Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

A margine dei terremoti


Dopo una tragedia sismica mai che capiti di sentire o di leggere una dichiarazione originale: sono così scontate che ti viene da anticiparle come le battute dei film visti più volte o come le orazioni recitate in chiesa.

Poi, di contro, c’è l’onda di solidarietà e di compartecipazione che coinvolge donne e uomini di buona volontà.

Ma a fianco dei consueti rituali, l’uno carico di retorica l’altro di sostanza, si aggiungono pure elementi nuovi, un po’ come gli aggiornamenti per un programma del pc.

Questa volta per l’occasione i social network hanno generato una serie di post rimarchevoli per intuizione e spessore culturale: tra i più diffusi c’è la geniale idea di barattare i lussuosi alberghi a cinque stelle dei profughi con le spartane tendopoli per gli sfollati, e di devolvere loro i 35 euro che all’alba di ogni giorno piovono dal cielo come la manna per gli ebrei in cammino nel deserto.

Non mancano i contributi a sfondo religioso, di cui l’interpretazione omofoba come punitio Dei contro le unioni civili è la perla più preziosa. Qualche esegeta con il pallino dell’archeologia deve aver scoperto che Sodoma e Gomorra furono ricostruite in Centro Italia, dopo l’incendio biblico. Degna di nota è altresì la riflessione intorno alla tutt’altro che casuale evidenza che i cataclismi avvengano di notte: pare che al diavolo sia più consono il favore delle tenebre. I vampiri son dei dilettanti, in confronto.

Quelli e questi post son stati subito condivisi da coloro che non hanno tempo per compilare i test sull’intelligenza che girano su fb, e preferiscono palesarci subito il loro livello: eiaculatio precox mentis. Per fortuna gli anticorpi di quel mondo civile e umano che ancora esiste e palpita hanno replicato a dovere.

Ho letto di amici che annunciano a chiare lettere la rimozione da facebook di coloro che si sono espressi o hanno condiviso i frutti delle cloache virtuali, nelle quali questi ultimi si divincolano e avvinghiano come i vermi nella melma.

Ho letto altresì di altri che ringraziano i propri amici perché nella home non ne è passato uno che fosse uno, dei post o delle immagini lordate dall’infamia e dalla cattiveria gratuita, e dunque ci si compiace d’avere contatti intelligenti, capaci di discernimento.

Entrambe son scelte plausibili: l’una mi ricorda una severa corte marziale, l’altra un confortevole fumoir… vivaddio ciascuno è libero di ricrearsi l’ambiente che più gli aggrada. Io non sono da meno, sebbene con gusti differenti.

A margine del terremoto accade anche questo: crollano pure la fiducia e la stima reciproca, per quanto connesse con il mondo virtuale. Perché t’immagini che i razzisti, i disseminatori d’odio, i fomentatori del malanimo siano esseri lontani, relegati in luoghi disagiati, resi meschini da una vita avara di gioie e di affetti… mentre purtroppo tocca ricrederti.

Le mie amicizie sui social network sono assai variegate. Dal canto mio amo i suk.

Di rado mi è toccato bannare alcune persone che avevano esondato sul mio profilo, ed è sempre accaduto in sordina, per una sorta di predilezione verso le corti rinascimentali e i modi discreti di far piazza pulita adottati all’epoca. Ebbene, stasera ho visto che quattro miei contatti avevano scelto di condividere immagini accompagnate da slogan la cui bassezza morale non possiede neppure dignità di opinione. Uno di questi è pure un amico, sebbene da un po’ di tempo ci si sia persi di vista.

Così, per l’occasione, ho visitato il suo profilo.
«Perché no?», mi son detto, «almeno mi aggiorno su quel che fa e come sta». Scelta improvvida, come l’ostinarsi a smuovere una carcassa rinvenuta in campagna, per poi restare disgustati dal vermaio che si celava sotto.

I link ai siti inneggianti all’amor patrio o a una presunta sovversione sociale campeggiavano sul diario come bubboni incancreniti. Nell’esigua manciata di like comparivano pure amicizie che ritenevo comuni, ma che la cruda realtà ha provveduto a smentire: quando si sia compiuta l’immane perdita non ho idea, ma del perché non occorre troppa immaginazione.

