Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Anche i sogni hanno un prezzo


È giurato: per una volta in cui nella mia città c’è un’imperdibile occasione per allietare il lunedì dopo cena, a me accade di dovervi rinunciare per impegni pregressi.

L’evento si svolgeva al castello. Purtroppo dopo la morte di Kubrick è raro assistere a feste sontuose sullo stile di Eyes Wide Shut, ma una serata combinata tra PD e Movimento Cinque Stelle immagino che si sarebbe avvicinata abbastanza alle circostanze narrate nel film. Scambi di coppie magari no, però di punti di vista sì. E che dire dell’alto tasso di erotismo?  Da che mondo è mondo gli opposti s’attraggono!

Invece avevo dato la mia parola per ben altro. Non essendo un politico mi era impossibile disdirla senza compromettere l’onorabilità, così ho prestato fede alla promessa.

Ci siamo ritrovati con una decina di coppie in una cascina gestita da un’associazione giovanile. Quest’ultima, per racimolare qualche spicciolo, era indecisa se far asportare un rene ad ogni convenuto o se sottoporli a una dimostrazione sull’efficacia dei materassi in puro lattice. Alla fine si son risolti per la seconda opzione, che non esclude la prima una volta addormentatici placidamente sul comodissimo, avvolgente ed ergonomico materasso.

Ero incuriosito dalla capacità persuasiva dei rappresentanti. Siccome ci avevano assicurato che non vi sarebbe stato alcun obbligo d’acquisto, ho dedotto che “i predicatori del riposo” avrebbero sputato sangue per convertirci alla bontà del prodotto. Non stavo nella pelle all’idea di ascoltare un’omelia come dio comanda. Mia moglie poco mancava che ingannasse i giorni d’attesa contemplando il calendario di frate Indovino con aria struggente!

Non hanno deluso, affatto. Anzi, tra me e me pensavo che se fossero passati a servizio del referendum costituzionale avrebbero riscosso parecchi proseliti: dopotutto si trattava di traslare dal sonno corporeo al sonno della ragione i benefici derivanti da una corretta posizione supina.

A un certo punto m’aspettavo che tirassero fuori un pisello dalla tasca e lo infilassero sotto il materasso, per farci tastare la sensibilità del lattice. Non è accaduto, e così ci è rimasta ignota l’eventuale principessa presente alla dimostrazione.

Da parte mia, sono talmente un pezzente che lo avrei acquistato soltanto per metterci i soldi sotto, secondo una vecchia e inveterata abitudine, ma il prezzo era così alto che non mi sarebbero bastati manco per una notte di prova.

Tra gli astanti c’era pure una coppia di ragazze. Per un attimo ho creduto l’impossibile, ovvero che a una riunione partecipassero due lesbiche, per giunta con l’intento di saggiare la bontà dei materassi, con tutto ciò che ne consegue oltre al meritato “sonno dei giusti”.

Dalle mie parti sarebbe stato un gesto epocale, di quelli da tramandarsi di bocca in bocca per generazioni. Ma mi sbagliavo: le due giovani bleffavano. L’educatrice di strada e la giornalista erano lì con gli stessi intenti miei e di mia moglie: dare una mano ai ragazzi affinché il patto con il diavolo, forse vergato con il sangue, si traducesse nel bonus pattuito anzitempo.

Certo – riflettevo mentre le orecchie venivano accarezzate dai suadenti benefici del lattice – cosa non tocca fare oggidì per raggranellare due soldi!

Mi riferisco ai ragazzi dell’associazione, che sudano sette camicie per organizzare concerti, ritrovi serali, intrattenimenti per i giovani. Pensavo a quando li derubarono dell’incasso del loro festival: subito dopo si rimboccarono le maniche con una cena sociale per recuperare qualcosa. C’erano più o meno gli stessi volti di sempre, a compartecipare. Un bene, perché se avesse aderito una cittadina di 25000 abitanti bisognava intraprendere la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Pericolo – tanto per cambiare – ancora una volta scampato.

Loro non si lagnano; neppure alzano barricate; accettano di buon grado quanto passa il convento: al confronto… Giobbe era un pivello.

Fossero invece di quelli che imbrattano le vie; schiamazzano in giro; creano tensioni… ci si accorgerebbe dell’esistenza. Si dedicherebbe loro la congrua attenzione, seppure per biasimarli, per additarli come teppistelli scansafatiche, per perdigiorno, per rivoluzionari. Invece se ne stanno buoni buonini, come se alla loro età avessero già interiorizzato lo spirito collettivo che ammorba tutto il Bel Paese: testa china… ci si fa bastare l’entusiasmo e la voglia di stare insieme. Un’alternativa al “pane e cicoria” di rutelliana memoria.

Magari poi, quando non ce la faranno più, verrà bene un buon materasso di lattice, per dormirci sopra.

A fine serata non smettevano di ringraziarci. Avrei voluto dir loro in quel frangente – ma rimedio stasera – che siamo noi a doverli ringraziare.

Non soltanto perché un incontro sui materassi ha sempre “quel di più” di evocativo che non fa mai male rispolverare… bensì perché ci rammentano che in questa società, se vuoi far qualcosa di buono, spesso tocca rimboccarti le maniche da solo:

“aiutati che il Cielo t’aiuta”

vale se hai santi in paradiso, ad intercedere per te.

Vender sogni?

Con il lattice… un po’ caruccio… ma pare sia un piacere che ti fa dimenticare la vita alla luce del sole.

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