Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Elogio della maleducazione


La rivendicazione di un proprio diritto è un’impresa difficile da portare avanti oggidì e lo sappiamo tutti. In coda in un negozio, allo sportello di un ufficio, perfino seduti al tavolino di un bar, è sempre più inusuale aspettarsi che al proprio turno tocchi davvero a noi chiedere un pollo arrosto; ricevere una risposta cortese e puntuale; ottenere l’attenzione necessaria per ordinare un caffè mattutino prima che sia già l’ora della camomilla serale.

Perfino quando si è muniti di tagliando numerico c’è la fregatura, perché magari chi ti sta davanti intavola un’amena conversazione con l’interlocutrice dall’altra parte del bancone, e a te capita d’aspettare la conclusione con i saluti da porgere ai familiari di casa.

maleducazione

L’unica eccezione dove ancora nessuno ti spintona, né si arroga il diritto di sorpassarti, anzi attende il proprio turno con compostezza, è in fila per la comunione, a messa. Al massimo ti rubano il posto dov’eri seduto se si è troppo presi nel deliquio estatico, ma è comprensibile.

La soluzione è a portata di mano

C’è però un rimedio efficace che la società contemporanea ha elaborato e sta generosamente diffondendo a piene mani.

Le nuove generazioni, più recettive alle novità, l’hanno fatto proprio con entusiasmo e con euforia.

Ah, i ragazzini d’oggi, loro sì che sanno adeguarsi!

È la maleducazione. Grazie a questa non solo rispondi a armi pari e ti fai comprendere parlando il medesimo linguaggio, ma riesci ad affermarti là dove norme sociali, regole e leggi nulla più possono.

È con una buona dose di cafoneria, di arroganza, di brutalità se giungono risposte insperate. Condividi il Tweet

Chi non ha provato a rivolgersi a uno sportello salutando con garbo; domandando con cortesia delucidazioni; sforzandosi di comprendere la reazione scocciata o disinteressata o distante dell’addetto… e si è sentito prontamente ricevere un diniego, una risposta vaga, uno sberleffo magari? Al contrario, per il medesimo quesito, per la stessa pratica, per l’eguale richiesta avete mai sperimentato quale inatteso risultato ottengono coloro che sbraitano, imprecano, minacciano e magari battono i pugni?

S o r p r e n d e n t e !

Per paura; perché a pelle si riconosce nel cafone un’entità superiore; per levarsi d’intorno lo scocciatore… insomma: è incontrovertibile l’esito proficuo per il bruto.

La maleducazione è la risorsa vincente.  È quanto mai opportuno incentivarla, come salutare alternativa ai mezzi sanguinari ed efferati, altrettanto efficaci ma più difficoltosi da attuarsi. Non sempre ci si porta appresso una mannaia, un’ascia, un bastone nodoso. Inoltre, al di là dell’incomodo e del peso, le conseguenze possono essere spiacevoli.

Ci vuole metodo, ma con tempo e pazienza i risultati arrivano

Per far ciò sarà utile e necessario disincentivare l’opposto. Bisogna iniziare a piccole dosi, come per le diete dimagranti o per smettere di fumare: tutto e subito non è mai consigliabile.

È un allenamento che va eseguito poco a poco.

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Un esempio tra tanti? Ci sono talune persone che si connotano come la quintessenza della buona educazione. Sono sempre più rare ma esistono. Queste, nonostante non ci conoscano se non di vista, si dimostrano di una cordialità celestiale per istrada, elargendo con generosità saluti ossequiosi, mille moine e sperticati sorrisi.

La buona creanza vorrebbe che ci si sdebitasse per tanta affabilità, al momento congeniale… quando scopri –  guarda caso – che sono in una lista elettorale: è in quell’occasione che ci si applica, lottando contro la naturale inclinazione alla buona educazione.

Ricambiare tanta affettata “cortesia” con un gesto poco “bon-ton” potrebbe illuderci di non essere ancora una volta i fessi di turno.

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