Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

C’era una volta, tanto tempo fa…


 

La notizia è di quelle da far accapponare la pelle se si possiede un minimo di cuore, anche sotto una camicia verde: un padre ha lasciato annegare la figlia in mare pur d’evitare che fosse toccata da estranei e venisse, di conseguenza, disonorata. Si vede subito la diversità con le nostre usanze progredite: qui i genitori rispettabili girano con certune magliette sulle quali è stampato a caratteri cubitali:

«Ho una figlia bellissima, ho anche… una pistola, una pala, un alibi».

Basta fare una ricerca sul web, qualora il proprio guardaroba ne sia sprovvisto, per rinvenire taglie e colori che più aggradano, con ordini veloci e prezzi economici. In una società civile e evoluta la figlia  – bellissima beh… si sa, ogni scarrafone è bello a mamma sua – non va toccata, pena la morte sotto il piombo del babbo, con inumazione a seguire e copertura strategica dell’onta subita, grazie alla complicità di amici, parenti, amanti. Altrove, per motivi religiosi, è preferibile vederla affogare.

Pure l’Occidente, nel corso dei secoli, vanta con orgoglio centinaia e centinaia di anime pie che hanno preferito morire piuttosto di farsi toccare: santa Maria Goretti, giusto per citarne una; o morire in piena purezza senza essersi mai toccati, come l’appena adolescente san Domenico Savio. Ci mancherebbe. Però, ecco, sacrificare la propria creatura per fede me lo aspettavo dal patriarca Abramo. All’epoca il Padre Eterno parlava di persona: era problematico avanzare delle riserve. Questione di gerarchie, perlomeno. Per fortuna che Domineddio non disdegnava “gli scherzi da prete” e cambiava idea all’ultimo. Quasi sempre.

La news, propagata da autorevoli giornali in un seguire a catena, non è stata accertata in maniera compiuta; comunque, se verosimile, risalirebbe al lontano 1996 a Dubai; rientra tra gli aneddoti raccontati a un cronista, come ha egregiamente smentito il Post*. Leggiamo e prendiamo per buono ciò che è veicolato. D’altronde mica possiamo verificare sul posto. Quando però la notizia viene smentita da una fonte professionale, automaticamente mi scatta la curiosità. Così, d’impulso. È più forte di me. A certi capiterà lo stesso guardando d’istinto lo scontrino dopo aver sentito la somma da pagare, chiedendosi cosa diamine ci fosse nella cena per meritarsi un prezzo simile; ad altri verrà sentendosi dare una penitenza maggiore di un pater ave et gloria dopo la confessione, domandandosi il perché!

Perché? Perché esce un articolo spacciato come attuale anche se ha quasi vent’anni e, per giunta, non è neppur detto che l’episodio sia autentico?

La prima risposta che mi viene in mente è che dietro vi sia la potentissima lobby delle ciambelle d’aria: i salvagente, per intenderci. Ormai è un prodotto in crisi nel Vecchio Mondo: non c’è famiglia bennata che non mandi i propri pargoli a seguire corsi di nuoto prima ancora d’imparare l’abbiccì; anzi, è sempre più diffusa la moda di sgravare in acqua come i cetacei, visto che son mammiferi come noi: se lo fanno loro… Ovvio che se tutti gli europei già nuotano in tenera età come avannotti, l’unico mercato possibile sarà a favore dei nuovi venuti, che non sanno nuotare ma che non possono essere aiutati da profani.

Oppure dietro c’è la corporazione dei bagnini. Le compagnie assicurative non coprono il dolo per aver disonorato donne di altre religioni in caso di soccorso tra la spuma del mare, e non sempre c’è un padre solerte che provvede a farle inabissare, sollevando il bagnino dall’incauto gesto. Nel paese delle mille normative s’introdurrebbe l’obbligo – per coloro che si butteranno in acqua – di presentare un idoneo certificato di battesimo al bagnino, prima di tuffarsi. Diversamente lui potrà continuare a sentire musica sul trespolo e a sorridere alle attempate e lussuriose signore in pensione in Riviera, mentre le onde consegneranno a Nettuno le vittime sacrificali.

Non voglio neppure prendere in considerazione l’idea che si voglia far passare i padri di altrui fedi come dei malvagi: è arcinoto che il cinismo non sia di casa in Italia. Al massimo mi verrebbe da pensare il contrario. Ovvero, che per rispetto alle religioni differenti alle nostre, capitasse mai che qualche ragazza stesse affogando in mare durante le traversate nel Mediterraneo – eventualità remota – sarebbe un gesto di grande sensibilità non toccarla.

Almeno che reciti preventivamente il Credo niceno.

… meglio se in latino: le verrà offerto pure del caffè caldo, una volta messa in salvo.

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*http://www.ilpost.it/2015/08/12/storia-bambina-annegata-dubai/
Photo by Francesco Pala, Massificazione.

 

NB. Con il riferimento al parto in acqua, come pure l’iniziazione al nuoto in giovane età, non s’intende denigrare la pratica, anzi, ben venga. Al pari, l’allusione ai bagnini è puramente ironica in funzione al testo: massimo rispetto ai tanti ragazzi che si prodigano in spiaggia e che si preoccupano della tutela dei bagnanti, spesso investendo tutta l’estate nel lavoro al mare con molta professionalità, mentre noialtri ci rilassiamo e nuotiamo per divertimento.

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