Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Buonanotte, buonanotte fiorellino…


Siamo abituati a dare tutto per scontato, così si finisce con l’essere degli ingrati verso chi svolge dei servizi utili alla collettività. Tra questi annovero il vitale, oggettivo e disinteressato ruolo di certi organi d’informazione on line, quei giornali del web di taratura provinciale, da intendersi non solo geograficamente, la cui professionalità eccelle soprattutto quando si concede spazio alle lettere pubblicate senza nome. Da oggi ne gira una godevolissima. L’autrice purtroppo è rimasta anonima ai lettori virtuali: un vero peccato perché il tenore e, ancor più il contenuto, trasudano verità inopinabili che nessuno sarebbe riuscito a dire meglio. La modestia deve aver avuto il sopravvento: è comprensibile che palesando queste considerazioni, rendendosi riconoscibile la sua vita sarebbe cambiata. Me la immagino, tutti i giorni, a ricevere mazzi di fiori, scatole di cioccolatini, pacchi assortiti; e firmare autografi, stringere mani, benedire i bambini appena nati, presenziare a matrimoni come testimone. Le fa onore l’aver richiesto di restare  a n o n i m a.

Il testo lo si può leggere dal link a pié di pagina*. A me scoccia un po’ riportarlo, ma ho il vizio di citare le fonti. Mi hanno insegnato così, alle scuole serali. Non farlo oltretutto mi arreca lo stesso pruriginoso fastidio delle telefonate in cui chi chiama non si presenta: una cafoneria.

Dunque, nella mia metropoli, come in qualunque altro centro urbano di dimensioni ragguardevoli, non si può più dormire di notte. Vero, verissimo. Le ore a disposizione per riposare, ultimamente, si sono accorciate tantissimo, me lo fa presente pure mia moglie, che constata quanto poco tempo passi nel letto coniugale. La colpa è del sindaco, che ha dato il via a notti brave alle quali è difficile sottrarsi, non fosse che per dovere civico: sono situazioni in cui non vale il dilemma morettiano «mi si nota di più se vado o se non vado?», perché se non ci sei nessuno ti rimpiange. Cinismo urbano bello e buono. Fino a un po’ di tempo addietro dormivo molto di più e meglio: facevo due passi dopo cena… aiutavo la digestione tirando qualche calcio ai cespugli secchi che mi si paravano davanti mentre rotolavano per le vie… disegnavo i baffi alle pubblicità affisse ai muri, certo di non essere colto in flagrante… bevevo “una spuma” all’unico bar aperto fino a sera tarda, ovvero alle dieci di notte. Poi rincasavo felice, contento e appagato di non aver visto anima viva: nessuno da salutare o, peggio, da intrattenere per qualche prezioso secondo di vita. Insomma, l’esistenza qui ti preparava senza sforzi e senza bisogno di requisiti specifici al piacere del sonno eterno che soltanto i cimiteri sanno offrirti.

Ora davvero non se ne può più! Soltanto l’altra settimana, tanto per capirci, il programma è stato infernale!

Lunedì: raduno di un intero reggimento di bersaglieri, chiamato per celebrare il centenario della Grande Guerra. Contenti come pasque di avere a disposizione un’intera città di notte hanno scorrazzato con le loro trombe per il centro storico fino all’alba.

Martedì: la locale Associazione ornitologica “Amici degli uccelli” ha voluto offrire ai cittadini una dimostrazione sull’attività riproduttiva delle galline padovane. L’ha fatto a tarda ora per poter simulare il sorgere del sole, momento stimolante alla copulazione dei volatili. In piena via Maestra enormi fari si accendevano e spegnevano come se spuntasse e tramontasse l’astro, per ricordare ai galli il momento catartico. E per dare sollazzo alle galline padovane, enormi casse amplificate trasmettevano il chicchirichì d’ordinanza, a ritmo. L’evento orgiastico è stato apprezzato dai guardoni ma nessuno ha potuto dormire.

Mercoledì: a causa di un concittadino che smania per gemellarci con Honeymoon Bore, sono stati invitati degli autentici aborigeni australiani oriundi del paese, che hanno riempito per ore e ore il cielo stellato con il suono dei didjeridoo, le cui potentissime vibrazioni hanno scosso le corde dei cuori anche dei più cinici, rimasti coricati in casa, costringendoli a interminabili pianti e a rimorsi strazianti.

Giovedì: per onorare la Santa Sindone, nella piazza centrale della città, dopo aver interrotto il servizio della metropolitana leggera, deviato il traffico della circolazione, inibito l’atterraggio degli aerei, è stato proiettato su un maxi schermo il celebre film di Zefferelli “Gesù di Nazareth”. Lo spettacolo era dedicato agli anziani, unici che ancora sanno apprezzare le finezze cinematografiche di qualità. Per avvantaggiare loro nell’udito carente, alla pellicola è stato sensibilmente potenziato il sonoro. Immaginabile l’esito.

Venerdì: beh, i venerdì sono le uniche serate in cui si sta sottotono, perché “il troppo stroppia” e quindi ci si concede un evento detto “Aperitivando”, sul quale nessuno che non sia seriamente malato di nervi avrebbe alcunché da ridire.

Sabato: in sintonia con il Family Day, nella piazza d’Armi della città si sono fatti degli autodafé nei quali una coppia di sodomiti per borgo, quindi quattordici, sono stati arsi vivi, con gran baccano di campane a festa, rulli di tamburi, squilli di tromba. La cerimonia ha avuto luogo fino alle prime luci dell’alba, approfittando della concomitanza con il palio rinascimentale che ha distratto i miscredenti.

Domenica: il sindaco, per giocare d’anticipo sui tempi e chetare le smanie dei nostalgici dei riti celtici, ha organizzato personalmente le feste per il solstizio estivo e, fare per fare, ha invitato arpisti da ogni dove, suonatori di cornamuse e, per la delizia dei suoi amministrati, baccanti infoiate dal nord Europa, tanto che il lunedì mattina non c’era residente che non avesse copiose borse sotto gli occhi: chi per non aver dormito, chi per aver compartecipato ai rituali. Quelli adirati, questi appagati.

Non se ne può più, anche perché il dramma peggiore, inevitabile e assodato, è che ormai chi vi partecipa non accetterà mai e poi mai di ritornare ai regimi precedenti. E sono tantissimi: la maggioranza. Pure felici e raggianti di poter socializzare, di divertirsi, di conoscersi, di fare amicizie nuove.

Mi monta una rabbia… una rabbia incontenibile: roba da togliermi il sonno (ops, non dovevo scriverlo!)


* http://www.targatocn.it/2015/06/24/mobile/leggi-notizia/argomenti/al-direttore/articolo/impossibile-dormire-a-fossano-la-lamentela-di-una-lettrice.html

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