Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Almeno usate la gomma giusta


Questa mattina mi sono sentito come i cavalieri medievali che un tempo si davano alla ricerca del sacro Graal. I provvidi, convinti nel profondo del cuore che fosse pur nascosto da qualche parte, vagavano per ogni dove nella speranza di ritrovarlo.

A me è accaduto con la tessera elettorale. Non la mia però, ché mia moglie aveva già provveduto a mettere da parte alla bisogna, bensì quella di mia figlia appena maggiorenne.

Avevo caricato di così tanto valore simbolico il suo primo voto da decidere di custodirla in un luogo sicuro, poco fiducioso dell’accuratezza di un’adolescente. Con le migliori intenzioni, dunque, l’ho ricoverata in un anfratto inaccessibile, certo che non sarebbe andata smarrita. In effetti il posto ignaro a qualunque mortale s’è rivelato segreto perfino a me, la cui memoria ha fatto magistralmente cilecca.

Man mano che rovistavo nei cassetti, e nel contempo affidavo al ricordo lontani frangenti con una busta in mano, mi saliva il nervoso. Già dal cielo diversi santi si mettevano in coda, pronti a scendere non appena li avessi richiamati con le mie invocazioni. Se lo sentivano, che di lì a poco li avrei nominati uno a uno.

Ho però risparmiato loro l’incomodo, ma soltanto perché avevo ormai scandagliato l’impossibile, e tanto valeva lasciarli tra le nuvolette a degustarsi il caffè domenicale.

Nel primo pomeriggio quindi lei ed io ci siamo recati in municipio, per averne una copia.

Una certa qual fila in attesa allo sportello dell’ufficio elettorale gratificava il mio ego mortificato: non eravamo soli.

Mal comune, mezzo gaudio”.

Addirittura, anziché dispiacermi per la coda che le sarebbe toccata fare, mi rallegravo nel vedere il numero dei potenziali votanti, per giunta molto giovani.

Lo stesso l’ho constatato ai seggi: un viavai di cittadini allietava la vista. Non mi sarei immaginato che l’evento avrebbe richiamato una tale compartecipazione.

Fa piacere, eccome, che almeno dalle mie parti ci sia senso civico e voglia di dire la propria. Il medesimo di cui m’accennava mia figlia, che prima del voto si era confrontata con suoi coetanei. Non è scontato che accada tra giovanissimi.

Non so come stia procedendo altrove, anche perché ho desistito quasi subito ad approfondire. Questo perché appena ho aperto i social, la prima notizia riguardava l’assurda ipotesi che le matite per votare fossero cancellabili sulla scheda. M’è passata la fregola d’andar oltre.

L’occhio mi era caduto sul link: davo per scontato che fosse Lercio. Invece no!

Sul serio c’è chi vaneggia a tal punto? Ho scorso i commenti. Pure peggio!

Scuotevo la testa man mano che procedevo nella lettura. Anziché bollare la sconsideratezza come invereconda menzogna, c’era chi consigliava di portarsi appresso una gomma e di verificare; chi intimava di fare denuncia subito… poco mancava che suggerissero il linciaggio degli scrutatori.

La smania del complottismo si sta inculcando in noi come un tarlo nel legno, alimentata da una sfiducia crescente perfino nelle Istituzioni dello Stato. Investire il Ministero dell’Interno e le Prefetture della lungimiranza di distribuire in modo oculato matite cancellabili ha già in se stessa l’essenza della fantascienza. Presupporre poi che nelle sezioni ci sia qualcuno che si prenderà la briga di armarsi di gomme, a seggi chiusi, e di mettersi con santa pazienza a cancellare ha dell’assurdo. Tanto varrebbe far stampare schede aggiuntive, precompilarle e sostituirle a quelle indesiderate.

Capisco che lo sforzo – minimo, elementare, ovvio – d’immaginarsi la rocambolesca farsa del riscrivere le crocine vada oltre i confini ristretti di menti inidonee a partorire un pensiero compiuto, però mi resta oscuro il motivo per cui costoro debbano farsi così del male, rendendo di pubblico dominio la loro pochezza. Per carità, ciascuno è libero di dire la sua. Il rammarico sta nel fatto che, spararle per sparale, sarebbe gratificante scoprire amenità un tantino più originali e avvincenti.

Mentre il triste è constatare come oggidì, pur di ritagliarsi uno spazio di effimera visibilità, alcuni siano addirittura disposti a rendersi ridicoli. E molti altri a seguirli, con appassionato entusiasmo.

Un vasto vuoto in testa. E la conseguente, proverbiale gara a chi ce l’ha più grande.

Ti è piaciuto l'articolo? Puoi condividerlo:

6 Commenti

  • riprovo… non so se il commento di prima lo ha preso…
    dicevo perché parlare male e fare i falsi cattivisti (contrario di buonisti! 😀 ) porta sempre seguaci, fa notizia e scalpore…
    insomma, da piu notorietà…
    prima lo avevo scritto piu carino pero… uffaaa!!! 😀
    cmq il senso è quello, che finchè avranno chi gli va dietro, continueranno con questa convinzione!

    • Ignorante con stile

      Scusa Alessia, approvo manualmente i commenti ma durante il giorno lo faccio o in pausa caffè o a pranzo, come adesso. Grazie mille per le tue considerazioni, assai puntuali!

  • perche complotto e male fanno sempre scalpore, notizia e audience… finche continueranno ad andare dietro che fa i falsi cattivisti (contrario di buonisit! 😀 )

  • … mi viene in mente che il genere umano è più propenso a soffermarsi sulle parole di chi urla e inveisce, senza peraltro valutare contro chi o cosa, invece di apprezzare il silenzio o comunque un rumore più leggero…
    ( mi rendo conto che questa sia un’osservazione ovvia ed elementare ma credo sempre attuale)
    Buona giornata

    • Ignorante con stile

      Cara Sara, è una considerazione vera, non banale. E purtroppo ben poco interiorizzata. Vale la pena dunque ribadirla, sperando che prima o poi diventi prassi. Dobbiamo essere ottimisti

      • Sono per natura più propensa all’ottimismo…
        Ci tengo però a fare una leggera precisazione… l’idea che ho dell’urlare la pensa sia nel bene che nel male… in generale si preferisce il rumore, il tanto parlare, nel bene e nel male. Manca la giusta misura, il buon senso, credo.
        buona giornata

Login o registrati

Commenti chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: