Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Anno che va, anno che viene


Il 2015 è ormai pressoché trapassato, o poco ci manca. Presto sarà cenere.

Le persone intelligenti fanno il bilancio dei dodici mesi trascorsi. Avrei anch’io le migliori intenzioni di cimentarmi ma non posseggo il senno, dunque m’astengo. D’altronde credo di essere in buona compagnia tra coloro che ambiscono di compiere ciò che invece la Natura li ha esonerati, chi sul nascere chi strada facendo, ma se mi chiamo fuori è soltanto perché – in parte – conosco i miei limiti. E poi i bilanci m’inquietano. Non è la fatica del far di conto, quanto la mancanza d’immaginazione nell’attribuire voci fantasiose per giustificare talune spese: ci vuole talento. Non è da tutti. La mia è soltanto una brutta faccia, dopotutto.

Però non desisto dal sognare dei cambiamenti per l’anno che verrà. Non per me: è già un miracolo se tutto resterà come prima. “Chi si accontenta… gode”, recita il vecchio adagio. Vabbé… nulla di lussurioso, a prescindere.

Bensì per la società.

Senza scomodare la pace nel mondo, la fine delle ingiustizie o l’indipendenza della Padania, ché son perle troppo rare perché se ne faccia portavoce agli dei un mortale come me, sarei felice se si avverassero alcune intime speranze ben più pragmatiche e fattibili:

  1. La soppressione dei patti lateranensi e la conseguente restaurazione del potere temporale della Chiesa. Che soddisfazione sarebbe rivedere gli Orsini e i Colonna in scena! Almeno saprei da che parte stare: oggi non se ne capisce più nulla, con i cattivi che si mescolano ai malvagi, gli ignavi con i buoni; un giorno sì e l’altro pure… insomma, è ‘na Leopolda! Viva il papa re!
  2. L’edificazione lungo tutta l’Europa di un’interminabile muraglia da far impallidire quella cinese. Programmerei per l’estate 2016 un bel tour a piedi lungo i camminamenti, con l’incontrovertibile soddisfazione, di tanto in tanto, di affacciarmi dall’alto della cortina per fare il gesto dell’ombrello e il dito medio a chi se ne sta sotto. All’esterno, è ovvio. Ahhhh… quel godibile senso di superiorità che solo l’eurocentrismo sa offrire alla sua civiltà plurisecolare. Troppo spesso ce ne dimentichiamo.
  3. La messa al bando degli anticoncezionali e dei profilattici. Volete mettere il piacere di dormire 365 notti di sonni tranquilli, sapendo che la madre degli imbecilli potrà continuare a restare incinta? Come si potrebbe restar orfani di siffatta prole…

Bene, m’impongo di essere ottimista e fiducioso. Ma se questa triade di desideri non dovesse avverarsi, allora mi auspicherei che almeno uno, a parte ma ben più caro, avesse l’opportunità di concretizzarsi.

Il trionfo assoluto, incontenibile, inarrestabile della fuffa. Perché ultimamente ne ho vista tanta, in giro. E come tutto ciò che lascia un’impressione sensuale, essa seduce e ammalia, e non se ne avrà mai abbastanza. Fuffa, fuffa, fuffa: sbandierata ai quattro venti, prodotta dal nulla, fecondata dalla penna di sedicenti improvvisati compiacenti scribacchini del potere, essa aleggia nell’aere e poi, senza colpo ferire, s’inserisce nelle cavità recondite. Lì si sedimenta. Giace, paga del suo fine: nulla di pretenzioso, soltanto l’effimera ragion d’esserci… in quello spazio non destinato che ad essa.

2 Commenti

  • Caro Luca, i fuffaroli hanno cercato di colmare tutti gli spazi dell’anno che sta per terminare. Tutto si son presi o almeno ci hanno provato. Ma per fortuna esiste ancora la libertà di pensiero e la possibilità di sbeffeggiate i “sedicenti improvvisati compiacenti scribacchini del potere”.
    Ma, per quanto mi riguarda, la fortuna più grande è aver incrociato una persona come te, un sognatore incallito, l’inarrestabile cantore del giusto.
    Buon anno Luca.
    Un grande abbraccio
    Mimma

    • Luca Bedino

      Un abbraccio anche a te: arriva dal freddo Piemonte ma è caldo d’affetto e d’amicizia. Che sia un Anno ricco di gioie e di soddisfazioni: te le meriti tutte. Auguri!

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