Memore di un intervento fatto in passato sulla bacheca di un’amica, per cui venni ripreso in privato, ho imparato la lezione: se non concordo o se, come in questo caso, ritengo immorale quanto pubblicato, è meglio scrivere un messaggio.

La tentazione di domandargli sub rosa come riuscisse a far coincidere la sua partecipazione alle messe vocazionali, delle quali mi parlava, con la carità cristiana profusa a piene mani da questi post era forte. Poi però è prevalsa la riflessione tutta personale sul perché un amico che comunque reputi una brava persona arrivi a tanto; sul perché la gratuità della cattiveria ammorbi l’animo di un trentenne come ce ne sono tanti, socievole, serio, al quale non manca nulla: una compagna, un lavoro, una casa, una cerchia di amici.

Il rimando ai paesaggi colpiti dal sisma m’è venuto spontaneo: vallate verdi, cittadine tranquille, comunità serene. D’improvviso la scossa, poi la devastazione.

È così pensi all’analogia con chi fa dello sciacallaggio virtuale: esiste un movimento tellurico nell’uomo contemporaneo, impercettibile… fino a quando la sua devastante brutalità si manifesta nella società.

Pare non sia prevedibile, però è certo che lo scotto lo paghiamo tutti, presto o tardi.

Ti è piaciuto l'articolo? Puoi condividerlo:

11 Commenti

  • Che articolo inutile. Tutto fronzoli e supponenza.
    Il problema dei populismi è che vengono demonizzati e basta.
    Più vengono demonizzati, più si rafforzano.
    Non mi sembra tanto difficile da capire.

    Ci sono, inoltre, modi e modi per professare la ragione. Il suo modo di professarla, demonizzando e basta chi condivide fesserie, senza esprimere nient’altro di utile, sta dando davvero brillantissimi risultati, ovvero che sempre più persone si scocciano di sentirsi dare dei deficienti e si avvicinano ancora di più ai vari “piovegovernoladro”, “informareperesistere” o alla pagina di qualche blogger che fa disinformazione sugli immigrati per farsi visualizzare due banner in croce.

    Invece di fare un’attenta disamina del PERCHE’ queste persone condividono questi post, lei semplicemente fa un bel giochetto di stile sul suo blog, sperando che tramite qualche miracolo non ben definito la gente recuperi un po’ di umanità.

    Forse si potrebbe iniziare con il non ignorare il disagio sociale che fa nascere questi populismi, e cercare di dargli una soluzione che ovviamente non sia quella dei populisti.

    Ma niente da fare, neppure dopo la Brexit ci rendiamo conto del potere delle masse ignoranti inca**ate nere.

    Talvolta è l’arroganza della ragione che genera i mostri.

    • Ignorante con stile

      L’utilità o l’inutilità di questi articoli dipende dal fine che ci si propone scrivendoli. Non sono una guida morale né posseggo la bacchetta magica, e dunque l’utilità è innanzitutto per me, perché scrivere mi aiuta a riordinare le idee. Spesso frastagliate, confuse, limitate. Le condivido in questo spazio senza pretendere che siano oro colato. Se a qualcuno, che liberamente lo legge, stimolano riflessioni, magari ben più profonde delle mie, ben venga.
      I fronzoli fan parte di uno stile che mi è peculiare e comprendo che possano risultare detestabili, o graditi, a seconda dell’altrui gusto. Ci vede supponenza? Legittimo: ciascuno ha i propri punti di vista che filtrano quanto vedono intorno a sé.
      Sul contenuto… beh, certo condanno (demonizzo, usa lei) certi siti. Non potrei fare diversamente: non mi verrebbe d’ignorarli e men che meno di giustificarli. Mi pare però che la sua allusione a siti di disinformazione, che addirittura cita, sia altrettanto critica.
      Dissento, se mi permette, su quanto lei sostiene a proposito del mio atteggiamento verso chi su fb li condivide: lo si evince dal fatto che non li radio dalle mie amicizie e neppure mi permetto di attaccarli, sebbene ne avessi avuta la tentazione. Ho “un suk”, inteso come bacino assai eterogeneo di contatti, perché ciascuno può avere la sua opinione, nei limiti certo di una misura tollerabile.
      Non ho la risposta precisa su questo fenomeno, è vero: mi limito a constatarlo. Mi stupisco – e mi dispiace – che si arrivi a tanto in persone che conosco.
      D’altronde constato che neppure lei ne spiega le cause ma addita gli effetti.
      Crede che se sapessi il motivo preciso me lo terrei nascosto nel profondo? Pensa che faccia piacere appurare quanto dilaganti siano i razzismi, la xenofobia e l’intolleranza? Però – guardi -alcuni spunti di risposta sono nati dagli altri commenti allegati all’articolo, in chi ha colto l’occasione per essere propositivo. La invito a leggerli, casomai.
      Attestare il fenomeno – dal mio punto di vista – è comunque un primo passo, ben più meritorio del tacerlo e di sicuro meno immediato dell’attaccare chi, nel suo piccolo, si sforza almeno di stimolare l’attenzione sul problema, nella speranza che coloro dotati degli strumenti, della professionalità o del potere idonei si muovano per cambiare la situazione.
      Concordo invece sulla sua chiusura. Pienamente.

