Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Dettagli, particolari, minuzie nell’anticamera dell’eternità


Per me è appagante prendere ciò che la vita offre giorno per giorno: può essere una conversazione intensa ed empatica con un amico, o perfino una passeggiata al cimitero cittadino. Nel cogliere i particolari dell’animo umano, così come nel catturare quelli disseminati in un camposanto, scopro quanto sia gratificante non fermarsi alla superficie: ogni dettaglio si rivela una sorpresa inaspettata e, alla fine dell’esperienza, ci si ritrova arricchiti. L’analogia pare campata in aria, ma a ben pensarci come ciascuno a suo modo custodisce un mondo interiore che è ormai passato, ma non per questo va cancellato, così la memoria di chi più non è resta per noi un’opportunità per onorarla, averne cura e rispetto, da tramandarla con il ricordo.

Mi è perfino accaduto, mentre richiudevo alle mie spalle la cancellata in ferro dell’antico cimitero israelitico attiguo a quello cattolico, d’imbattermi in una comitiva di bambini, accompagnati dalle loro animatrici in giro per tombe e loculi. Ho improvvisato sul momento una visita guidata a quei sepolcri dimenticati, inibiti all’accesso del pubblico: uno spazio fuori dal mondo, delimitato da una cortina muraria che alimenta la fantasia di chi ci passa vicino. Tra le piante, le rampicanti, l’erba del prato, spuntano lapidi vestite di licheni e di muschio; tumuli contrassegnati dai simboli e dai caratteri ebraici; oggetti slavati dal tempo. Vedere i bambini incuriositi e attenti al racconto dei rituali mosaici sulle esequie e sui seppellimenti mi ha convinto che ci sia ancora una speranza in queste nuove generazioni che si crede votate all’apatia e al disinteresse! D’altronde non tutto è virtuale, e neppure ciò che è rintracciabile e scaricabile dal web appaga la vorace curiosità di un bambino quanto l’occasione di trovarsi in un luogo inaccessibile e sconosciuto.

A questo punto inserisco qui di seguito una carrellata di fotografie scattate durante l’itinerario tra le aiuole cimiteriali, i sepolcri e le cappelle funerarie. Nessuna presunzione artistica, piuttosto la speranza che possano stimolare, per quanto modeste, il medesimo spirito d’osservazione circoscritto, lento, misurato, e lo stesso conseguente appagamento che – almeno per me – ne è derivato.

 

L’immagine di apertura dell’articolo è di Alberto Gagna; la galleria fotografica è dello scrivente.
Per rispetto della privacy non sono riportate indicazioni dei proprietari delle tombe; un sentito ringraziamento alle Autorità preposte ai Servizi cimiteriali del Comune di Fossano (CN) per l’autorizzazione alla riproduzione fotografica dei particolari artistici e architettonici.

 

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