Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Abbiate fede nelle chat


Le chat d’incontri in generale sono una realtà così scontata che parlarne equivale ad annunciare la scoperta dell’acqua calda.

Ne esistono per tutti i gusti: per anime solitarie, per curiosi, per timidi, per belli o brutti, per spiriti focosi.

Alcune offrono opportunità davvero efficaci.

È il caso di quella ad uso di chi soffre di misoginia, di misandria, o per chi comunque gradisce passare del tempo con persone del medesimo sesso.

Essa consente la geolocalizzazione: wow!

Significa che se sei iscritto – e per caso ti vien la fregola di scambiare due parole, prendere un caffè insieme a qualcuno, visitare una mostra o partecipare alle Quarantore in compagnia -, basta aprire la chat e verificare se in zona ci sia chi t’ispira, affine ai tuoi interessi, ed ecco che il “radar” lo individua.

In men che non si dica i due potranno incontrarsi.

Spero che un giorno il servizio si possa ampliare ai collezionisti di santini o agli appassionati di archeologia mediorientale: sarebbe fantastico far incontrare in spazi anonimi come stazioni ferroviarie o aree mercatali coloro che al momento sono costretti a conoscersi soltanto in riunioni apposite.

Le vie della provvidenza sono infinite

Ho scoperto l’esistenza di una chat d’incontri per cattolici.

Purtroppo l’accezione taglia fuori evangelici, valdesi, metodisti, calvinisti, luterani, anglicani, battisti, ortodossi e cristiani in generale.

Ma ha il vantaggio di guardare a una nicchia: dopotutto

«multi sunt vocati, pauci vero electi».

Un blog di sostegno, inoltre, offre spunti di riflessione e indicazioni di comportamento: merita una visita, qui.

Di bello c’è che il sito, implicitamente, solleva molti parroci dall’onere di cercar moglie ai propri fedeli come accadeva un tempo. Dalle mie parti si ripopolarono vigneti e montagne con questo sistema.

Ciò che la leva obbligatoria non sempre riuscì nell’intento, ossia di mescolare provenienze geografiche differenti del Bel Paese, poterono le canoniche e le sacrestie: donne del Sud maritarono celibi e indefessi lavoratori del Nord.

Un lavorio scrupoloso e pazienze consentì alle anime gemelle mescolanze di sangue, di culture e di mentalità che altrimenti non si sarebbero conosciute. Soprattutto tra le lenzuola.

Adesso il sito d’incontri per le amicizie cattoliche allevierà le reverende fatiche.

Il lupo si traveste da agnello

È una favola di Esopo, ma in questo caso ben si accorda con il monito evangelico:

«… vengono a voi in veste da pecore, ma dentro sono lupi rapaci».

Il pericolo sulle chat c’è.

Un’amica ha avuto la bontà d’animo d’iscriversi, di recente, su questa cattolica.

(N.d.A. Non riesco a capacitarmene… ma trovo suoni strano: “amicizie cattoliche”. Boh!)

Non le è costata gran fatica, anzi, l’ha vissuta come un’opportunità in più, in alternativa ad altri siti d’incontri che frequenta in un’ottica spesso piuttosto peculiare: vedi qui.

L’avrebbe fatto lo stesso, ammaliata dall’immagine accattivante che trasuda serenità, gioia, piacere per la vita. La grafica fa il pari con quelle per la donazione dell’8xMille alla Chiesa Cattolica.

Ha riscontrato che all’atto di registrarsi non le veniva chiesto il certificato di battesimo e nulla di più delle generalità, oltre un’email: se avesse voluto poteva fornire credenziali farlocche, un indirizzo elettronico posticcio, foto non sue. O essere un’atea miscredente!

In parecchi altri siti d’incontri ma d’ispirazione secolare, profana e, magari, edonista, invece ci si iscrive tramite il proprio profilo Facebook – e quello di un fake è comunque verificabile, in linea di massima – o, in modo più sicuro, lasciando il numero di cellulare.

Per poter accedere alla messaggistica – che è lo strumento base per scambiarsi impressioni, punti di vista, gusti e finalità – nella chat cattolica è necessario pagare:

chat

Almeno che…

A un messaggio, uno soltanto, si ha diritto, a patto di caricare una foto.

Un custode dell’ortodossia approverà le modifiche manualmente.

Una prassi pregna di buon senso.

L’obolo per abbonarsi è una sorta di filtro per sviare:

gli avari, che come potenziale “buon partito” sono da evitare come la peste;

i perditempo, che come tutti gli oziosi vanno biasimati, perché cadere nell’accidia è un attimo;

i malintenzionati, fucina d’ogni scelleratezza.

In realtà gli interlocutori – gli amici cattolici – ovviano all’altrui esborso dello sterco del diavolo lasciando un contatto differente, così le conversazioni si spostano altrove:

chat

Non lasciano più traccia sul sito

Ora, servizi a pagamento sono previsti pure in altre chat di per sé gratuite, ma per offrire opportunità mirate, e di rado vengono subito richiesti per semplici messaggi.

Qui il rischio sta nell’essenza del sito creato per amicizie cattoliche: ammetto che potrei sbagliarmi ma vi è il pericolo che Satanasso, sfruttando il manto di serafica purezza del cattolicesimo, adeschi creature virginee e angeliche.

Le anime pure, illibate et sine malitia lì dentro possono di sicuro contare sull’arcangelo Gabriele – non a caso protettore delle comunicazioni – ma al di fuori della chat – già ammoniva san Pietro – «il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare».

A parer mio i buoni, collaudati, oceanici incontri della gioventù con il papa in giro per il mondo o le trasferte ecumeniche della comunità di Taizé per l’Europa restano ancora un metodo infallibile per cattolici desiderosi di socializzare.

Occorre pur sempre fede, ma almeno non si corrono rischi perché ci si ritrova dinnanzi l’un l’altra a mani giunte.