Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

… e perché no?


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Ho aperto questo blog come alternativa meno faticosa del porta a porta o del fermare gente per strada per illustrare loro l’importanza dell’ignoranza. Con stile. Anche perché non volevo entrare in concorrenza con chi per vocazione è ben più navigato e, soprattutto, ha nervi maggiormente saldi del sottoscritto nell’accogliere gratificazioni e plausi universali senza batter ciglio, dopo aver suonato il campanello delle case altrui. E’ vero che avrei potuto portarmi uno sgabellino al parco cittadino immerso tra il verde, salirci sopra e distribuire le mie pillole di saggezza a un uditorio bramoso. Non l’ho fatto perché le uscite pubbliche sarebbero vincolate dal bel tempo e dagli orari di affluenza delle mammine, che non coinciderebbero con i miei. Verrebbe meno, insomma, il classico “unire l’utile con il dilettevole”. Or dunque, piuttosto di trovarmi dinnanzi solo un crocchio di anziani ad applaudirmi esclusivamente perché l’età avanzata impedisce loro di sentire le mie fesserie, è meglio riparare su una tastiera e uno schermo. Così può accadere, come per il precedente articolo, che sorgano delle legittime rimostranze, in questo caso da parte di un giovane cattolico. In più meritorie, nel senso che conferiscono meriti per l’aldilà. Purtroppo non sono state inserite a pié di pagine del blog bensì in un gruppo chiuso su facebook e dunque, in ossequio alla normativa sulla privacy, non posso riportarle qui di seguito integralmente. In sostanza il lettore è rimasto allibito per le mie affermazioni contrarie alla benedizione del palio durante l’evento agonistico. Con il senno di poi l’uso del termine “allibito” mi ha fatto riflettere, perché – se usato a ragion veduta e scientemente – è piuttosto forte. Ben più di sorpreso o stupito. Insomma, il giovine non si aspettava di trovare un’affermazione simile tra le righe dell’articolo. Invece c’era e lo sconcerto lo ha preso al punto di lasciarlo allibito. Spiace, ma così è. Non avrei altro da aggiungere se non fosse che, dopo il reciproco scambio di vedute, palesemente divergenti, come è umano che accada e come credo sia giusto, perfino positivo, perché è sempre arricchente esporre punti di vista contrastanti… sono seguiti altri commenti, di terzi. Tra questi, prima che s’iniziasse a divagare su altro com’è prassi sul social network, pure l’invito al sottoscritto, che amo sperare affettuoso, a “non esagerare”. Oppure l’affermazione in forma interrogativa  «… e poi sbaglio o l’Italia è un paese cattolico?», che ha consentito a tutti i bersaglieri caduti a Porta Pia un giro completo su se stessi nella tomba, e ai Padri della Patria di strabuzzare gli occhi dai loro ritratti appesi al Museo del Risorgimento. Pare perfino che a Torino, nell’omonima piazza a lui dedicata, re Vittorio Emanuele II, dall’alto del suo monumento, abbia sollevato la mano dall’elsa della spada per portarsela platealmente alla fronte. L’unico a lanciare un ghigno di soddisfazione è stato il duce, da una fotografia stampata su un calendario di un barbiere di Predappio. Come dargli torto: un’ottima occasione per ricordargli con nostalgico afflato la bravata dei patti lateranensi.

Subito dopo un’altra iscritta del gruppo ha avuto il senso civico di citare la Costituzione. Già, la Costituzione, questa sconosciuta! Vivaddio, per quanto sia sempre più arduo attestarlo, il nostro è ancora, almeno sulla carta, uno Stato LAICO, così recita.

Potremmo far spallucce. Potremmo relegare queste riflessioni nel novero dell’anticlericalismo fazioso o della militanza integralista cattolica. Potremmo lasciar correre, dato che spesso non giova sollevare la discussione in queste terre ai pendii di montagne ricche di boschi, e dunque di legna da ardere per far roghi. Invece no. Mi ostino a parlarne non certo per colpevolizzare ma perché ritengo che la laicità nella collettività sia il miglior antidoto alle derive degli estremismi. Oggi possono essere di una certa parte cattolica (non tutta, sia chiaro, perché parecchi operano nel silenzio, maniche di camicia alzate, sudore sulla fronte e tanti, tanti, tanti mal di pancia per aiutare chi ne ha davvero bisogno), domani di altre fazioni, se non di taluni atei ostinati. Laicità, secondo me, significa parità di chances nel decidere della propria vita, senza vincoli imposti da questo o quel credo, senza la costrizione di tabù plurisecolari, senza subire gli interessi di un’accolita dominante, autoritaria e interessata al proprio utile.

Sul web sta girando questo appello per sottoscrivere una petizione per la promozione di cinque leggi laiche. Coloro che hanno a cuore uno Stato aperto a trattare tutti allo stesso e identico modo, possono firmarle. È un piccolo gesto di fraterna solidarietà tra mortali, carico però di grandi aspettative.

 https://www.change.org/it/petizioni/deputati-e-senatori-cinque-leggi-laiche-da-varare-subito

 

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