Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

C’era una volta… però non vissero per sempre felici e contenti


Mi è accaduto di leggere del ritrovamento di una moschea nascosta sotto l’intonaco di un antico palazzo a Palermo. Fino a prova contraria, dunque, è avvenuto in Italia. Vabbé, per una volta non è la classica catacomba paleocristiana dopo il restauro della tavernetta, né lo scontato bordello dell’Ancien Régime rinvenuto togliendo la tappezzeria nelle stanze di servizio… proprio una moschea.

La notizia* è strabiliante: ovvero, c’è ancora chi non cancella in fretta e furia le tracce del passato per evitarsi rogne e vincoli dalla Soprintendenza, ritardi sui lavori edilizi, spese aggiuntive. I proprietari sono addirittura dei temerari: fanno sapere in giro che casa propria fu usata dagli arabi, per giunta non per vendere kebab bensì come luogo sacro all’Islam. Il valore dell’immobile scenderebbe a picco in certe città dalle mie parti: basti pensare alla difficoltà di trovare una medium con doti d’interprete qualora si dovesse fare una seduta spiritica lì dentro.

Ma c’è un aspetto che trovo tra tutti il più singolare: questo ritrovamento ridà fiducia nei libri di Storia pure a uno scettico come me. Infatti, chi più chi meno, ai tempi della scuola dell’obbligo durante barbose e inutili lezioni in aula abbiamo leggicchiato di arabi stanziati in Sicilia. Costoro erano così poco intraprendenti da non sgozzare nessuno; così smidollati da convivere con gli ebrei e con i cattolici pur di non sudar troppo; così perdigiorno da darsi all’arte, alla filosofia, ai versi, all’architettura: attività notoriamente improduttive e retrograde rispetto al dinamismo economico e finanziario di chi sa come mandar avanti il mondo. Credevo fossero fanfaluche scritte dai soliti benpensanti, i medesimi che hanno sempre omesso l’esistenza della luminosa, fulgida, spettacolare Padania. Toh, davvero ci son stati gli arabi a Palermo e nessun isolano li ha cacciati. Va detto ad onor del vero che vissero in secoli lontani… si era in pieno Medioevo, mica nell’evoluta e acculturata Europa odierna.

Scaldiamoci, infervoriamoci, appassioniamoci agli scontri di civiltà; gridiamo a squarciagola che il sacro suolo italico non può dividere l’aria e gli spazi con chi è differente da noi, perché siamo

i n c o m p a t i b i l i.

I venditori di fumo hanno successo grazie alla nostra ignoranza, secondo la quale i saraceni – prima che pirati – erano arabi, proprio come i profughi oggi – prima che migranti fuggitivi – sono infedeli bramosi di conquistarci.

D’altronde nutriamo tanta allergia per la Storia quanta simpatia per le favole o per i racconti del terrore. Nel primo caso chi ce le racconta ci premia con ottanta euro mensili in più nel portafoglio; nel secondo gli affabulatori sono perfino più generosi: ci risparmiano addirittura la fatica di pensare con la nostra testa… fanno tutto loro.

E dunque

«… tutti vissero felici e contenti.

Sogni d’oro!»


* link dell’immagine e della notizia: 

 

 

 

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