Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

A ciascuna toppa il suo chiavistello, com’è giusto


Oggi mi è accaduto di leggere un altro dei vari articoli già passati sotto gli occhi riguardanti Silvana de Mari, la dottoressa che si sta scagliando contro i gay, bruciata dal sacro ardore della sua personalissima pura fede. Questo qui è un’intervista: godevole, perché ha il merito di deliziarci con la testimonianza diretta dell’eroina.

Devo dire che una delle sue prime dichiarazioni: «… vi è una sostanziale rinuncia alla sessualità vera e propria… in natura vi sono solo due metodi riproduttivi… il resto è delirio» mi ha strappato un sorriso. Di compassione, s’intende.

Oltretutto ha riportato alla memoria la favola della volpe e dell’uva ancora acerba.

Ergo, qualunque atto non direttamente finalizzato a procreare non dovrebbe essere contemplato nella sessualità vera e propria, che – a questo punto – può ridursi a ciò che la natura, o il Padreterno per chi ci crede, ha provvisto nell’uomo, da introdurre dentro il vaso naturale che – sempre la natura, o la lungimiranza del Creatore – ha determinato per raccogliere la di lui generosa offerta.

Ehhhh… se n’è persa per strada, madame, di aspetti, pratiche, situazioni che possono rendere la sessualità altrettanto completa, e magari più soddisfacente.

Si direbbe che sia rimasta ferma all’uomo atavico, quando al rientro nella caverna dopo la caccia, posata la clava in un angolo, adocchiata una creatura dissimile da lui soltanto per un pertugio aggiuntivo, copulava alla stessa stregua degli altri animali selvatici osservati nelle perlustrazioni fuori dalla grotta. «Il resto è delirio», ha chiosato lei. Pensa un po’!

Che poi, per inciso, toccherebbe darle ragione: il resto, se fatto come dio comanda, è delirio puro

Nel prosieguo supera se stessa: «gli omosessuali… stanno annientando il cristianesimo». Chissà… forse terminano il lavoro lasciato a metà dagli illuministi. In effetti di libertini ne conosco… ma non me li immaginavo pure philosophes, almeno che il detto “prenderla con filosofia” abbia un’accezione più ampia nella testa della pulzella di Caserta.

Se capitasse mai che a leggerlo siano i non rari prelati, religiosi, consacrati, nonché le suore e le monache, che vivono questa condizione – chi nell’astinenza chi nella pratica più o meno fervente – beh, faranno un salto sulle vellutate poltrone scoprendo di essere artefici, loro medesimi, del proprio annientamento. Poveri!

In un sussulto di zelo, l’esegeta che è in lei ci ricorda che pure Gesù condanna senza appello l’omosessualità, ma ci lascia digiuni delle citazioni: si accontenta di rammentare che chi afferma il contrario non conosce il Vangelo. Il rimando a taluni atteggiamenti che tutti abbiamo vissuto da bambini, all’asilo, mi viene istintivo.

Quindi si erge a paladina del cristianesimo: bel fardello… s’è caricata. Altro che Magistero apostolico, con cui la Chiesa Cattolica è usa pronunciarsi su quanto giusto e quanto errato: da oggi ci pensa lei, grazie alle competenze di chirurgo psicoterapeuta ed endoscopista.

A forza di scrutare cavità oscure, Silvana de Mari ci dirà la sua pure sui buchi neri. Condividi il Tweet

Perché – a parer mio – la gravità della questione sta proprio in ciò: da medico sovverte le più aggiornate affermazioni scientifiche; da credente si issa ad esperta di teologia morale; e in virtù delle sue convinzioni, sebbene assurde e fuori da ogni convalida, pretende credito e autorevolezza.

Insomma, uno dei sempre più diffusi personaggi che in nome della libertà d’opinione si sentono in dovere di proclamare all’universo mondo l’unica, fideistica e incontrovertibile verità: la loro, ça va sans dire! E di scandalizzarsi se chi ne viene danneggiato reagisce tutelandosi secondo il Diritto.

Mi auspico che chi di dovere intervenga, ma – sia chiaro – non perché la società necessiti di censura, bensì perché è intollerabile che chiunque possa farneticare e trovare credito nell’opinione pubblica, e ancor più in una realtà odierna nella quale sempre meno conta la conoscenza scientifica, e sempre più trova spazio un’informazione approssimativa, partigiana, manipolatrice.

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L’immagine è di Thomas B.
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