      • Sarà anche vero che scrive per riordinare le sue idee ma poi le pubblicizza abbastanza su facebook.. un minimo di confronto quindi lo cerca.

        Semplicemente sono stufa di:
        * 13enni radical chic che con l’internet di papà vanno sulla pagina di Salvini a dare dei pezzenti a dei lavoratori disperati e frustrati dalla situazione attuale
        * 30enni radical chic che devono manifestare la loro superiorità intellettuale su persone che non hanno avuto la possibilità o i mezzi per uscire dall’ignoranza
        * Sinistroidi su facebook che correggono la grammatica a zio Tonino che ha la quinta elementare umiliandolo davanti a tutti per i suoi commenti poco “politically correct”

        Così si che facciamo cambiare idea alla gente!
        Proprio un po’ come quando i vegani vengono a dirti “non ti senti un pezzo di merda a mangiare cadaveri di poveri essere indifesi, eh, assassino con l’alito che puzza di morte?”
        A me sinceramente viene voglia di macellare una dozzina di agnellini.

        Ovvio che non posso condividere il ragionamento di un ignorante che si indigna per i migranti negli hotel 5 stelle e i terremotati nelle tende, ma posso provare a spiegargli le cose come stanno senza doverlo sbeffeggiare per dimostrare a tutti che sono uno di larghe vedute che sconfigge i RASSISTI!!! Stiamo cercando di sconfiggerli i populismi o solo di fare un pochino i boriosi?

        Al tuo articolo vorrei aggiungere una cosa, visto che parli di suk e di opinioni diverse, perchè non esiste solo il populismo di destra.
        Possiamo, per par condicio, parlare anche di quei sedicenti giornalisti, blogger, Saverii Tommasii, che fanno a gara a chi scrive l’diozia peggiore su fantomatiche azioni eroiche dei migranti?

        Dopo un terremoto in cui hanno perso la vita quasi 300 persone, questi saggi opinion leaders sfruttano la situazione per tirare fuori qualche storiella strappalacrime acchiappa-like su nordafricani che scavano (dove? Autorizzati? Sono addestrati a farlo?) condite da dubbissime foto di ragazzi con una pettorina gialla che con fare stranito spostano sterpaglie con forconi (???). Addirittura ci sarebbero dei migranti che hanno donato il proprio poket money, che è denaro vincolato e non cedibile. SARA’! Sono dubbiosa.
        Anche nel loro caso non esiste alcuna vera empatia con il dramma umano in corso, perché tutto il racconto deve essere veicolato e poi fruito esclusivamente attraverso la lente deformante del politicamente corretto radical chic.

        Ma questo non interessa a nessuno, perchè hey! è solo Salvini il male del mondo.

        Se da un lato abbiamo populismi che sfruttano le paure della gente (gli immigrati-terroristi, l’Europa brutta e cattiva, i messicani che rubano il lavoro) dall’altro abbiamo una sinistra boriosa e lontana dai problemi della gente che non propone nulla di concreto.

