Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Fastidio o molestia: dipende da chi ci ronza intorno nelle vie e nelle piazze


Il ronzio di una mosca quando ci volteggia davanti mentre si sta leggendo un libro, magari nel letto, prima d’addormentarci, non è proprio piacevole come ascoltare i Litio.
La stessa mosca, se decide di planarci intorno mentre stiamo distesi su un prato in montagna, ci fa compagnia, come se sentire quel rumore ci conciliasse con l’armonia della Natura, ricordando che non si è mai del tutto soli, neppure ad alta quota.
Il ronzio di una zanzara invece ha il potere di innervosirmi perfino più della voce melensa di alcuni adulatori di mia conoscenza.

Mantengo la calma soltanto se so che non potrà avvicinarsi perché mi son cosparso il corpo di repellente come un pehlivan ottomano farebbe con l’olio.
Ma se il ronzare di entrambi gli insetti urta, devo ammettere che la zanzara è assai più insopportabile perché per sua natura prende senza il nostro consenso un qualcosa che ci appartiene: il sangue.
Non che sia troppo geloso del mio: lo dono pure volentieri.
Non tollero però un salasso che ti lasci soltanto un gran prurito addosso.
La medesima reazione mi prende dinnanzi a coloro che, ciclicamente, c’importunano sulle piazze e per le vie, ovvero ci ronzano intorno senza pace e con ostinazione.

Nel pensarci mi viene da domandarmi perché si diversifichi a seconda di chi chiede, di come lo chiede e di perché lo chiede.
Ci tengo a specificare che il paragone entomologo è soltanto metaforico e non offensivo: d’altronde, se incautamente lo si prendesse alla lettera, ci sarebbe da convenire che una mosca viene da me per le peculiari caratteristiche di una ben nota materia fisiologica, che l’attrae come il miele le api.

Il fastidio

Sfido chiunque a non aver provato fastidio allorché certe persone si permettono di entrare nella tua vita, fosse soltanto per qualche minuto, senza il tuo consenso.
Per ciò che mi riguarda, provo questa spiacevole sensazione:

  1. perché non so chi siano e, a pelle, non sento alcuno stimolo di conoscerle. Qualora avvertissi pur solo la curiosità di apprenderne il nome, sarebbe lo stesso fatica sprecata. Spesso infatti li dimentico prima ancora che abbiano terminato di pronunciarlo.
    Nell’esiguo spazio libero della mia ristretta memoria cerebrale non posso concedermi il lusso d’immagazzinare volti destinati all’oblio nella durata di un Pater Ave Gloria;
  2. perché mi sottraggono del tempo. Accade infatti di essere fermato quando esco dal lavoro mentre mi dirigo a casa. In quel tratto che percorro a piedi di solito mi tocca passare dal tabaccaio; ho l’obbligo di prendere un caffè; di chiacchierare con amici incontrati sulla strada; di ottemperare a eventuali commissioni impartitemi con ferrea determinazione da mia moglie. Dunque posso giocarmi soltanto una tenue manciata di minuti come jolly, per non sforare dai rituali abitudinari che osservo come il più zelante dei liturgisti;
  3. perché se dessi “da mente” a uno dovrei farlo con tutti, per par condicio. Altrimenti mi toccherebbe prima stabilire una gerarchia piramidale decrescente, ma ciò comporterebbe l’adozione di parametri ben precisi. Dovrei investire energie per stilare delle precedenze secondo priorità morali, estetiche, emotive, sociali, cercando di non discriminare nessuno, perché “ciò che è giusto è giusto”;

Al pari delle mosche, queste persone ci ronzano intorno, e l’unica soluzione è confidare nella presenza, nei paraggi, della carta moschicida. Ovvero coloro che hanno la possibilità di attirarli a sé.
Sono quindi riconoscente a chi ha più pazienza di me; a chi lo fa per curiosità; a chi, per indole, non sa dir di no; a chi è mosso da sincere intenzioni filantropiche o caritatevoli. Anche a chi è solo, e coglie l’occasione per far due parole.

La molestia

Ronzare intorno con il fine di portarti via del tuo è peggio: se sapessi che potrebbe servire… mi farei tatuare in fronte «vivi e lascia vivere».
Ma è inutile: quel genere non molla.
Queste persone, al pari delle zanzare, adescano la preda. La sentono da lontano.
Tu te le vedi arrivare davanti e senti tutta l’impotenza del non poter agire.
Lo confesso: è raro che mi riesca di tollerarle.
Oltretutto sono presenti a periodi perché molto dipende dalle situazioni ambientali: soltanto quando non c’è “trippa per gatti” puoi startene tranquillo.
Moleste, t’importunano senza pietà.
Confido che questa piaga abbia a ridimensionarsi sempre più.
Pare giovi parecchio non dar loro corda: alla lunga finiscono con il desistere.

Purtroppo la legge consente loro di avvicinarti.
Ehhhh… che sollievo, il giorno che non verremo più importunati!
Già, i procacciatori di voti: molesti come le zanzare.