Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Donna pelosa, donna virtuosa


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Un esponente della Destra nazionale si sta preoccupando per la potenziale distribuzione di una bambola raffigurante l’ormai celebre trans Concita Wurst. Non ci sono altre impellenze oggidì quindi ci si può permettere il lusso di affrontare questioni meno vitali ma comunque degne di attenzione. Alla Destra va riconosciuta l’inesauribile capacità di mettersi in gioco: adesso sappiamo che sono pure pedagogisti e educatori. Il loro accorato appello per prepararsi a boicottare l’ipotetico lancio sul mercato del prodotto è rivolto ai genitori di inermi e inconsapevoli bambine: «Questa potrebbe diventare molto presto una nuova barbie e decine di migliaia di bambine potrebbero giocarci e prenderla come punto di riferimento. Tutto ciò al momento è solo un brutto incubo. Ecco perchè dobbiamo essere intransigenti sulla difesa della famiglia tradizionale e sulla tutela e protezione dei bambini» [cit. Roberto Fiore, suo profilo di fb, post pubblicato in data 30 maggio c.a.].

Il giorno che uscisse nella versione gonfiabile mi chiedo a chi indirizzerebbero il monito…

Certo, utilizzare le bambole per veicolare modelli di riferimento è rischioso: avanti di questo passo nelle case potremmo ritrovarci pupazzi di padre Pio o di Maria Goretti, con grave discapito per la serietà della religione. Ci sono già stati precedenti illustri e la Destra, che come preparazione culturale non è seconda a nessuno, ben lo sa. Per non apparire saccenti non lo citano nell’appello ma il riferimento è al Manzoni, nel cap. IX dei Promessi sposi, a proposito della monaca di Monza, della quale l’autore descrisse il periodo dell’infanzia, allorché  «bambole vestite da monaca furono i primi balocchi che le si diedero in mano; poi santini che rappresentavan monache; e que’ regali eran sempre accompagnati con gran raccomandazioni di tenerli ben di conto; come cosa preziosa, e con quell’interrogare affermativo: ” bello eh? ” ». Vero è che divenne monaca di malavoglia, ma non è detto che non possa accadere lo stesso emulando la cantante austriaca.

Lo snobismo intellettuale della Destra non consente loro di rispolverare i proverbi popolari come “donna barbuta sempre piaciuta”, ché sarebbero bastati per educare le giovani leve a una maggior accettazione della propria lanuggine o della fluente peluria sul viso, senza entrare in dettagli scabrosi. D’altronde non è che spogliando una Barbie o un Big Jim ci trovi sotto gli attributi forniti da Madre Natura e credo che lo stesso varrebbe per la Concita: le fanciulle in fiore potrebbero crescere felici senza fisime mentali. Certe professioni che vantano una lunga tradizione nel taglio di barba e baffi riacquisterebbero onorabilità: rivedremmo finalmente l’insegna di “barbiere” al posto di “parrucchiere” pure per le donne, salvaguardando la dignità di molti bravi acconciatori.

Il motivo però che ha svegliato le sinapsi arrugginite del mio malconcio cervello in questa mattinata uggiosa è un altro: constato ancora una volta come certe posizioni tipiche di una fazione politica si dimostrino prive di fantasia, incapaci di una lungimiranza necessaria a vedere oltre il proprio naso. In questo caso specifico mi sarei aspettato una promozione accesissima del prodotto, perfino una sottoscrizione preventiva come s’usava per le imprese editoriali di grande respiro. Hanno mai osservato i propri pargoli giocare? E’ vero che tutto subito si trastullano con il balocco, ma alla lunga se ne stufano. Lo accantonano in un angolo, se va bene, o lo mutilano, come spesso accade. Bambole e pupazzi senza braccia, decapitati, scarabocchiati, rasati dei capelli sono all’ordine del giorno in una casa. Come e quanto potrebbero infierire sulla bambola, se soltanto spendessero un po’ di tempo a giocare con i propri bambini! Immaginando una festa a cui partecipino tutte le bambole della cameretta, potrebbero insinuare nei propri figli l’idea che farebbe fare brutta figura alle altre, andando al party; che non troverà mai nessun fidanzato o fidanzata perché è “diversa”; che è uno sgorbio della natura e dunque sia molto meglio isolarla. Non è necessaria neppure troppa fantasia: è sufficiente rileggersi qualche testo dei manifesti che loro stessi scrivono, o ascoltare qualunque dei video che pubblicano su internet, oppure riproporre tra le mura domestiche una conversazione di repertorio tra “machi veri”. Almeno che… davanti a dei bambini puri e innocenti… non abbiano tutta quella virile sicurezza che ostentano tra commilitoni nei raduni squadristi.

Meglio quindi evitare di toccare la questione, prevenendola alla radice. Si risparmiano pure soldi: c’è crisi.

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