Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Chi l’ha visto?


Il dramma ha lasciato attoniti coloro che di recente hanno fatto la tragica scoperta. La notizia ancora non si è diffusa a macchia d’olio, ma a questo punto manca poco: il Bibendum – l’omino della Michelin – che da anni assicurava una ricarica d’aria a chi transitava nella città sede dell’omonimo stabilimento, è misteriosamente scomparso.

“Bib” saluta festante durante un rifornimento d’aria

Prestava il suo filantropico servizio vicino a un lavaggio automatico, nei pressi di un noto supermercato. Ne approfittavano gli automobilisti, per le ruote delle vetture. Oppure chi aveva poca stima di sé: faceva un salto lì, azionava il compressore e se ne andava via gonfio come un pavone. Aiutava, insomma. Pare se ne servissero pure i palestrati a corto di anabolizzanti: una soffiata in un qualsivoglia orifizio e subito il fisico appariva dignitosamente spompato. Un tempo, prima che decadesse la moda, parecchie signore si cotonavano i capelli grazie a Bibendum: “Bib”, per gli amici.

D’improvviso è sparito! Di sicuro non la prenderanno bene gli azionisti francesi della multinazionale, ai quali già “sanguina il cuore” per la possibile scomparsa dell’intero stabilimento, di qui a poco. Se prima avranno perso l’appetito dal dispiacere, è chiaro che adesso perderanno pure il sonno. Non possiamo che essere solidari con loro.

Perché un conto è restare senza lavoro, e – diciamocelo – alla fin fine è una disgrazia che potrebbe capitare a solo quattrocento famiglie: e che sarà mai! Ma rimanere orfani del Bibendum per una popolazione di migliaia di abitanti che ne usufruiva gratis… è una catastrofe.

Può essere che qualcuno richieda un riscatto. È plausibile: qualora chiudesse lo stabilimento, tutti ci terremmo ad avere almeno il suo simbolo, che faceva aria senza esser “fritta”. Un ricordo tangibile.

Non è detto che, magari, se ne sia andato di sua spontanea volontà, preso dalla vergogna per le scelte della multinazionale o indignato per il gesto d’ingratitudine della Michelin dopo aver sfruttato per decenni e decenni migliaia di operai, che han garantito all’azienda utili e successo.

Nell’incognita, si è deciso di fare un appello globale: chiunque lo vedesse in giro, lo segnali, per favore.

Basterà una foto, corredata dai due hashtag #BibLostFossano e #Michelin, da mettere su Facebook – in merito c’è la pagina Bib torna a Fossano  – e su Instagram, almeno pure dalla sede di Clermont-Ferrand potranno rendersi conto di quanto qui ci teniamo…

Confidiamo in grafici, creativi, appassionati, fotografi, professionisti e amatori. Ma anche in chi opera nel settore dell’informazione, della comunicazione e dei media. Nelle donne e negli uomini di buona volontà.

Di solito non chiedo di condividere l’articolo: in questo caso faccio appello alla sensibilità e alla solidarietà di tutti. Ciascuno ha una rete di amici sui social: più sarà consentito a questo appello di girare, maggiori saranno le opportunità di successo. Un grosso grazie in anticipo.

Per chi non lo sapesse, la Michelin ha annunciato di voler chiudere un intero stabilimento e ridimensionarne altri sia in Italia sia altrove. Quattrocento persone a casa, oltre a un indotto a sua volta messo completamente in ginocchio! Questa campagna, dall’aria apparentemente goliardica, nasce dall’intesa con dei lavoratori, per sottolineare quanto sia importante non demoralizzarsi… e pure non demordere!


L’immagine a corredo dell’articolo è opera di fantasia, a titolo puramente indicativo.
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