Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Due furti in un colpo solo


Sabato sera due miei amici, che sono tra gli organizzatori del più dinamico e brillante evento per giovani della mia città [qui il link al freak out fest dello scorso anno], mi hanno raccontato del furto della cassetta con tutto il ricavato della recente edizione. Uno smacco perché ancora non si era deciso come investire la somma: se in lingotti d’oro, in titoli azionari, in ragazze di facili costumi o – per non infrangere le buone consuetudini – per pagare le spese sostenute per organizzare le serate e i concerti, che sono a ingresso libero.

Circa settecento euro: un’inezia per un volontario che abbia aderito al bando ministeriale dei Beni culturali; una cifra consistente per dei ragazzi ai quali poco manca che tocchi chiedere la questua per tirar a campare.

Ora, da che mondo e mondo, ci son sempre stati i malandrini. Dai nostrani ladri di galline ai professionisti del furto con destrezza, come chi ruba la verginità all’ingenua e cotta innamorata tramite suadenti dichiarazioni d’amore – e poi scompare – a taluni politici che rubano il voto altrui con promesse mai adempiute.

Non ci si scandalizza dunque se qualcuno si sia intrufolato nella sede dei giovani e, vedendo una cassetta serrata, abbia intuito che difficilmente conservasse le reliquie di un santo o il necessario per il taglio e cucito. È il fascino recondito che emanano gli oggetti chiusi, ad eccezione dei libri, che ormai quasi nessuno più se li fila.

Chi abbia compiuto l’efferato gesto ci è ignoto. Inutile inaugurare una caccia alle streghe: insomma, non è il caso di entrare in concorrenza con gli integralisti e conservatori che imputano ogni disgrazia sull’orbe terracqueo a chi vive contro natura. Potrebbe essere stato chiunque: dai marò ai profughi, passando per un vignettista di Charlie Hebdo licenziato dalla redazione e quindi affamato, per finire a una suorina della congregazione di Madre Teresa abituata a veder cassette, scrigni, forzieri girare per i propri conventi come in casa nostra accade per la carta igienica.

C’è chi ha fatto appello alla restituzione. Mi sembra giusto affidarsi al sentimentalismo dei ladri. Tentar non nuoce, insomma: magari sono accaniti lettori di De Amicis e la sollecitazione emotiva potrebbe ricordare loro le appassionate pagine di Cuore. Oltre al maltolto regaleranno pure qualche lacrima calda e sincera. Certo.

Forse erano convinti di rubare ai ricchi per dare ai poveri, ed han confuso la cascina restaurata con l’attico del cardinal Bertone.

Ciò ben più grave però è il secondo furto, compiuto dai medesimi nello stesso luogo e momento. I ragazzi questo non l’hanno denunciato ai carabinieri né l’hanno spifferato a chi si occupa di cronaca. Siccome questo blog non è una testata giornalistica, quella che vi rivelo è un’opinione e non un’informazione. Lo puntualizzo perché l’ultima cosa che vorrei è una diffida da parte di chi scrive per professione.

Il secondo furto, a mio avviso ben più grave, è l’aver rubato la fiducia dei giovani. Fino ad oggi infatti la loro sede era aperta a tutti, senza la necessità di scrutare da testa ai piedi chi ci entrava, come capiterebbe in una sacrestia.

Con questo furto è giocoforza che si inneschi una diffidenza istintiva. Non si tratta di una scelta razionale o d’essere prevenuti a priori, bensì di un atteggiamento mentale: sarà arduo fidarsi di chicchessia. O almeno ci vorrà parecchio prima che quella disinvoltura che contraddistingue i ragazzi ritorni a farsi largo tra le mura del centro giovanile.

È un parere strettamente personale – sia chiaro – e non mi faccio portavoce di nessuno, però penso che sarà inevitabile nel futuro ritrovarsi, da parte loro, più accorti e meno permissivi nel far entrare e uscire chiunque passi anche solo per buttare un occhio nei locali.

E questo è il danno più significativo, ben più consistente di una somma in denaro, e c’è da rammaricarsene parecchio.

Per fortuna son giovani… il tempo saprà porvi rimedio.

Glielo auguro di cuore.

IMPORTANTE, per chi volesse fare una donazione (appello estrapolato dalla pagina di FossanOpen)

Amici di FossanOpen, 
come sapete stiamo organizzando eventi/iniziative per cercare di recuperare l’importo che ci è stato rubato (circa 700 euro, ‘azz). Questa la vorrei intitolare (solo gli altri gestori della pagina possono capire chi è stato/a a dare il super titolo ahahha) INIZIATIVA BECERA
Ora ve la spiego:
Cliccando sul link qui sotto, potrete fare una donazione a FossanOpen tramite Paypal  
L’indirizzo mail è fossanopen@hotmail.it
Consiglio di usare la formula “Famigliari e Amici” per evitare commissioni: anche solo 50 centesimi ci aiuterebbero.
PS. Ovviamente ci sono tanti altri modi per aiutarci, la nostra è un’associazione aperta a tutti, quindi chi vuole unirsi a noi/ collaborare è più che benvenuto (lo so… Simone Calvo a volte può spaventare e far paura… ma vi assicuro che non suona tutto il tempo con i Flying Disk)
Grazie
Per ulteriori riferimenti visitare la pagina fb dell’Associazione giovanile.

 

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2 Commenti

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    Complimenti piccolo Lupin di Fossano, hai rapinato gli unici ragazzi che cercano di salvare questo mortorio di città.
    L’Iphone che ti farai con quei soldi come minimo dovrebbe esploderti in mano.
    È un atto talmente patetico che non voglio nemmeno pensare che tu sia un “adulto”.
    Magari uno di quegli stessi adulti che si lamentano che noi ragazzi scappiamo all’estero in nazioni fredde e buie con una cucina di merda, dove però nessuno si osa neppure passare col semaforo rosso.

    • Ignorante con stile

      Ora l’importante è far sapere della colletta e sensibilizzare tutti coloro che ammirano quanto il centro giovanile sta facendo da anni: sono sicuro che saranno moltissimi a contribuire, e diventerà un’attestazione di stima e uno sprono per continuare!

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