Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

L’ arcobaleno che colora la quotidianità


A un certo punto qualche goccia è caduta: timida, discreta, perfino tonificante. Pareva scesa apposta per non smentire l’ arcobaleno che di rito segue ai temporali estivi.

Ad Alba, per la verità, l’ arcobaleno ha trionfato senza aspettare gli imprevedibili umori del meteo: era impresso sulle vetrine dei negozi, al petto dei partecipanti al Pride, svolazzante sui palloncini.

Soprattutto sui volti.

Espressioni gioiose, allegre, contagiose, delle migliaia di partecipanti: tremila! Un successo.

cliccare sull’immagine per ingrandire

Mentre procedevamo tra la folla m’incuriosivano gli sguardi di chi assisteva a lato, affacciato dai balconi, in piedi sotto i portici: fungeva da sprono per la sfilata in coda dietro il camion da parata, con la musica e l’apparato festante d’obbligo per l’occasione.

Era incoraggiante! E c’è una bella differenza tra passare in rassegna sotto gli occhi incupiti, le smorfie o il dileggio di chi presenzia con distacco o con sufficienza, rispetto invece all’incrociare il consenso di chi ne è spettatore: genitori che alzavano in alto i bambini per mostrar loro il corteo; persone che fotografavano; altri che commentavano, sorridevano, salutavano.

Un’atmosfera di compartecipazione, che è un qualcosa più galvanizzante della partecipazione di chi ci sta dentro. È un collante che unisce.

Ad alcuni esercenti, dove a tappe abbiamo trovato ristoro nel tragitto afoso, ho domandato cosa ne pensassero: risposte tutte affermative. Non soltanto – immagino – per gli introiti del momento. C’era un di più: una sorta di legittimo orgoglio nel rivendicare in questa città il Pride.

La consapevolezza di essere un passo avanti.

In momenti come questo realizzo il perché nel nostro Paese molte città stiano avviando sperimentazioni di liste civiche contrapposte alla politica nazionale: è il segno di una dimensione collettiva che sa farsi promotrice di istanze, di aggregazione, di proposte che riescono bene proprio perché sentite nella comunità, al di fuori delle contaminazioni politiche o ideologiche.

È una polis che vive, pulsa, accoglie.

Alba, e i De-Generi che lo hanno promosso, lo dimostrano: apertura, tanta volontà e determinazione, capacità di aggregare realtà differenti, predisposizione a far rete con contesti allargati.

Nel tardo pomeriggio siamo arrivati nella vasta area verde nella quale i discorsi d’apertura e i concerti a seguire avrebbero intrattenuto i partecipanti: organizzazione perfetta.

Un tappeto d’erba su cui distendersi; birre e bevande per rinfrescarsi; persone vogliose soltanto di rilassarsi, divertirsi e mostrarsi per quel che sono, ovvero bella gente che nulla ha da nascondere, anzi, al contrario non desidera altro che mettere in mostra quanto di più prezioso ciascuno possiede: la libertà di essere se stessi.

E dal palco gli oratori ricordavano – di Alba – la Resistenza, la Liberazione e quello spirito antifascista che non morirà mai, fino a quando ci sarà chi lotta.

Un’esperienza davvero galvanizzante, come un arcobaleno colorato che dipinge il cielo della nostra quotidianità.