Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

24.000 baci


 

 

 

Non sono fatalista però di tanto in tanto constato quanto alcune coincidenze mi facciano venire la pelle d’oca. Il fatto, ad esempio, che a Torino, per le strade, giri un messia in carne ed ossa e, in contemporanea, la “Croce” di Adinolfi non si trovi più a disposizione per amene letture ed edificanti riflessioni, lascia sgomenti. Possibile? Destino? Filo provvidenziale? Un caso? Il novello Nazareno avrebbe potuto benissimo finire crocifisso sulle pagine del neonato quotidiano, invece? Invece il secondo è trapassato ancora in fase di allattamento. Puer senex… praecox.

Del primo c’è poco da dire: solo una lettura superficiale dei fatti spinge a deprecare l’operato delle forze dell’Ordine. Con il pressapochismo che ci contraddistingue, gli episodi degli agenti sono stati giudicati intimidatori verso il novello Salvator mundi. Nessuno si è preso la briga di encomiarli come meritavano. Profondi esegeti, rigorosi conoscitori delle Scritture, essi non hanno fatto altro che salvarlo dal patibolo, dissuadendolo a perseverare nel passeggio lungo gli eleganti viali torinesi, mentre – nolente – la celestiale figura lasciava la sua immagine sulle vetrate luccicanti delle sontuose caffetterie sabaude. Copie effimere, vacue, mondane del sudario. C’era già chi, non trovando rami di palma o d’ulivo, si arrangiava con quelli di ficus benjamin carpiti nelle austere librerie nei pressi di Palazzo Carignano, pur di concedergli la scontata ovazione. L’accolsero così a Gerusalemme… dovrebbe essere diverso nella blasonata Torino, soltanto perché agli scrosci degli applausi d’un tempo oggi si sostituiscono 24.000 like? Piuttosto speriamo non siano i baci della nota canzone, ma in chiave iscariota! Si ha un bel rigettare snobisticamente i vichiani corsi e ricorsi storici… la Storia si ripete, e seppur in versione “becera imitazione”, sempre quella è: Salvini docet, bastano le corna sugli elmi senza bisogno di giungere da lande desolate per riparlare di barbari. Però stavolta al povero Cristo – è il caso di dire – non è data manco la Croce. Non c’è più, per colpa nostra – ingrati, incostanti, ignavi lettori –  e, guarda caso, proprio a pochi giorni prima della nuova chiamata messianica delle Sentinelle in piedi. Se a qualcuno dei fedeli adinolfiani venisse la fregola di ostentare copia dell’edificante giornale, toccherà loro brandirla ingiallita.

In un’ottica devota si potrebbe pensare a un miracolo della santa Sindone, sempre ammesso che un lenzuolo, per quanto venerato e venerando, possa animarsi e spingersi a tal punto: di ridarci il re dei Giudei e di toglierci la Croce. Certo è che di mirabilia oggi giorno se ne vedono un po’ ovunque.

Nella capitale subalpina il figlio del falegname cammina tra la folla, ma nella mia ridente città non si è da meno: nel pomeriggio odierno, all’ inusuale apparizione di un lago dentro il loggiato del castello, subito c’era chi camminava sulle acque tiberiadi con mistico trasporto.

Ehhh, come si cantava ai bei tempi andati, nel gioioso e ottimistico Dies irae:

«…Inter oves locum praesta

et ab haedis me sequestra,

statuens in parte dextra…»,

 ovvero:

«…concedimi un posto fra le pecore

e tienimi lontano dai caproni,

ponendomi alla tua destra».


Jesus in Piazza Castello, immagine di Nicola Malnato, pagina fb: Jesus in Turin.

Un grazie di cuore per la gentile concessione all’uso.


(Foto in basso) Una pia fanciulla cammina sulle acque, estatica, nella quiete dopo la tempesta

[19 maggio 2015, h. 16:00]
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