Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Secondo natura


Oggi pomeriggio, appena tornato dal lavoro, ho notato delle pagliuzze fuoriuscire dalla cassetta delle lettere: anche quest’anno le cince son tornate a fare il nido nelle “regie poste” all’ingresso di casa. L’evento mi ha rincuorato più del consueto perché in un periodo di sollecitazioni su cosa sia secondo natura e cosa invece contro, almeno una certezza loro me l’assicurano, e per me è importante.

Diversamente confesso il mio spaesamento. Assai di recente ho seguito, seppur molto in superficie per mie evidenti lacune culturali, il profondo dibattito intercorso tra due delle migliori menti della nostra società: Adinolfi e Volo. Non posso esprimermi a fondo perché mi sono accostato solo per interposte persone, leggendone i di loro commenti, alcuni dei quali all’altezza, devo dire, dei personaggi che hanno solleticato i loro neuroni. Se ho ben inteso la discussione era così elevata da surclassare perfino le diatribe teologiche intorno all’annoso dilemma se Adamo avesse o meno l’ombelico.

L’oggetto del contendere credo fosse una duplice paternità distribuita più o meno equamente a vantaggio di un orsetto esotico: un panda, nevvero? Non ho afferrato bene se la possibilità che la bestiola possa godere di due padri rischi di sovvertire il fino ad oggi incontrovertibile adagio:

«Mater semper certa est, pater numquam»,

generando, a seguire, una rivoluzione copernicana capace di creare nuovi scismi nel pensiero occidentale.

Oppure se l’oggetto della disquisizione vertesse su questa sovrabbondanza di genitorialità maschile che potrebbe inficiare, a detta d’uno dei due illustri e acclamati intellettuali, l’equilibrio psicoattitudinale e affettivo del povero cucciolo, crescendo. Di certo so che tutta la querelle era imbastita sul panda. Ma il mio spaesamento non deriva dalla discussione, che a questo punto credo sia chiaro a tutti che non abbia lambito neppure l’anticamera del mio provato e traballante cervello, bensì dal fatto che fino ad oggi abbia creduto che due bipedi dotati di favella avessero, secondo natura,  in dotazione pure la facoltà intellettiva. La ragione, per intenderci, che dovrebbe distinguerci dal mondo animale: spiace ammetterlo… panda compresi.

In una società nella quale mi pare d’intuire che i nostri diritti, le pur effimere libertà conquistate dai nostri predecessori con il sangue, la precarietà dei servizi essenziali, perfino il lavoro e le pensioni… vengano ridiscussi da un’oligarchia al potere del tutto indifferente alle nostre sorti e lontana millenni dalla realtà concreta… le discussioni su un panda di un cartone animato e i suoi due padri maschi; la fruizione di questo cartone a un pubblico specifico; il grado di recezione che gli spettatori avranno… assurgono ad argomento principe. Peraltro condite da una finezza argomentativa, un eloquio esemplare, una passione per la verità che non ha eguali. I contendenti non sono che due dei protagonisti su un palcoscenico sempre più gremito di attori di pari livello, ai quali un pubblico accondiscendente assicura il plauso, ciascuno per la fazione di proprio genio. La buonanima di mia nonna, se fosse ancora viva, immagino che nella sua semplicità affermerebbe che «’l pì sân a l’à la rögna». Il più sano ha la rogna.

Tutto ciò dovrebbe essere annoverato secondo natura? Se sì, presumo che lo sia in virtù dell’atavico istinto primordiale di prevalere l’un sull’altro, armati di clava, emettendo versi gutturali, mentre ci si contende l’ombra di un mammut proiettata all’ingresso di una caverna, circondati da consimili che alternano pugni al cielo a grattate pruriginose sotto le pellicce d’orso.

La cincia in questi giorni si prodigherà non poco nell’imbottire il nido di muschio, di fili d’erba, di residui di foglie. Poi deporrà le uova e, una volta schiuse, farà la spola su e giù per nutrire i pulcini. Emette un cinguettio peculiare quando arriva in procinto del nido, una sorta di richiamo. Fa tenerezza.

Insomma, senza obbedire a chissà che norme elaborate dalle più fini menti giurisperite e canoniche in secoli e secoli per garantire la fedeltà del coniuge, per evitare la dispersione dell’eredità, per avallare la continuità dinastica, l’uccellino assicurerà ciò che in sostanza davvero conta per degli implumi: il necessario per essere tutelati dai predatori, per svezzarsi e mettere le penne per essere pronti al volo.  Dopodiché saranno liberi di farsi una loro vita. Come Natura ha disposto.

Evidentemente è tutto troppo semplice per essere compreso.

Ti è piaciuto l'articolo? Puoi condividerlo:
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: