Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Facebook: «odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris…»


 

A un amico che se ne esce da Facebook, un altro se ne entra. Il social era nato per conoscere gente nuova ma non necessariamente per allargare le proprie cerchie, anzi… bastavano motivazioni più prosaiche, e non è detto anche gratificanti! Ricordo quando parecchie foto dei profili erano tutto uno sforzo per mostrarsi le più attraenti e seduttive del creato. Siccome non sempre la misura del buon senso è nota, all’epoca non era raro incappare in conoscenze che nella vita quotidiana incontravi per strada impostate e seriose, e poi rivedevi sul web in pose capaci di rasentare perfino il tragicomico, nella loro sensuale voluttà. Talvolta, se non fosse stato per il nome, avrei faticato a identificarle. Poi, con il passare del tempo, c’è stata una progressiva mutazione, e se il novero degli amici virtuali non ammontava almeno a mezzo migliaio potevi ritenerti un asociale, un inetto nelle relazioni umane. C’era chi dava l’amicizia perfino agli ignoti che si celavano dietro il profilo di un gattino, pur di far salire il quantitativo. Magari poi si andava in giro da soli, però una cerchia di amici nutrita di cui ci s’illudeva di conoscere vita morte e miracoli compensava il vuoto della quotidianità. Infine è subentrata la tendenza ad averne pochissimi, fidati e affezionati. Periodicamente qualcuno annuncia, con tono minaccioso degno del Padreterno nel giorno del Giudizio Universale, che farà “pulizia”: si salveranno soltanto gli eletti. Altri invece rendono pubblica l’epurazione a scelta compiuta. Il fatto che si legga dell’avvenuta strage solleva l’animo: sei tra i predestinati fatti salvi dall’impietosa decimazione. Wow. Certo, resta sempre l’incognita di una successiva, potenziale selezione, ma ti fai forza e cerchi di affrontare comunque la giornata, confidando nel buon cuore del giustiziere virtuale. Se lo conosci di persona provvedi a inviargli preventivamente una scatola di cioccolati.

Stranamente ancor oggi capita di assistere a lamentele da parte di chi si sente spiato, violato nella propria privacy o indignato perché altri non han pensato ai fattacci propri. Nel contempo c’è chi persevera nel postare aspetti personali, talvolta pure intimi, o stati d’animo e considerazioni sensibili su sé o su altri, e dopo ci si rammarica che le notizie si diffondano come il polline dei pioppi in primavera: chissà come mai!

Ci sono poi personaggi, magari neppure tra gli amici, che compaiono sulla bacheca in virtù delle condivisioni dei post o dei commenti alle notizie. Costoro si direbbe che non chiedano altro che ottenere una straziante visibilità: per far ciò sono disposti perfino ad abdicare al pudore, alla buona creanza, al rispetto civile. Esondano con interventi pregni di malanimo, di cattiveria gratuita, di sentenze non richieste.

Noti, allora, come questo mondo virtuale non sia una realtà a se stante, quasi una condizione parallela come nei giochi di fantasia che imperversano sulla rete, ma il riflesso di una società che s’incattivisce, si imbarbarisce, s’imbruttisce. E lo fa riversando il disagio con vigliaccheria, perché di fronte crede di avere soltanto uno schermo e una tastiera.

Abbandonare il social comunque non risolve questo aspetto. Anzi, ti fa correre il rischio di credere che questa fetta di umanità non esista sul serio soltanto perché non la frequenti e non ne hai notizia. Un po’ come se non leggere più i giornali o spegnere la TV potesse illuderci che il mondo attorno sia roseo e solidale come lo si vede grazie alle persone care che ci circondano.

E poi fb resta uno strumento irrinunciabile per rimanere in contatto con chi condivide parte dei tuoi interessi: quanti eventi, incontri, convegni, iniziative mi sarei perso se non ci fosse stata questa piattaforma; e così gli aggiornamenti dei gruppi, le ultime dai media, i video virali. Per non dire delle bufale, vera chicca del social network.

Perfino il mio blog – che tra poche settimane compirà un anno – non avrebbe mai avuto tante visualizzazioni in così poco tempo, se non ci fosse stato anche Facebook per promuoverlo.

Beh… per la precisione… se non ci fosse stati voi a condividerne gli articoli.

Grazie.

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