Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Beghine bacchettoni baciapile


Mi colpisce sempre con rinnovata sorpresa il bagliore morale di chi illumina i mortali sul metro di valutazione dell’amarsi; quale amore sia giusto e quale sbagliato; che pesi e misure si debbano adottare verso i rapporti amorosi altrui: differenza d’età, condizione sociale, provenienza geografica, orientamento sessuale.

Di specialisti che vantino professionalità sul campo, magari in virtù di edificanti matrimoni con tanto di folta prole al seguito, non ce n’è mai abbastanza. Sono un’altra manna rispetto a chi ne discetta indossando una tonaca o un saio, sui quali neppure mi dilungo: sarebbe come se un alcolista si ergesse a enologo perché, per un qualche accidente, ha a che fare con il vino.

I “saputi” dissertano sui legami d’individui che neppure conoscono, perché a loro bastano pochi elementi – come l’essere del medesimo sesso – per sentenziarne l’inammissibilità; oppure la condizione civile: lui è impegnato, lei è libera; e addirittura la diversa origine etnica pare giochi a sfavore, perché certi colori si abbinano bene soltanto ai party dopo cena – abito nero e camicia bianca – o nella coppa gelato: panna e cioccolato.

Sonia Bertinat, psicologa psicoterapeuta, sul blog Identità in gabbia qualche giorno addietro ha pubblicato Cos’è l’amore per Jung:

«L’amore è anche un problema eminentemente individuale. Questo sta a significare che, sotto tale profilo, ogni criterio o regola generale perde la sua validità»

Dovremmo tatuarcela sul braccio, ben visibile.

A mo’ di pro memoria, prima di iniziare le consuete solfe su chi abbia diritto di amare chi; su come, quanto e perché lo faccia.

Sarebbe auspicabile se assurgesse ad aforisma da spammare sui social, però temo che non abbia il mordente necessario per gareggiare con le frasi fatte condivise come se non ci fosse un domani.

Ognuno ama partendo da un vissuto personalissimo e unico; passa per percorsi che manco ci s’immagina; ha finalità le più disparate; è per sempre o per un momento effimero oppure a intermittenza, con una oppure più persone. Ama ed è amato; o ama ma seppur respinto continua ad amare; ama e odia allo stesso tempo.

È già piuttosto penoso sorbirci le analisi politiche da chi possiede la stessa conoscenza dell’argomento di un governante intorno al mondo reale, ma è francamente patetico sciropparsi le nenie di chi pretende di istruire gli altri perché considera un lasciapassare per l’unica esistenza felice e compiuta un matrimonio in chiesa e la progenie di pargoli al seguito.

Ovvio che ciascuno sia libero di esternare pareri personali, allorché non pregiudichino l’onorabilità di terzi, ma son così satollo di certo moralismo da sacrestia che ci tenevo a sottolinearlo: almeno per me le vostre convinzioni – oh bigotte e bigotti di provincia – hanno la consistenza di un responso terapeutico tratto dal bugiardino delle medicine!


La foto è di Angelo Guarnieri, che ringrazio assai per la disponibilità all’uso:
per un approfondimento sui suoi lavori cliccare
https://www.instagram.com/angelogrn/

 

7 Commenti

  • Caro Luca, apprezzo molto l’accoglienza da lei riservata al commento da me inviato e la sua risposta “di grande stile”. Socrate sarebbe fiero di lei. Dunque lei conosce il testo di Marguerite Porete ? Che meraviglia. Se non abita troppo lontano, l’invito alla performance “Fuoco di fuoco. A causa di Margherita Porete” che sarà rappresentata da Monica Palma, sabato 30 luglio alle ore 21 sul sagrato della chiesa di San Tommaso a Villa di Gargnano (Brescia). Troverà più ampi riferimenti sul sito http://www.centroeuropeo.info o telefonando allo 0365-71104. Se decide di venire, provvederò al suo alloggio. Cari saluti Silvana

    • Ignorante con stile

      La ringrazio ma purtroppo non sono la distanza e neppure il tema di certo interessante bensì impegni pregressi a costringermi a declinare il suo generoso invito. Spero in futuro di avere l’occasione d’incontrarci.
      So ben poco o nulla – mi laureai in Storia dell’Età della Riforma e della Controriforma – ma la scintilla della conoscenza, per quanto flebile e effimera, continuerà a brillare finché esisterà un barlume di senno in me.
      Non per molto… sostengono i più che mi son vicino.
      Un caro saluto.

  • silvana panciera 1 luglio 2016 at 14:56

    Caro Luca, mi è triste constatare come, ancora una volta, il termine beghine sia stato messo in fila con bacchettoni e baciapile. Questa immagine deturpata ci è stata trasmessa nei secoli da quanti hanno tremato di fronte all’innovazione che il movimento delle beghine ha rappresentato ai suoi inizi per la storia della spiritualità e dell’emancipazione delle donne. Certo non si può sapere tutto ed è meglio essere ignoranti con stile, ma al fine di non persistere in errati stereotipi, consiglierei di guardare il video Le Beghine su youtube https://www.youtube.com/watch?v=3vTPxDJS_TA e se poi si volesse anche approfondire, suggerirei la lettura del libro Le Beghine. Una storia di donne per la libertà, edito da Gabrielli Editori.
    Cordiali saluti
    Silvana Panciera

    ——– Messaggio orig

    • Luca Bedino

      Grazie per la puntualizzazione: mi son fatto prendere da un certo spiritus libertatis. Ci si abbandona insomma alle interpretazioni più immediate e d’uso comune per indolenza, mentre a ben ragione è opportuno puntualizzare che talune espressioni radicate da secoli e secoli abbiano ben altra origine e significato. Dovremmo imparare a “seulement demeurient en vouloir et desir d’amour” – per la verità, in aggiunta – se mi è permesso il rimando 😉

  • Sonia Bertinat 1 luglio 2016 at 1:10

    Commossa e onorata per la citazione, caro Luca.
    Ancor più per essere inserita in un post che, ça va sans dire, condivido fino alla più piccola virgola.
    Grazie 🙂

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