Attacco alla famiglia. La profezia che si avvera!


È imminente: non l’attacco alla famiglia bensì l’incontro che ne spiegherà cause, complotti, strategie e financo gli esiti. Ottimo menù quaresimale.

Era attesa da tempo immemorabile quest’imperdibile occasione, soprattutto dai cultori del genere fantascientifico.

Molti han chiesto un giorno di permesso dal lavoro; parecchi esercenti esporranno l’avviso «siamo momentaneamente chiusi»; le partite di calcetto – e quelle a briscola nelle bocciofile – verranno interrotte.

Ci son partorienti che sperano di posticipare le nascite per assistervi, e si mormora che gli organizzatori della mostra sul Caravaggio temano che pure la Medusa intenda esserci in prima fila, disertando la sala espositiva.

A volte ritornano… per amore della famiglia, s’intende

Mario Adinolfi riappare in città a discettare sulla famiglia. Di sabato, perché in questo periodo liturgico il giorno antecedente è «di magro» e pareva di cattivo gusto invitarlo – appunto – il venerdì.

Non verrà issato un arco di trionfo soltanto perché parlerà al Foro Boario, e la peculiarità del posto – già sede del mercato bovino e tutt’oggi teatro della fiera del “Vitello grasso” – solennizza a dovere il personaggio senza ulteriori orpelli.

La prima volta – che come è notorio non si dimentica mai – deliziò la marea di adepti nel castello, ma il fatto che secoli addietro quelle mura ospitarono gli eretici… in seguito deve avergli causato qualche allergia: un residuo del morbus lutherani. In più adesso sono esposte le opere del Merisi, e sarebbe inappropriato un suo confronto con delle copie: lui, come capolavoro, è un originale, senza imitazioni né riproduzioni verosimili tra il consesso delle persone pensanti.

Non mi straccio le vesti pensando al suo arrivo, anzi, trovo che sia pertinente in una città che ogni anno rievoca un palio cinquecentesco. È d’uopo richiamare di quando in quando le vestigia del passato, sebbene il Carnevale sia terminato da parecchio, e poco importa se costui rappresenta il pieno medioevo… mica sarà il caso di fare i filologi su ogni cosa!

Ero stato a sentirlo nell’autunno di tre anni fa.

Come vola il tempo: le belle esperienze sembrano sempre vissute l’altro ieri!

Ne scrissi qui:

Adinolfi e la difesa della famiglia naturale

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e se la memoria non m’inganna fu in concomitanza con la sua venuta che dalle mie parti caeci viderunt et claudi ambulaverunt, leprosi mundati sunt, surdique audiverunt et mortui resurrexerunt… e – fenomeno inedito –  omnes ritornarono vergini.

Sebbene i sodomiti, il nefando vizio e quanto da lui annoverato contro natura restino uno dei suoi cavalli di battaglia, adesso la scuderia personale s’è arricchita di nuovi stalloni: primo fra tutti la difesa della famiglia – tradizionale, classica, normodotata – anche in ottica politica. Un triennio addietro bastava la fede e La Croce.

Stavolta però non andrò a sentirlo. Non so quanto mi sia dato da vivere e se dovessi tirar le cuoia proprio sabato sera… confesso che il pensiero di aver investito le mie ultime ore al suo comizio mi sgomenta. Più che tutto perché, se esistesse un paradiso, soffrirei per averne assaporate le delizie in anticipo, seduto davanti a lui a godere delle sue amorevoli e confortanti parole, consapevole però di non poterle sperimentare per l’eternità, perché di certo sarò destinato agli inferi.

Meglio dunque non provare l’esperienza neppure in parte, almeno non saprò ciò che mi son perso.

Piuttosto mi permetto di rivolgere un appello ai tantissimi che dopo il primo incontro con Adinolfi si fecero tatuare

“non praevalebunt”.

Andate all’incontro sulla famiglia e mostrateglielo: sarà il migliore benvenuto per quest’uomo pio, caritatevole e buono.

 

 

 

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