Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Calma, niente panico. Rilassiamoci


«Adesso evitiamo falsi allarmismi. Se siete maschi, bianchi, settentrionali, sani, ricchi, etero e cattolici non avete nulla di cui preoccuparvi».

L’autore del messaggio – @saporedimale – tranquillizza chi è preoccupato per ciò che ci sta succedendo intorno.

Lo fa strappandoci un sorriso: sembra banale, ma di questi tempi è merce rara, con tutto l’odio e la volgarità che ci contagiano.

Speriamo prosegua così, fosse pure da Ventotene, o da Bancet e da Crosenna sul Monviso, se una prossima versione – più “verde” – contemplerà il confino sugli alpeggi.

Inoltre ha il pregio di non sollecitare tutto il sistema nervoso come mi accade sentendo dichiarazioni di purezza morale da chi fino a ieri aveva fatto carta straccia di diritti, di tutele, di difesa dei valori.

Già è difficile addormentarsi per il prorompente caldo estivo; poi si mettono le zanzare a tormentare il sonno dei giusti, ben più del pianto dei bambini separati dai genitori nelle Nuove Indie… almeno smontare l’allarmismo giova a chetare angustie e ansie dell’animo.

Maschi

Una certa fetta della popolazione starà tranquilla. All’apparenza, ché non è proprio “tutto oro quel che luccica”.

Maschio lo si è davvero se, sulla scia delle proverbiali dichiarazioni bossiane, la propria virilità gode perennemente di una condizione statica di prestanza marmorea.

Si può bleffare, però se ciò che distingue un uomo da un angelo – non alludo alle ali – difetta nel servizio supplementare allo svuotare la vescica, a buon ragione c’è da preoccuparsi.

Si è maschi perché si differisce dalle femmine per un’appendice aggiuntiva, ma è meglio essere più oculati e non farsi piu selfie ai fornelli, se non si cucina per professione.

Lo stesso quando si vaporizzano le orchidee; si ramazza l’uscio di casa; si porta a spasso un cagnolino di piccola taglia.

Il maschio attuale non si ferma ai vantaggi della minzione in piedi: il maschio si fa stirare le camice dalla “sua” donna.

Una bella rispolverata all’elenco degli stereotipi di genere può salvare la vita.

Bianchi

Prevedo il prossimo fallimento nel settore degli oli abbronzanti, delle lampade solari, dei gestori di lettini da mare.

L’assicurazione sulla vita presuppone l’incarnito pallido: visitare una galleria di ritratti nobiliari di fine Ottocento, con volti tisici ed emaciati, può suggerire interessanti modelli di riferimento.

Va detto che l’epidermide tinteggiata dal sole – non quella di “diversamente abbronzato” di berlusconiana memoria – è accettata… se il fisico palesa il sempre seducente fascino del segno della canottiera sulle spalle.

Toni Iwobi, senatore di lignaggio leghista, avrà molti meriti – sennò non sarebbe in Parlamento – ma è innegabile che nelle foto di gruppo, pur nolente, sia d’utilità nel rendere ancora più bianchi i sodali di partito, reliquia ex contactu.

Settentrionali

Visto che il nuovo governo ancora non ha provveduto a regolamentare quante generazioni a ritroso occorrano a chi vive dalle mie parti, per l’ambito titolo nobiliare di settentrionale, magari in virtù di nonni migrati dal Mezzogiorno, al momento chiunque abiti appena sopra Lampedusa può fregiarsene.

D’altronde si risiede pur sempre a nord di un connazionale dell’isola dimenticata da Dio.

padano

La tripartizione dell’Italia che si studiava a scuola è diventata anacronistica d’ufficio con i voti della Lega negli stati borbonici.

Nell’Ottocento si unì l’Italia, oggi Salvini ha fatto gli italiani.

Quasi tutti: siamo come le ciambelle, alcune non escono con il buco.

Sani

Ovvio che se si sta bene non c’è da temere con l’attuale governo.

Quando c’è la salute, c’è tutto.

Epperò, da qui a poco, gli extracomunitari saranno un lontano ricordo, buono per rilassanti storielle sull’uomo nero. Ahimè, sarà ostico trovare una badante nostrana disposta a sorbirsi le paturnie – e non solo – dei nostri connazionali in mal arnese e decrepiti.

Inoltre, con il reddito di cittadinanza, una passeggiata con un gelato in mano offerto dallo Stato appagherà più dello spingere l’altrui carrozzella per quattro soldi in nero (ops, ho detto nero: non volevo svilire il colore!)

Ricchi

Chi ha soldi non si preoccupa a prescindere, sebbene sia noto quanto non facciano la felicità.

Ma non ho motivo di dubitare che presto, sulla falsariga di pratiche già collaudate, i danarosi potranno esibire spille d’oro da appuntare sul bavero della giacca per indicare l’iscrizione al partito e il censo d’appartenenza.

Sarà motivo di gratificazione più morale che materiale, mentre gli altri, beh…

… agli altri non basterà la consueta invidia: a loro saranno concessi gratis pianto e stridor di denti.

 

Etero

Chi ha ricevuto lo status di etero dalla Natura parte avvantaggiato. In alternativa, per non farsi prendere da crisi d’ansia, ci si può adeguare secondo una prassi inveterata da che mondo è mondo: fingere.

Mi permetto di consigliare come esempio il buon Nicodemo, personaggio sublime del Vangelo.

Vanta numerosissime imitazioni.

Di giorno faceva il fariseo; con il calar delle tenebre andava a scambiar due parole con Gesù Cristo. Viveva tutto sommato piuttosto bene perché è questione d’allenamento e d’abitudine.

Certo, di questi tempi meglio scordarsi le sopracciglia ad ali di gabbiano, la depilazione totale, e – soprattutto – l’opinabile pratica di leggere libri, studiare e acculturarsi: l’apertura mentale, e la consapevolezza di sé, può riservare incognite sgradevoli con l’aria che tira.

 

Cattolici

Con oculata precisione @saporedimale, nel riadattare un meme, non ha riportato “cristiani”, ché dai tempi di Calvino, di Lutero e compagnia bella c’è una gran differenza.

Il certificato di battesimo è consigliabile riesumarlo – oppure commissionarne uno nuovo, previa congrua offerta – e inquadrarlo in bella vista.

Piuttosto si spodesti dalla cornice l’attestato della quinta elementare o il diploma di terza media, e lo si esponga in salotto, intanto “università della vita” sui social è equipollente a qualsivoglia titolo di studio.

Il certificato di battesimo protegge al pari del ramo d’ulivo, da rinnovare una volta all’anno la domenica delle Palme.

L’elmo con il bel paio di corna celtiche è meglio riutilizzarlo a carnevale, siccome i rituali pagani adesso odorano d’eresia.

Non sottovalutiamo il ripristino dell’inquisizione soltanto perché al momento chi ci governa è preso a salvaguardare “prima gli italiani”.

Vorrà dire che al posto dell’acqua del Po toccherà prendersi quella di Lourdes.

Consoliamoci: la madonnina di plastica con il tappo a corona azzurro ha sempre un suo perché, mentre l’ampolla in vetro – riciclo dell’oliera da tavola – non reggerà mai il paragone perfino se riempita al Pian del Re.

 

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