        • Ignorante con stile

          Certo che il confronto lo cerco, ci mancherebbe! Vorrei pure dirle che mi trova d’accordo con buona parte di quanto dice. E l’ho scritto già parecchio tempo addietro, nel 2014, agli esordi del blog: https://www.ignoranteconstile.com/in-che-stato-siamo/
          Scrivo. Ehhhhh. E’ il poco – quasi nulla – che so fare. Pure maluccio, se dai miei articoli escono fuori interpretazioni ben lontane da ciò che sono e penso.
          Cerco nella vita reale di essere empatico il più possibile con tutti: quanto poi ci riesca davvero lo dovrebbero attestare gli altri. Non tocca a me dirlo. Però resto sulle mie convinzioni, almeno fino a quando non m’accorgo di averle cannate del tutto.
          Sull’atteggiamento dei cosiddetti “impegnati” non voglio esprimermi: pago sulla mia pelle, molto di recente, una mia prima (e probabilmente ultima) esperienza sul campo, di impegno concreto, per quanto modesto, e mi è bastata per capire di che risma siano taluni, buoni a riempirsi la bocca e a farsi selfie “impegnati”… salvo poi disattendere ciò che ben predicavano a parole! Ma preferisco sorvolare.
          Grazie però per le sue sollecitazioni: aiutano a capirsi meglio dentro. Non si faccia remore a scrivere ancora, con la medesima schiettezza e lo stesso stile diretto: apprezzo chi dice ciò che pensa, lontano dall’ipocrisia. E dalla pomposità: per quella basto io 😉
          A presto

          • Abbia pazienza, abbiamo proprio stili diversi. Pomposità e pathos fini a se stessi mi irritano, sarà che in casa mia è difficile che si parli qualcosa al di fuori del piemontese terra terra.

            Mi sono appena laureata, mi reputo intelligente, ma sono pur sempre figlia di un operaio e nipote di un contadino che hanno risparmiato una vita intera per farmi vivere nell’agiatezza e pagarmi l’università.
            Mio padre ha fatto fatica a tirare avanti dalla crisi in poi.

            Non mi pare che il compenso giusto sia fargli notare quanto sia ignorante e “sempliciotto” nei suoi ragionamenti.
            Bisogna semplicemente avere una pazienza di ferro e immedesimarsi abbastanza per non diventare sprezzante o supponente.
            Cercare di capire e trovare un punto di contatto è essenziale, altrimenti finisce che ci si dividerà in due: da un lato la sagra della porchetta in cui si suggerisce di tirare ai migranti, dall’altro un salottino di finti intellettuali che ridacchiando propongono di togliere il voto a chi segue i populisti.

            Io sono più che certa che se mettessi un computer nelle mani di mio padre condividerebbe e commenterebbe le atrocità più becere e populiste.
            Ma credo che potrei diventare decisamente maleducata se il primo saputello mantenuto lo umiliasse davanti a tutti senza provare nemmeno a farlo ragionare.
            Per quanto sia testardo e lento a capire, con una spiegazione semplice può tranquillamente cambiare idea. Non è da tutti, lo so, ma io penso che sia un nostro dovere tentarci comunque.

            Detto questo ci sono centinaia di siti di bufale o pagine facebook che travisano o inventano completamente notizie per guadagnarsi due spiccioli con il click baiting approfittando proprio dell’ingenuità di certe persone: andrebbero tutti arrestati.

            “Attenzione!!!!!!!! clicca qui prima che i poteri forti ci censurino!!!!!!!!!!! non indovinerai mai quale ministro ha deciso di destinare i soldi del terremoto agli immigrati stupratori di cuccioli di cane”.

