suo programma si rifà agli ideali.

Per qualcuno è fuori tempo.

Per me è semplicemente una voce diversa dal coro: 
è quella che canta sotto la doccia.

Dunque questa volta alle elezioni non voglio essere complice. Non più.

Scelgo per il voto di coscienza. La stessa, per quanto modesta e limitata, che in questo blog ha spesso riflettuto

su chi ha subito le angherie del potere soltanto perché senzatetto o indesiderata;

su chi deve lottare per il riconoscimento dei propri diritti e per una vita di coppia come tutti; per la cittadinanza al pari dei coetanei se si è nati qui; per una morte dignitosa;

su chi, come me, si ritrova frastornato e avvilito davanti all’odio del razzismo, della xenofobia e dell’intolleranza, e disgustato dagli arrivisti, dai prepotenti e dai troppi “più furbi degli altri”.

In tutta franchezza non m’importa niente se sarà un voto “a perdere” o un “buco nell’acqua”, sebbene sia ottimista nel credere che la vita possa stravolgere le aspettative, quando la determinazione e la dignità delle donne e degli uomini di buona volontà si mettono in gioco.

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Il 21 alle 21

È così che, in quattro e quattr’otto, ho chiesto la disponibilità ad Anna e Simone per una chiacchierata nella mia città. La vedo come un esperimento, in una realtà urbana abituata ai comizi dei grandi partiti… quando ancora si facevano.

Ho poi contattato il Vitriol. Un locale che è “cibo per la mente” e non solo per il corpo.

Aperto, eterogeneo, multiculturale. Non schierato, ma neppure insensibile a qualsivoglia occasione di confronto.

Un luogo frequentato da persone di tutte le età e delle più varie inclinazioni politiche, e non soltanto. A me piace proprio per questo. E per la birra.

Le discussioni lì dentro, con amici oppure con conoscenti del momento, mi sono utili per ricordare che nessuno ha la verità in tasca. Intavolare battute, considerazioni, ragionamenti – dipende dal tasso alcolico raggiunto – su posizioni perfino opposte aiuta a far “la quadra” .

Sono convinto che la presenza di Potere al popolo sia un’opportunità stimolante, un po’ come quando, camminando in montagna, ti capita di trovare un sentiero alternativo alla carreggiata battuta da tutti: decidi d’intraprenderlo, e vivi il piacere impagabile di addentrarti nella natura incontaminata.

Spontanea e pura.

Potere al popoloClicca sull’evento per maggiori info
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