Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Dimmi che libri leggi e ti dirò chi sei


Stamattina sono sceso dalla torre in cui sto esiliato, per la consueta pausa caffè. libri

La macchinetta è collocata nell’atrio al primo piano e, per raggiungerla, passo nella biblioteca che occupa la quasi totalità del castello dove lavoro.

 

Sono giornate di movimento perché l’approssimarsi delle vacanze induce i lettori a fare incetta di volumi.

Un po’ ciò che accade nelle librerie sotto Natale, quando i libri assurgono a felice compromesso tra un regalo senza troppi pensieri e una spesa accettabile.

Osservavo la fila davanti al bancone dei prestiti.

Ordinata e composta.

Devoti a un rituale profano come i fedeli nel ricevere l’ostia.

D’altronde, alla stregua di una cattedrale laica, qui i vasti saloni dalle volte quattrocentesche sono gremiti di libri. Oltre centomila.

Sui soppalchi i dorsi delle edizioni antiche fanno mostra di sé come i corpi imbalsamati dei santi sotto gli altari delle chiese medievali.

Hanno provenienze e storie diverse: collezioni di studiosi, biblioteche soppresse, donazioni di accademie letterarie o di eruditi.

I mercatini delle pulci sono un’invenzione relativamente recente. Nei fondi di conservazione invece riposano in pace, ab aeterno. Senza l’incomodo di dover portar loro i fiori a Ognissanti.

Alcuni volumi attestano, dai timbri o dagli ex libris, le mancate restituzioni ai legittimi proprietari. Prassi inveterata e intramontabile, e non c’è vaccino che tenga.

Lo dico con cognizione di causa, come parte lesa.

Il passare dei secoli ha compromesso la rivendicazione di quelli; la disillusione, nel mio caso, ha fatto seguire l’indulto.

Quella scheda nei libri

Fino a qualche decina d’anni addietro i libri dati in prestito recavano in fondo una sorta di “tasca”, nella quale trovava posto una schedina in cartoncino.

L’addetto la prelevava prima di consegnare il testo al lettore e vi segnava sopra la data in uscita e le generalità dell’utente. All’avvenuta restituzione l’incaricato rimetteva la scheda nei libri, dopo aver apposto il timbro con la data di ritorno.

Chi in seguito li prendeva in prestito aveva quindi l’opportunità di visionare quanti e quali lettori ebbero lo stesso interesse per quei volumi. Una prassi che oggi farebbe inorridire il garante della privacy!

Eppure, almeno a me, quella scheda suscitava una reazione ogni volta diversa.

libri

Un mal celato orgoglio, quando il testo ne custodiva una ancora intonsa, nonostante fosse in carico da tempo alla biblioteca: mi sentivo il primo ad affrontarlo, come fosse una sorta di sfida.

Un compiacimento inatteso, allorché nello scorrere i nominativi ne riscontravo di coloro che stimavo per cultura e per preparazione, quasi che quell’elenco attestasse una genealogia di spiriti accomunati da simili interessi.

Una vena malinconica, talvolta, perché vi leggevo le generalità di chi era già morto. Procurava uno strano effetto rievocarne la figura, che il tempo – per forza di cose – aveva relegato all’oblio; e perché – sfogliando le stesse pagine e leggendo le medesime righe che le altrui dita e occhi avevano passato in rassegna – mi rendevo conto di non poter più condividere considerazioni con chi m’aveva preceduto.

Un’occasione mancata; un’opportunità persa; un aspetto tralasciato che avrebbe alimentato una conoscenza maggiore dell’altro.

Perché questo offrono… anche… i libri.

Libri come legante di interessi collettivi

Formano i gusti, gli orientamenti, la mentalità di chi li legge.

Su quanto arricchiscano, educhino, appaghino se ne parla e se ne sente ovunque, mentre di rado mi vien da pensare quanto creino una comunanza di pensiero.

Eppure il passato ci ha offerto esempi eclatanti. Nel bene e nel male.

E anche nel presente c’è chi pubblica, pur senza velleità manzoniane o ambizioni da Nobel, per portarsi avanti nella fratellanza di spirito.

È il lato meno prevedibile dei libri, ma pure il più affascinante: insidiarsi in noi, trasformarci, renderci riconoscibili da coloro che ne condividono l’essenza oppure da chi la misconosce o l’ignora.

Oltretutto non per forza dev’essere un best seller di successo o il parto d’ingegno di un politico nouveaux philosophe.

Per accomunarci tra mortali può bastare anche solo un abbecedario.