          • Ignorante con stile

            Per me la scrittura deve avere anche un valore educativo. Evito per scelta le volgarità – conscio che paradossalmente penalizzo il numero di visualizzazioni- e cerco di adottare uno stile capace talvolta anche di proporre termini meno scontati. Il linguaggio non deve ridursi alle solite quattro parole scontate: appiattire il parlato è il primo passo per un corrispondente appiattimento mentale. Eppure questo blog è ben lontano da una ricercatezza stilistica e morfologica: lo attestano i tanti lettori che si approcciano pur senza avere un bagaglio culturale dotto. E per me è una delle soddisfazioni più grandi. Proprio oggi un ragazzo mi ha scritto su fb che non legge di solito… è in vacanza… eppure segue con piacere i miei articoli. Ebbene, non potevo ricevere soddisfazione più grande. Ma non lo dico per vanagloria bensì con la consapevolezza di avere, seppur con le debite proporzioni, una responsabilità morale. E capisco cosa intende quando si riferisce all’ostentazione di una presunta superiorità di chi si crede più intelligente di altri. Nel mio ambito lavorativo mi accade spesso. Ecco perché, appena posso – come adesso da dove le sto rispondendo – mi rifugio là dove non corro pericolo di incrociare qualcuno di questi soggetti. Ancora grazie per questo scambio di vedute: l’ho apprezzato molto.

  • La sensazione di precarietà, amplificata dai media ma anche confermata dall’esperienza personale, rischia di portarci sempre più verso una logica di tipo “win-lose”.

    O i terremotati o i rifugiati.

    O noi o loro.

    O io o tu.

    In breve, “Mors tua, vita mea”.

    • Ignorante con stile

      Già. Credo sia la chiave di lettura più confacente a molti che conosco: il senso d’insicurezza, la percezione di essere vittime, l’impressioni di sfruttamento e di frustrazione spingono ad atteggiamenti che, diversamente, non farebbero parte dell’indole e del carattere di parecchi che frequento. Per sanare questa sensazione i mezzi d’informazione dovrebbero assumersi la responsabilità di ridimensionare ciò che spesso viene esasperato perché fa più notizia, ma genera ansia e paure. La precarietà è agitata come un grimaldello: genera sottomissione. Oltre l’odio.

      • Purtroppo, le cattive notizie, gli scandali, l’indignazione vendono molte più copie e fanno molto più share della “semplice” informazione…

  • Carissimo Luca, purtroppo un numero infinito di banalità e incongruenze si leggono in queste ore sui social. Il terremoto sembra aver smosso non solo la terra ma anche quelle anime incancrenite che, come iene affamate, aspettano i cataclismi o le sofferenze per sfoggiare la peggiore umanità. Confesso che anche io sono stata tentata – e ancora lo sono – di cancellare da alcuni social – Facebook in primis – certe persone che ritenevo sensibili e intelligenti. Nelle ore immediatamente dopo i fatti drammatici del centro italia continuavano a postare foto o articoli personali. Condividendo, di tanto in tanto, i numeri delle emergenze e appelli vari per sistemare la loro coscienza. Forse qualcosa mi è sfuggito, forse ancora non ho compreso bene la natura umana e sicuramente ancora mi sfugge l’esibizionismo di certi blogger. Avrei voluto più rispetto, maggiore sensibilità e presa di coscienza di un dolore che domani – ammettiamolo – potrebbe essere nostro. Ma, come al solito, tutto finirà presto, tutto sarà dimenticato, le foto saranno ricordi sbiaditi, i volti e le lacrime sempre più lontani dalla nostra quotidianità. Per ora non ho “cancellato” nessun contatto, nessuno è stato sacrificato all’altare della mia morale perché devo sapere, devo conoscere la realtà, quella cruda e più dolorosa. A nulla sarebbe servito chiudermi nel mio giardino incantato.
    Grazie Luca per le tue osservazioni, il tuo pensiero che mi fa sperare e mi dona sollievo.
    Un abbraccio. Mimma

    • Ignorante con stile

      Sono sulla tua stessa linea, Mimma: tagliare contatti ci fa perdere la cognizione di come sia una parte della realtà. Con ciò comprendo chi invece lo fa, perché se non fosse per questa motivazione anch’io sarei tentato di recidere posizioni che feriscono. Ma il rischio è proprio di illudersi, poi, che il mondo sia fatto di chi si sforza di interagire con gli altri: purtroppo le cose non stanno così, lo vediamo tutti i giorni. Speriamo però che la società, poco a poco, sappia recuperare l’umanità e la solidarietà: ne abbiamo bisogno come il pane. Un caro saluto, Luca

Login o registrati

Commenti chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: