Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Barriere: con i saldi offerte imperdibili


Le grandi città si stanno attrezzando per il Capodanno: mentre spariscono – quasi ovunque e non a torto – i botti e i fuochi d’artificio, compaiono le barriere antisfondamento, e nessuno avrà da ridire sulla cementificazione nelle aree urbane. A Milano i writers potranno dipingerle a piacere. Ottima iniziativa: per una volta la street art precederà l’assalto della pubblicità, che non dubito fiuterà l’affare. Fossi una casa farmaceutica mi farei avanti per sponsorizzare ansiolitici.

Vengono piazzate dappertutto, non solo nelle metropoli.

Nell’amena e ridente provincia in cui vivo un paese all’ingresso di una valle montana ha blindato il presepe vivente, per precauzione. L’iniziativa ha suscitato una certa ilarità, grazie anche a una pagina satirica nota per l’assonanza – nel nome – con un giornale on-line del territorio: SpurgatoCN 

spurgatocn

La sicurezza pare non sia mai troppa.

Un po’ come accade per qualsivoglia perturbazione atmosferica: scatta l’allerta in vista di temporali primaverili o autunnali, e di nevicate in inverno, ma guai pensare che sia una forma di tutela delle autorità preposte per evitare ritorsioni successive, anziché per effettivo bisogno.

Meglio l’eccesso di zelo, diranno i più.

Meglio prevenire a monte, mi verrebbe da chiosare. Ma in tal caso occorrerebbero scelte lungimiranti e impegnative, con uno sforzo che non paga nell’immediato. La prassi politica odierna le bolla come eretiche. E si sa a quale fine fossero destinati gli eterodossi!

Ci si sta adeguando… a questa apprensione divulgata a man bassa. Vedere un autista guidare un camion, o un cielo che si fa plumbeo, produrrà il medesimo sentore di disgrazia in arrivo.

Diffidenza. Ormai perfino quando si giunge all’altare accade sempre più spesso che la coppia abbia già stabilito divisioni, clausole, distinguo sui propri beni presenti e futuri, caso mai ci si dovesse separare e divorziare.

“Non è detto… tutto può succedere” è il motto dei tempi odierni. Condividi il Tweet

Come se, nell’impossibilità matematica di prevedere il futuro, fosse opportuno agire sulle eventualità nefande.

Insomma, viene sdoganato il pessimismo, la visione negativa, una certa sotto taciuta convinzione che nella nostra esistenza gli eventi dovranno per forza andar storti.

Ma che vivere diventerà questo? – mi chiedo. Un futuro intriso di angoscia, di sospetto, di paura, in una società ammansita da controlli, posti di blocco, uomini in divisa armati fino ai denti.

L’eventualità che possa accaderci qualcosa mentre assistiamo a un concerto in piazza, a una funzione religiosa, a una passeggiata in un mercato ci sono – è innegabilema con le stesse probabilità di vincere a una lotteria. Immagino che sia pari allo sciagurato destino che il nostro treno deragli; che una tegola scenda dal tetto mentre transitiamo sotto; che nostra figlia si fidanzi con un leghista. Disgrazie imponderabili che ci renderebbero la vita un inferno se assecondassimo l’idea di una loro presunta concretizzazione.

L’effetto a lungo termine di questa fobia per gli assembramenti e dei relativi metodi di controllo sarà la sparizione dei cortei, delle marce, dei raduni per scioperi, per contestazioni, per denunce sociali, per la rivendicazione di diritti. Ci diranno che non potranno autorizzarli perché non verrà garantita la sicurezza. E la società se ne starà tranquilla. Mai quanto i destinatari delle proteste.

A declino compiuto dell’impero si ergevano mura: gli abitanti, confusi e spaventati, si asserragliavano dentro gli spazi fortificati.

Iniziò il Medioevo, e con quello anche la teocrazia, le crociate, le persecuzioni, i roghi.

Le barriere di cemento sono un palliativo esteriore: le barricate più possenti e invalicabili temo che stiamo alzandole dentro di noi.

Ti è piaciuto l'articolo? Puoi condividerlo:

1 Commento

  • Giorgia Golfetto 30 Dicembre 2016 at 0:36

    Condivido ogni parola. Si ha più paura del peggio che speranza per il meglio.
    Dico sì alla prevenzione, alla sicurezza ma, come dici tu, stiamo andando oltre.
    Qualcuno disse che nessun uomo è un’isola… no, isole no, ma castelli sperduti tra le Dolomiti, infestati dai fantasmi e con fossato e coccodrilli annessi.
    Entrare in contatto con qualcuno è più difficoltoso che scalare l’Everest, troppe maschere, ponti levatoi, spessi muri e combinazioni segrete.
    Che amarezza!

Login o registrati

Commenti chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: