Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Ci provo…


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Un amico mi ha invitato a scrivere un romanzo. Sostiene che il blog sia sprecato, e anziché conferire un piglio serioso agli articoli meglio una storia elaborata, che potrebbe rivelarsi un’alternativa interessante. Un ben altro paio di maniche. Ci vuole inventiva, stile, capacità letterarie. Cambia pure la finalità rispetto ai pensieri che mi frullano in mente o che fanno parte di conversazioni in seguito riportate qui sopra.

Mah! Ho imprecato abbastanza il Manzoni tra i banchi scolastici che preferisco evitare di fare la stessa sorte. E trovo piuttosto umiliante pensare che Wilde o Proust siano conosciuti soltanto per frasi inserite in post di dubbio gusto su fb, spesso addirittura usate, senza citarli, da disperati in cerca di like facili: ne soffrirebbe la mia notoria modestia.

Non ho romanzi nel cassetto. Son affezionato ai classici scheletri nell’armadio. Però stasera ci provo, sì, ci provo, a estraniarmi dalla gravezza dei miei articoli, e mi lancio in un racconto breve leggero e gaio.

È da poco iniziato l’anno nuovo. Due ragazzi viaggiano insieme: son partiti da parecchio lontano e sono diretti a Cuneo. Il ricordo delle vacanze è appesantito dalla ripresa degli studi. L’incomodo di mettersi in viaggio per raggiungere la sede universitaria trasforma il piacere vissuto nei giorni antecedenti in una traversata pesante. Un anticipo lento e scontato dei doveri che toccherà ripigliare: lezioni da seguire, appunti da scrivere, libri da leggere, la monotonia di pasti dozzinali e frettolosi. Il disagio dei fuorisede, insomma.

Si conoscono: frequentano gli stessi corsi. Sono perfino amici. Hanno il biglietto, regolarmente obliterato. Hanno un posto a sedere. Ascoltano musica, chiacchierano tra loro, si osservano intorno. Due ragazzi normali, come ce ne sono tanti. Con gusti differenti a proposito di birre, di film, di letture, di sport, di abiti da indossare e di preferenze sessuali, come dovrebbe essere nell’ordinario. Ah no! Non è proprio così. Le preferenze sessuali pare più opportuno – più salutare, meglio – se siano le stesse della maggioranza. Altrimenti possono accadere degli spiacevoli incidenti. Un incidente può capitare a chiunque: una tegola che cade dal tetto; un guidatore che non ti vede attraversare sulle strisce pedonali; una pallottola vagante; un angelo che ti dà un annuncio inconsueto… ma per quanto funesti o originali, sono tutti assimilati da una condizione comune: l’imprevedibilità. Invece se il tuo orientamento sessuale è differente e, soprattutto, palese, si tratta di una scelta tua. Ne paghi le conseguenze. Pare.

Un po’ come un vignettista che se la va a cercare… la sua dose di piombo al kalashnikov.

Ora, trattandosi di un viaggio a Cuneo, nella Provincia Granda, l’eventualità di imbattersi in un trattamento all’ultimo grido è piuttosto remota: in queste lande ci si arrabatta con archibugi o poco più, per fortuna. Ma purtroppo non si può sottovalutare l’intraprendenza di chi è forestiero: senza scomodare estremismi religiosi difficili pure da pronunciare, un gruppo di violenti ha pensato bene di offrire un caloroso benvenuto nel vagone del treno al giovane gay. Un esordio da copione, probabilmente per confondersi con gli oriundi, ai quali fa difetto l’originalità. Nel cuneese le tradizioni sono sacre e quindi, anche in questo caso, è buona usanza mantenere l’abitudine di iniziare sfottendo, proseguire insultando – in un crescendo rossiniano – per giungere alla maniere forti come consuetudine dispone. Diamine: è una questione d’etichetta. Il formalismo prima di tutto.

Usano gas ustionante. Fabbricazione casalinga: nulla di meglio per coniugare la passione per l’hobbistica e il fai-da-te con quella per l’omofobia. Spruzzato negli occhi al giovane affetto dal vizio nefando. L’intento era più che tutto metaforico, per sottolineare una via alternativa alla cecità senza fare tutto da solo e aspettare anni per risultati tangibili. Dopo lo hanno ferito e malmenato. Han reso il pari anche all’amico, per non sembrare scortesi. I due giovani studenti non davano cenno di ringraziarli per l’accoglienza e per le testimonianze di caloroso affetto nei loro confronti. L’ingratitudine del gay, il tipico individualista che pensa soltanto a se stesso! Neppure un accenno di mancia. Così – amareggiato – il gruppo d’intraprendenti difensori della virilità eterosessuale ha pensato bene di far da sé, derubandoli del superfluo.

Volevo essere romanzesco ma, rileggendolo, m’accorgo di non avere la stoffa del novelliere. Mi manca la fantasia. Perché è tutto tragicamente vero, sebbene esplicato in forma narrativa e non cronachistica. Per approfondimenti:

http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2015/01/14/news/giovane-bolzanino-pestato-insieme-all-amico-gay-1.10669722?ref=search

http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2015/01/15/news/l-aggressione-al-giovane-gay-e-un-fatto-grave-1.10675549?ref=search

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1549039202004848&id=1508051689436933

http://www.bitchyf.it/cuneo-ragazzo-gay-accecato-con-spray-ustionante-da-un-gruppo-di-omofobi/

Un grazie in particolare a Fabiano Minacci per l’indicazione delle fonti giornalistiche.

L’immagine è «L’Angelo ferito» di Roberto Ferri, in http://www.robertoferri.net/gallery_0905.php
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2 Commenti

  • Lucaaa… proprio non ci sono speranze, le prime due righe, forse tre… che ne so, pensavo che i due in una radiosa giornata d’inverno per qualche strana coincidenza, continuassero il viaggio fino alle spiagge di Nizza,passando la frontiera in un paesaggio innevato, magari in seguito a qualche piacevole incontro sul treno, non dico che il ” povero ” ragazzo gay s’innamorasse proprio del capotreno, bastava anche un comune viaggiatore, non erano obbligati poi a mangiare ostiche e aragoste in Costa Azzurra, potevi anche terminare con una delusione amorosa ( ti concedo – nel tuo stile – un triste finale…) ma ci mancava solo che deragliasse il treno… Esisteranno pure dei gay felici in seguito ad un incontro casuale, come a volte succede agli etero… Sforzati dai, un po di ottimismo, che ne so, magari il prossimo viaggio faglielo fare in Vespa…

    • Ignorante con stile

      Il compito di una società civile è fare in modo che la felicità non sia possibile soltanto nell’immaginazione, edulcorando le vicende reali con la fantasia, bensì nella vita quotidiana.
      Di tutti e per tutti.

      Ps. Ora mi è chiaro perché mi suggerivi un romanzo: volevi arrivare alla Vespa!

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