Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Alcuni consigli per il trionfo dell’Isis


Queste giornate calde a novembre fanno pensare a stagioni contro natura. Come contro natura è quanto arrivino a fare i castrati mentali: infatti riescono a figliare, addirittura più dei conigli, con un seguito di prole da intasare gli orfanotrofi. Ciò… sentendo e leggendo sui media e sui social dei loro parti plurigemellari.

La collettiva e spasmodica ricerca di risposte e di soluzioni alle efferate tragedie di Parigi, di Beirut, nel Kenia, ha dato un contributo monumentale alle riflessioni, tanto che quasi non esista mortale senza una spiegazione convincente in grado di sviscerare cause, effetti e addirittura previsioni future. Intuizioni da far impallidire Nostradamus, peraltro rispolverato per l’occasione, ché non dobbiamo farci mancare nulla.

Dato che non sono un consulente del governo, né un diplomatico e neppure uno stratega militare o un agente dei servizi, evito di addentrarmi in ambiti che conosco solo dai giornali. Però mi azzardo a suggerire alcuni consigli alla portata di tutti. Non sono esaustivi e mi si potrà rinfacciare – non a torto – che parlo senza cognizione di causa. Vero. Andare contro natura non fa per me. Ma ritengo una sfida tentare comunque.

Reclutamento

Il modo migliore per fare proseliti è di attingere a un bacino di disperati: giovani che non hanno più nulla da perdere e tanto da guadagnare nel sentirsi parte di una missione. Li si può aiutare isolandoli, disprezzandoli, facendo loro pesare quanto siano inferiori a noialtri: hanno la pelle più scura, odorano, professano una religione anacronistica, la loro lingua è incomprensibile, le loro barbe non curate sono un insulto agli hipster. Insomma, non sono come noi: sono diversi, malvagi, violenti. Tutti. Se qualcuno che ci lavora insieme, o li ha come vicini di casa, oppure li frequenta come amici, cercasse di convincervi che sono esattamente come noi, persuadiamolo della loro capacità di dissimulazione: sono attori nati.

Propaganda

Non è difficile. Basta comprare giornali come Libero: meglio se più copie, da regalare a parenti e amici. Una volta letto è riciclabile per un uso altrettanto degno. Inoltre si possono condividere sui social articoli da siti come ImolaOggi, Informare per resistere, Voxnew, tanto per citare i migliori: una manna a cui attingere per bufale, notizie tendenziose, odio sprezzante. Buona norma è metterci del proprio, con post che inneggiano alla xenofobia. L’importante è premettere “io non sono razzista…” o “prima gli italiani e poi…”. Oltre a fomentare ostilità, che è la ricetta migliore per indurre i destinatari del disprezzo a evitare di integrarsi e di farsi una vita pacifica in mezzo a noi, permettono agli autori di distinguersi per grado d’intelligenza: più si fa pesante il commento e maggiore sarà il riconoscimento sia del proprio quoziente intellettuale sia del livello culturale e morale di cui si è dotati.

Sostegno

La causa prenderà piede soltanto con un supporto indefesso. Improvvisarsi esegeti del Corano e profondi conoscitori della cultura islamica aiuta assai. Poco importa se nella vita facciate altro, o se quello straccio di laurea preso chissà come vi etichetterà per sempre come cialtroni: bisogna guardare al fine. Inculcare paura e terrore: fa sempre leva sugli animi. Ottimo l’interventismo: rispolveriamolo in sintonia con il centenario dell’inutile strage della Grande Guerra. Tirate fuori dal vostro intimo tutta la religiosità e la devozione di cui siete capaci: da san Bernardo di Chiaravalle a san Pio V, la Chiesa ha un fottìo di esempi edificanti di persuasori di crociate contro chi non possiede la vera Fede. Nel giorno del Giudizio farà curriculum.

Motivazione

Non scoraggiarsi. Non si è soli: l’analfabetismo funzionale e quello di ritorno hanno parecchi proseliti. Il disagio sociale è un ottimo pretesto, basta lasciare da parte la dignità e non temere di mostrare al mondo quanto ci si senta inferiori, per cui si necessita di trovare qualcuno che stia ancora peggio o che sia peggio di noi. È fondamentale far capire a costoro che sono malvisti e che non avranno opportunità di tirare su famiglia, di lavorare, di mandare i figli a scuola, di avere un’esistenza dignitosa. Soprattutto è basilare non abituarli al consumismo e agli agii occidentali: non c’è niente di peggio per dissuaderli dall’impresa. La nostra società corrompe perfino i cattolici, noti per il loro ascetismo. 

In questo modo si eviteranno dispendiose campagne di reclutamento: per gli esclusi nascerà spontaneo il desiderio di vendetta e di rivalsa. Se non partiranno verso l’altra sponda del Mediterraneo, faranno di tutto – qui – per agevolare le strategie di terrore.

Però sia chiaro: nessuno si aspetti un grazie per quanto si sarà prodigato per loro.

Sono degli ingrati.


«Disapprovo quel che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo»

Voltaire, che non poteva immaginarne l’impatto sui social network

 

 

 

 

PS. Pare lapalissiano precisare che l’articolo sia palesemente ironico, ma con i tempi che corrono e con le “menti” che ci circondano, giova segnalarlo
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2 Commenti

  • Perchè scopiazzare gli editoriali di Travaglio (già pubblicati il giorno prima sul Fatto Quotidiano) senza onestamente citarlo? Mah…

    • Luca Bedino

      La ringrazio per la sua osservazione: stimo Travaglio, e se c’è stata una comunanza di riflessioni non posso che esserne lusingato, nella mia piccolezza. In passato il Fatto Quotidiano mi è stato di stimolo per delle mie ben più modeste opinioni, e mi sono sempre fatto lo scrupolo di citarlo o – se del caso – d’inserire il link, come per tutte le altre fonti. Basta verificare tra i miei articoli. Non vedo perché non avrei dovuto farlo in questo frangente. La citazione delle fonti non è solo un obbligo morale – di formazione sono uno storico e ne conosco l’imprescindibile necessità – ma, per me come blogger, è un modo per nobilitare considerazioni personali: sono un nano che abbisogna di salire sulle spalle di giganti.
      Le sarei grato, per suffragare la sua affermazione, se fosse tanto gentile da inserire nel suo prossimo commento il link dell’editoriale che a detta sua avrei plagiato.
      In attesa di ricevere un cortese ragguaglio, la saluto e le auguro un buon fine settimana.

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