Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Ai miei amici terrorizzati


È un articolo buttato giù tra un toast e un caffè, quindi spero mi si scusi l’approssimazione, ma mi spiace sapere di amici che perderanno l’appetito e il sonno per colpa di Trump.

Non ho la presunzione di far cambiar loro idea ma consolare gli afflitti è un’opera di misericordia spirituale. Ognuno resta libero di dire la sua.
Temono la terza guerra mondiale, senza essersi accorti che di fatto è già in corso: soltanto perché non si combatte in trincea o non vengono commercializzati i soldatini di plastica per giocare non significa che un po’ tutti non ne siamo coinvolti.
Paventano l’uso del nucleare, senza muovere un dito quando le piazze chiamano in difesa dell’ambiente sempre più compromesso, inquinato e danneggiato in modo continuativo e non occasionale.
Inorridiscono pensando a come verranno trattate le donne, le persone di colore, gli emarginati in America e – di conseguenza – qui, dove però è moda scimmiottare tutto quello che sa di made in USA, al ribasso, per giunta.
Tranquilli, tranquilli… davvero.

Perché – sul serio – c’è ancora qualcuno che prende per oro colato, alla lettera e fideisticamente le dichiarazioni fatte da chicchessia in campagna politica? Datemi un pizzicotto… non posso credere d’essere sveglio.

Ammesso comunque che un politico mantenga quanto promesso, c’è soltanto un unico aspetto che tra tutti dovrebbe farci rabbrividire.
E chiedo scusa per il tenore all’apparenza dogmatico – si tratta soltanto del punto di vista di un ignorante, quindi va preso per quel che è – ma spaventarsi per quanto potrà fare un politico al potere senza che lo si possa impedire è allucinante.
Significa consegnare a un uomo solo al comando una delega in bianco.
È ciò che nel passato accadde verso personaggi con baffetti o con baffoni oppure con la testa calva: i cittadini rinunciarono a esercitare il peso collettivo che l’unione di tutti può mettere in campo.
In una società sana ci sono gli strumenti democratici per bloccare le derive, e proprio dall’America ci viene la lezione dei movimenti di massa pacifisti che fermarono la guerra in Vietnam. Forse ci siamo dimenticati le proteste studentesche, dei lavoratori, degli ambientalisti, che con fiumane di popolo costrinsero il Potere a fare marcia indietro?
Purtroppo abbiamo sostituito l’impegno attivo, diretto, coinvolgente con il disincanto di un click del mouse.
La vicenda Trump piuttosto dovrebbe metterci in guardia, con serenità e determinazione.
Dovrebbe farci capire che è smuovendo la nostra indolenza e cominciando a parlare di politica tra noi… convincerci dell’importanza di quello che votiamo e di convincere gli altri a fare altrettanto… spingerci a uscire dai nostri piccoli mondi protetti e rassicuranti per mescolarci con tutti… ebbene, soltanto così possiamo cambiare la situazione.
Perché altrimenti le derive autoritarie ce le troviamo confezionate sotto i nostri occhi, senza manco accorgercene, a vantaggio di pochi privilegiati e a discapito dei cittadini comuni.

E magari vien pure da chiederci come fosse stato possibile che nell’altro secolo un solo uomo godesse di tanto potere… ehhh:

la colpa va alla complicità passiva dei più. Condividi il Tweet

Salvo poi postare piagnistei lagnosi e puerili, a mo’ di vigliacca e tardiva consolazione. Ma queste son faccende di casa nostra.

2 Commenti

  • La persona di Donald Trump è più che altro un simbolo tangibile, un’icona per movimenti che precedono di molto la sua discesa in campo.

    Ora ha quattro anni di tempo per far ricredere i propri oppositori – o i propri sostenitori…

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