Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Del più e del meno: i baffi


I pazienti lettori che ancora avessero la bontà d’animo di seguire questa rubrica del più e del meno spero che trovino giovamento nel riflettere sui baffi.

I baffi – è noto – sono un’appendice pilifera sotto il naso necessaria per poter dire: me ne faccio un baffo. Affermazione, ahimè, spesso foriera di spiacevoli conseguenze. Va da sé che non a tutti sia data l’opportunità di largheggiarne con disinvoltura.

Ragion per cui la Natura, nella sua disinteressata equità di trattamento – almeno Lei! – ha supplito all’inconveniente consentendo di farli crescere a chicchessia affinché chiunque possa ridere sotto i baffi. Vivaddio almeno questa pratica preserva il soggetto dal far la fine d’una quaglia al forno o di ritrovarsi nel pieno d’una tempesta per non aver consultato il meteo.

un paio di baffi

La coltivazione dei baffi è semplice e accessibile, senza distinzione di sesso, di religione, di etnia etc. Il fatto che il genere femminile sia poco incline a promuoverne la crescita attesta, ancora una volta, l’esecrabile predominio maschilista sulle mode, al punto di accaparrarsi, loro soltanto, il privilegio di leccarsi i baffi.

Parlando del più e del meno sia chiaro come la luce del sole che non s’intende convincere chicchessia dal farsi crescere i baffi: chi vi scrive li porta, insieme alla barba, e non se li farebbe tagliare neppure sotto tortura, costi quel che costi. Ma ciascuno è libero di pensarla come meglio crede.

Orson Welles, ad esempio, la vedeva così:

“Ogni uomo sa bene che quando si ricopre di peluria il labbro è già un maestro dell’arte e della verità.

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