Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Al cinema… per storie davvero accadute


Il cinema sta diventando per me uno dei rari luoghi dove ciò che si vede pare sia davvero successo. Se la gioca con gli archivi, con la saggistica nelle biblioteche e – ça va sans dire – con i cimiteri.

Qualche settimana fa sono andato a vedere L’ora più buia, che non è la trama del fine spoglio delle schede elettorali di marzo.

La pellicola narra delle vicende belliche nel “40, affrontate da Churchill. Piaccia o meno, uno statista che ha fatto la storia.

Guardando il film la mente ha tentato – sì, devo ammetterlo: è stato uno sforzo immane e, ahimè, infruttuoso – d’individuare figure altrettanto carismatiche, motivate e determinate nel panorama politico attuale.

A chi sta leggendo adesso verranno sulla punta della lingua dei nomi: non desista, insista e, per favore, ce li palesi. Ne abbiamo bisogno come il pane.

Nel fine settimana scorso invece al cinema ho visto The post, che narra della valorosa impresa del Washington Post di rivelare verità sconcertanti sulla politica americana. La pubblicazione dei “Quaderni del Pentagono” aprirà infatti la strada a una serie di cambiamenti epocali. Un po’ come accadde da noi dopo la scoperta della P2. Certo, certo… sotto carnevale un’affermazione simile ha la sua dignità.

Pure in questo caso non ho rinunciato – con caparbio masochismo – a cercare nella nostra realtà la sublime rivendicazione della libertà di stampa dei giornali e dei media.

Intendo l’informazione oggettiva, in piena autonomia dalla politica e dagli interessi economici di un’oligarchia al potere, talvolta sfacciata talaltra dietro le quinte, appostata tra arazzi e tappezzerie damascate; nella penombra delle sacrestie; in casolari circondanti da fichi d’india e aranceti. O navigante nel mare magnum di internet.

Tentativo vano.

Oggi la fantascienza, il drammatico e l’horror li vedi gratis, in strada

Non occorre più andare al cinema: lo spettacolo fantasioso ci scorre sotto gli occhi senza pagare il biglietto.

I programmi elettorali e un film fantasy sono praticamente la stessa cosa: ti proiettano in una dimensione fiabesca, onirica, affascinante.

Abolizione di tasse, di sprechi, della spesa pubblica e, nello stesso tempo, aumento di servizi, di prospettive di vita pari a quelle nell’Eden, di occupazione lavorativa.

C’è pure un programma che al primo punto inserisce la ricerca della felicità: un plauso è doveroso!

A chi piace il genere spionistico, le trame ad effetti imprevisti, i colpi bassi inaspettati… ha soltanto da guardare i resoconti, i testamenti morali, le testimonianze degli estromessi dalle liste. Una saga!

Sia chiaro: i sensibili d’animo si muniscano prima di un’ingente scorta di fazzoletti. La commozione è garantita.

Perfino per i film dell’orrore possiamo risparmiarci il biglietto del cinema: purtroppo il macabro realismo con cui apprendiamo degli eventi efferati surclassa i lungometraggi imbastiti di paura, di disgusto, di violenza.

cinemaE a buttarla sul sottogenere dedicato agli zombie basta passare in rassegna i nomi di parecchi candidati per confermare il celebre: “a volte ritornano”. Scorrono come i titoli di coda a fine visione.

Dotati di popcorn, possiamo investire ore e ore nel riesumare volti da un passato lontano, oppure compiacerci per alcune figure ritornate in gioco grazie all’aiuto di sodali d’arcaica memoria scudocrociata.

Highlander della politica nostrana: immortali!

C’è un film che devo ancora vedere al cinema

Ne ho sentito parlare e spero arrivi presto anche nella mia città, dove oltretutto il cinema locale ha avviato un progetto innovativo: il biglietto dinamico!

Il film s’intitola Call me by your name. Ne fa una descrizione puntuale e appassionata un amico sul suo nuovo blog.

Non avendolo ancora visto non posso pronunciarmi, ma oltre all’interesse suscitatomi dall’articolo aggiungo la curiosità di appurare quanto sarà fedele o lontano dalla quotidianità odierna.

Giusto per smentirmi, se del caso

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cinema

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