Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Cinquantamila


… non lacrime, come cantava Nina Pizzi, bensì visualizzazioni del blog in poco più di un anno e mezzo. In principio pensavo mi servisse come spazio di riflessione per non iniziare a parlare da solo, ché è sempre uno spettacolo piuttosto desolante per quanto faccia alquanto bohémien.

Poi, con il passare del tempo, confesso che il blog ha sviluppato in me una certa dipendenza, con gli esiti galvanizzanti di uno stupefacente ma a costi più contenuti: dipendenza dallo scrivere, per fortuna, e meno dai consensi. Perché altrimenti il rischio che si corre è di divenire schiavo di condivisioni e di apprezzamenti a colpi di like sui social. Gratificano, certo, ma sarebbe una via di non ritorno: costringe ad adeguarti a ciò che taluni lettori prediligono e a censurarti su temi che riscuotono meno popolarità; ti demoralizza allorché le previsioni di successo vengono frustrate; ti impone uno stile scrittorio più in sintonia con le dinamiche per ottenere maggiori visualizzazioni sui motori di ricerca. Non è accaduto questo, al momento. Bensì un’inaspettata popolarità – per essere un modesto blog – nonostante sia consapevole della lunghezza degli articoli; della scelta, talvolta, di un linguaggio poco parlato; dell’esclusione di volgarità e d’insulti che oggi fanno così tendenza; della trattazione di argomenti che toccano sensibilità culturali, morali o religiose magari differenti.

A questo punto mi viene spontaneo ringraziarvi tutte e tutti.

Chi segue dagli esordi; chi si è aggregato dopo; chi lo fa saltuariamente; così pure coloro che mi leggono ma non condividono ciò che scrivo, come è comprensibile: è sacrosanto avere opinioni alternative o divergenti.

Tramite il blog ho conosciuto delle belle persone: con alcune ho stretto amicizie virtuali, con altre perfino frequentazioni divenute abituali. Non è poco.

E grazie a questa attività ho avuto l’occasione di partecipare a eventi, manifestazioni, incontri che mi hanno aiutato a capire e a maturare.

Spero di essere stato utile, e di continuare a esserlo, nel mio piccolo e senza presunzione: scrivere mi porta a riflettere – beh, nella misura in cui è stata economa Madre Natura con me, s’intende – e mi auguro che altrettanto accada a chi legge.

Perché l’importante – il senso vero di questo spazio – è ricordarci, a me per primo, la vitale necessità di avere un personale pensiero sulla realtà e su quanto ci circonda; di mettere in moto tutto ciò che occorre per mantenerlo attivo e critico; infine… di essere coerenti con la propria coscienza.

* * *

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4 Commenti

  • “…di essere coerenti con la propria coscienza.” un finale così giustifica da solo le tante visite al tuo blog.
    Io ti ho incrociato da poco e mi piace molto il taglio del tuo spazio web. Hai una scrittura ‘raffinata’ che non si legge in giro.
    Al prossimo incrocio
    MImma

    • Luca Bedino

      Ciao Mimma, rispondo con un imperdonabile ritardo, non volermene! Mi piace la similitudine con l’incrocio: dopotutto la vita è un percorso fatto di tappe, di bivi, di salite e di discese. È bello pensare di essere una piccola tappa a un crocevia: ci si sofferma, ci si riposa, magari si fa il punto del percorso. E viverla in compagnia è decisamente meglio; grazie quindi della tua presenza: è molto più appagante sapere di non essere soli. A presto.

  • leggo volentieri gli articoli perché, sebbene sia chiaro il punto di vista di chi scrive, rimangono sempre ben lontani dalla polemica e dalla pretesa di plasmare le menti; inoltre sono conditi di piacevole autoironia (merce rara…)

    • Luca Bedino

      Grazie Jona. L’autoironia è un ottimo antidoto per non prendersi troppo sul serio: d’altra parte devo pur controbilanciare in qualche modo l’impressione severa della barba profetica 😉

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