Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

baby ignorante con stile

Una fotografia vintage: sfida accettata


L’iniziativa di pubblicare la propria fotografia “d’un tempo che fu” sui social sta spopolando nel Bel Paese con il consueto successo che riscontrano le eroiche imprese virtuali.
La proposta nasce oltreconfine e nelle intenzioni dei creatori voleva sensibilizzare i naviganti sulle problematiche del cancro. Il fatto che venisse accompagnata dalla dicitura “sfida accettata” ha incentivato il consenso: era da due secoli che s’attendeva l’occasione, allorché il guanto schiaffeggiato in faccia cadde nell’oblio.
Una svista, o un’interpretazione meno letterale, ne hanno però stravolto il messaggio iniziale. Son circostanze che possono accadere.

Anche le docce ghiacciate, ideate per far conoscere al mondo il dramma della SLA, da alcuni furono fraintese, ma comunque un messaggio sebbene alternativo passò: lavarsi, se non proprio la coscienza almeno il sudore di dosso, è un atto d’amore non soltanto per se stessi.
Il trionfo della propria fotografia d’epoca inedita, pescata in qualche cassetto, recuperata da un vecchio album, sottratta dalla cornice impolverata, è inarrestabile.
Questa moltitudine dedita al culto del passato farà ben sperare nel successo renziano dopo il raduno oceanico al Lingotto, grazie all’illuminante scelta dell’ex premier di riesumare il termine “compagni”. Un bel gesto, oltretutto, nel centenario della rivoluzione bolscevica.
Gli italiani amano ciò che fu: la classica eccezione che conferma la regola sono i testi di Storia. Per il resto… qualsiasi rievocazione trova quasi sempre consensi.

Ben pochi accetterebbero di postare una fotografia capace di ritrarli tra venti, trenta, cinquant’anni, senza un massiccio uso preventivo del ritocco.
Lo capisco, d’altronde: guardare al futuro, che sia dell’inesorabile declino fisico – o quello pensionistico – non alletterebbe nessuno sano di mente.
Dunque evviva il tempo a ritroso! Con conseguenze stupefacenti…

Gli esiti della fotografia sui profili

baby ignorante con stile

Attimi d’infanzia

Innanzitutto è degno di nota il coraggio di alcune persone, perché non è sempre scontato mettersi tanto in gioco: c’è chi ha postato la fotografia da giovane mantenendo inalterata quella del profilo.
In taluni casi il confronto è a dir poco impietoso, ma a cotanta audacia va dato merito.
Va detto che ciò consente di snidare gli adulatori più smaccati, quelli – per intenderci – senza alcun pudore.
C’è infatti chi ha l’ardire di commentare con apprezzamenti “vivissimi” tanto l’una quanto l’altra.
Di contro, la fotografia ingiallita rapportata all’attuale farà tirare sospiri di sollievo a quegli spasimanti che in giovane età smaniavano per le beltà altrui ma non furono ricambiati. Le sofferenze d’allora sono oggi ripagate, secondo l’intramontabile constatazione del buon Ovidio:

«Tempus edax rerum»*

Non male è altresì la possibilità, partendo dalla vecchia fotografia, di suggestionare i ricordi: sia i propri sia di coloro che, rivedendola, danno vita a episodi, storie, avventure adolescenziali. Ecco allora che i commenti s’intrecciano; s’infittiscono di particolari; aggiungono dettagli altrimenti dimenticati.
A mio avviso è il tratto più positivo, perché fornisce l’occasione di un bilancio sugli anni giovanili e sulla situazione attuale; sulla cerchia degli amici; sulle attività, le gite, i viaggi, le goliardate vissute magari mezzo secolo addietro.

Di rimando, c’induce a verificare come la vita potrebbe averci cambiati, più o meno radicalmente.

In meglio o in peggio ciascuno lo può vagliare da sé.
Se l’iniziativa non alimenterà un picco di suicidi – il Ciel non voglia – avrà un benefico effetto riflessivo.
Non ho idea se nugoli di medici specializzati in chirurgia estetica, di tricologi e – perché no? – di restauratori stiano sondando ogni fotografia per promuovere una massiccia campagna di “recupero”.

Ma non mi stupirei se presto i social venissero inondati da sponsorizzazioni per bagni, tuffi e bracciate nella fonte dell’eterna giovinezza o per inviti a delle degustazioni con il Sacro Graal.
Certo sarà opportuno filtrare le nuove richieste d’amicizia, perché non è oro tutto ciò che luccica: dietro a un potenziale amico potrebbe nascondersi il demonio, pronto a farci siglare un patto diabolico con cui ceder l’anima in cambio di un ritorno a quella fotografia che con tanto trasporto abbiamo postato, in ricordo dei bei tempi che furono.

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Il tempo erode tutte le cose», in OVIDIO, Metamorfosi, XV, 234.
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