Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

A voler bene male non fa


Giorni fa ho ricevuto un invito da un amico.

Non a giocare su internet o a mettere un like alla pagina promozionale di un’ignota ditta alla quale si è legati per ragioni d’interesse. Neppure a sentire la discussione della tesi e – se va bene – a festeggiare dopo. Manco le partecipazioni di nozze.

Stavolta, prima in assoluto, era per il conferimento della cittadinanza italiana. Ho accettato volentieri, ben contento sia che avesse pensato a me sia di presenziare a un evento così insolito.

Fino a poche ore fa avrei voluto scrivere su questo blog delle emozioni che ho vissuto; della commozione, a tratti, perché la cerimonia è stata tutt’altro che retorica. La sala consiliare era stipata, parecchi i giovani, persone di varie etnie, autorità: era talmente piena che se non fossi entrato in anticipo non avrei trovato posto. Molti sono rimasti in piedi o hanno faticato ad entrare. Si respirava un clima di festa e di compartecipazione. Diversi interventi, plausi, l’inno d’Italia, e pure lo zagharid, che è giunto inatteso e ha connotato di gioia la sala.

Ebbene, nell’ora e mezza d’autostrada nel ritornare a casa, mentre guidavo riflettevo sul significato d’essere cittadino italiano – dal mio punto di vista – e su come e quanto l’amico somalo abbia festeggiato mentre spesso ho l’impressione che per noialtri sia più un motivo di vergogna, un complesso d’inferiorità, quasi una sventura rispetto a chi vive nel nord Europa dove tutto pare più ordinato, pulito, regolato, civile, alfabetizzato. Volevo abbandonarmi a queste considerazioni, poi… ecco che arriva la notizia della strage terroristica a Bruxelles.

Senza neppure immaginare una virata in originalità, a seguire leggo l’ormai prevedibile contorno di qualunquismo. La facile generalizzazione, attinta dai consueti calderoni di luoghi comuni; condita da una buona dose d’istigazione alla paura, con l’aggiunta di un repulisti igienizzante. Dopotutto siamo nella settimana santa e cadono a fagiolo le “pulizie di Pasqua”: poco importa se stavolta – a detta di qualcuno – toccherà alle periferie; alle masse penalizzate dal non essere “dei nostri”; a chi di suo ha già patito e adesso subisce pure l’onta di essere accomunato dalla stessa provenienza geografica, dalla medesima lingua e da un credo comune, seppur ben differente per “zelo” dei terroristi. Le ruspe son inezie, rispetto a quanto ci toccherà sentire prossimamente: chissà se si arriverà al Napal o se basterà la marchiatura a caldo!

Allora è proprio in un frangente come questo che vedo in Abdullahi Ahmed, il nostro nuovo compatriota, la risposta concreta, in carne ed ossa, all’unica soluzione possibile, alla sola proposta efficace contro la campagna d’odio e di terrore voluta dai terroristi. Perché è l’esempio vivente degli effetti che nascono dall’accoglienza. Altro che diffidenza, chiusura, preconcetti: è l’apertura a garantire una base di fratellanza e di convivenza, con vantaggi reciproci.

Seminare odio non porterà che a farne germogliare i frutti a tempo debito, e sarà una volta peggio. I predicatori della paura sono dannosi al pari di chi la paura la crea uccidendo e massacrando bestialmente: entrambi mirano a destabilizzare. I primi il nostro animo, i secondi il nostro sistema sociale.

Gli estremisti possono essere ovunque e vanno presi – presuppongo sia una priorità, di certo non saprei aggiungere altro perché è questione ben più spinosa e articolata di quanto la si pensi rinchiusi nelle nostre case – ma spero che sia una ricerca capillare condotta da chi opera nel settore e non una caccia alle streghe all’insegna della paranoia collettiva.

Gridare all’untore serve solo a rendere quelli veri più guardinghi, mentre l’incolpare chiunque a caso non farà che ghettizzare gli incolpevoli, magari gettandoli esasperati proprio nelle braccia di chi non avrebbero mai assecondato, se soltanto ci fossimo dimostrati capaci di accoglierli e dar loro la fiducia che meritano.

Volevo inserire il video che avevo richiesto ad Abdullahi e che mi ha inviato, usato in apertura della serata, ma nel contesto odierno c’è un’immagine che mi ha colpito a tal punto che preferisco postare quella. Riassume lo sconforto e il cordoglio, e basta osservare l’ambiente circostante per cogliere la tragicità di chi rischia di pagare doppio il già salato conto della guerra dell’odio.

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Fonte La Repubblica, link: clicca qui
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7 Commenti

  • Hai ragione… È che io ste cose a nome.di un dio non le capisco proprio.. Come del resto tutti noi…
    Noi poco possiam fare se non integrarci tutti e rispettarci! Buona serata!

    • Luca Bedino

      Concordo con te, ma sembra poco quel che possiamo fare invece è tantissimo. Buona serata e liete giornate festive!

  • l’odio non porta mai a nulla… e le stragi in nome di una religione o una supremazia di etnia creano solo morte e buio… ma nulla di questo è in nome di un Dio, qualunque esso sia… soldi, potere e petrolio fanno si che la povera gente viva nel terrore, perda la vita o i propri cari…
    si, per quei ragazzi deve essere stata proprio una bella emozione! eh per la condivisione, gli incontri e gli scambi non c’è diversità, o uguaglianza che tenga! anzi, è un arricchimento continuo! bah speriam prima o poi… boh!

    • Luca

      Purtroppo accade che spesso sia pure a nome di un Dio, per attaccare o per difendere. Il fatto che della religione se ne faccia un uso strumentale è ancora più indegno perché esse dovrebbero diffondere amore, rispetto, supporto umano e chi le usa per provocare o per dividere agisce in malafede. Tocca a noi quindi smascherare l’uso improprio. E diffondere fratellanza, credenti o meno che si possa essere. Grazie del tuo intervento.

  • Luca Bedino

    Lascio qui il link al video che ha aperto la cerimonia per il conferimento della cittadinanza italiana a Abdullahi Ahmed

    https://m.youtube.com/watch?v=xHpeSndZyV0&feature=youtu.be

    • Come non essere d’accordo con quanto sostieni…! Grazie per questo intervento dotato di buon senso e di così tanta umanità. Spero che tutti coloro che leggano si posizionino sulla stessa linea e lunghezza d’onda. Spero spero e spero, spero tante cose, e se speriamo insieme magari poi iniziamo a cambiare. L’odio non può vincere.
      Sono molto contento per il tuo amico, è un evento importante e speciale da festeggiare! Il video è assolutamente simpatico e ironico, ma la sua tagliente ironia veicola verità assoluta.

      • Luca Bedino

        Grazie per le parole di sostegno: chi più di te, che sta vivendo proprio laggiù gli esiti dell’odio, può dare un peso sostanziale alla speranza di cambiamento?
        Restiamo ottimisti, perché mi piace pensare che le donne e gli uomini preferiscano ancora l’amore all’odio, la fiducia alla diffidenza, i ponti ai muri.

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