Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Diffidare dall’uomo nero! Sempre.


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Ci sono vicende che sembrerebbero uscite dalle pagine del libro Cuore – e non me ne voglia De Amicis per il paragone, mi riferisco solo al pathos straziante del racconto – talmente toccanti da non farti più dormire di notte. Una di queste l’ha riportata alla luce una mia concittadina sia sul suo blog sia altrove nel colorito universo del web, pensando bene di dare voce a quanto le cronache degli organi d’informazione hanno screanzatamente ignorato. Siccome questo spazio non fa informazione ma si limita a esporre opinioni del tutto personali, non ho intenzione né di rubare il mestiere ai giornalisti né di emulare chi, disinteressatamente e senza alcun tornaconto – men che meno politico – ha reso di pubblico dominio il fatto. Costei è una esponente a livello locale di un movimento nazionale per il quale non può che andare la più spassionata ammirazione: sono talmente inclini verso l’umanità tutta che si son fatti un punto d’onore nel salvaguardare perfino un popolo, un’etnia, una collettività che non è mai esistita nel nostro passato. Altri si sarebbero prodigati a dare voce a minoranze in via di estinzione, a gruppi sociali perseguitati, a genti misconosciute. Loro, invece, spendono ogni filantropica energia, ogni forbita e suadente parola utile, per ricordare al mondo quanto sia doveroso tutelare chi non ha mai avuto un passato, un legame storico con un territorio, un’identità condivisa e magari usurpata. Solo nell’emancipato Nord Italia ci si può permettere un siffatto lusso, con l’ambizione di garantire un regno, uno stato, anche solo un ducato o una contea a questi negletti della Storia, lungo il plurimillenario alveo del fiume Po. L’unica pecca che mi verrebbe da rilevare loro – timidamente, alquanto sommessamente – è la sfacciata concorrenza che fanno alla Croce Rossa Internazionale, alla Caritas e a tutte le organizzazioni umanitarie, perché non lesinano sforzi e battaglie per difendere i deboli, gli oppressi e chi sia nel bisogno: “caritas Cristi urget nos”. Tant’è che la nostra eroina, novella Giovanna d’Arco, armata di carta e penna virtuali, a guisa di pulzella infuocata d’amor per gli oppressi, seguendo un filone tanto caro al medioevo, ha preso le difese di un’anziana vedova. Costei, stando al novellar della santa crociata, è stata costretta a lasciare la sua e nostra terra natia dopo vessazioni e soprusi orditi a suo danno da quella risma di miscredenti che, non a caso, giungono dalla medesima landa del feroce Saladino. Clandestini: la più vituperata delle fecce, in paragone ai quali i mammalucchi erano chierichetti sbarbatelli. La povera vecchina possedeva un immobile, una cosuccia, un nonnulla, ovvero un fabbricato composto da dodici mini alloggi. Questo già rende l’idea della precaria condizione economica della proprietaria, perché oggidì anche il più pezzente dei miei concittadini può vantare case di gran lunga più consistenti e capisco l’umiliazione per costei di dover palesare una condizione più vicina alla mendicità che a un decoroso status sociale. L’affittò a una nord-africana, poi questa se ne andò via e subentrarono i saraceni moderni. Rispettando le inveterate usanze, i miscredenti saccheggiarono e misero a ferro e fuoco quanto trovarono. Alla fine la malcapitata fece murare l’ingresso dello stabile e, appunto, prese la via dell’esilio volontario, come vuole il collaudato canovaccio degli eroi disillusi. Ora ce la immaginiamo intenta a vergare lettere di sconforto agli amici rimasti in questa terra di nessuno. C’è del singolare però nella vicenda: la Pulzella locale annota che gli abusivi approfittarono di luce e gas a spese dell’ignara benefattrice, consumandone a gogò, quando anche il più ingenuo conosce la prassi: ciò accade solo e esclusivamente se c’è un REGOLARE CONTRATTO D’AFFITTO (a dei clandestini?).

La narrante ci rende edotti che… sì, in effetti… i carabinieri fecero un sopralluogo. Ce lo dice soltanto per sottolineare che vennero per controlli relativi a ipotetici reati estranei all’abusivismo (tanto è assodato che siano delinquenti): infatti non si trattò dei carabinieri della locale e efficiente stazione cittadina. Chissà perché non furono mai interpellati quelli del posto… chissà perché. Eppure sono parecchio attivi sul territorio. Inoltre la zelante cronista, che non si fa scrupoli nel ricordarci la dovizia con cui s’è informata, ci narra che si trattava di clandestini, e in merito ci sciorina un’omelia sui pericoli delle attuali riforme a favore di costoro. Dunque dovremmo pensare che la Benemerita non sarebbe intervenuta qualora l’anziana vessata avesse denunciato la loro presenza? Bah. Tanto più che – e lo puntualizza ancora lei – ciò è avvenuto nel periodo in cui la clandestinità era un reato perseguibile, e un’operazione di questo genere – immagino io e sfido chiunque a provarmi il contrario – avrebbe dato una grande visibilità all’evento. Senza tener conto del rischio corso dalla proprietaria nel garantire rifugio a degli evidenti trasgressori della Legge: va bene avere un cuore d’oro, ma è una comprensibile giustificazione soltanto se si è candidati alla santità. Oltretutto in questo frangente si sarebbe trattato di clandestini davvero ostinati, visto che l’appassionante storia contempla perfino la singolare vicenda del cambio di tutte le serrature e di un loro ritorno successivo. Erano passati dal buco? Evidentemente c’era un legame affettivo con quei mini-alloggi: non riuscivano proprio a farne a meno. Chissà, forse un panorama impagabile al tramonto!

 

Non è certo questo il caso – figuriamoci un po’ – ma non è detto che, per quanto sia un fenomeno rarissimo tra persone dabbene, non potrebbe accadere, in futuro, ad altre altrettanto povere proprietarie di immobili… di confondersi. Che il Ciel non voglia! Vedendo un nero è umano che, d’istinto, si chieda un affitto dello stesso colore. Non fosse per solidarietà all’incarnito della pelle, s’intende. A questo punto, per evitare spiacevoli sorprese, meglio puntare sugli orientali. Sono gialli: il lucente scintillio dell’omonimo colore dei lingotti d’oro non delude mai. Al massimo poi, se si fosse malauguratamente costretti a lasciare l’amata città, almeno ci sarà qualche meta esotica a lenire il dolore.

 

 

 

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