Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Fuori dal coro!


Censura4

.

«Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani”. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia… Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico può generare non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti»*.

Apro questo articolo per la prima volta scritto a più mani, tre delle quali di giovani amiche, mie concittadine. Il riferimento è a un gruppo virtuale su un social network, dello stesso genere in voga un po’ ovunque: “Sei di (città) se…”. Nel nostro caso una parte dei suoi componenti e amministratori ha iniziato, dapprima sommessamente, poi con sempre maggior intensità, a spostare l’interesse per la città a tematiche estranee, molto spesso intrise di razzismo, di xenofobia, d’intolleranza, fino al punto di pubblicare fotografie di pallottole, o di tollerare commenti con l’invito a bruciare gli extracomunitari o di farsi giustizia da soli. Ora: ciascuno di noi ha un approccio diverso davanti a ciò che ci circonda. Ci sono persone che di fronte a espressioni simili sul web non si scompongono perché le considerano scaramucce virtuali, che valgono poco o niente. Legittimo. Si preferisce soprassedere. «… Da quando le contrapposte ideologie del progresso e della reazione si sono fatte aggressive o addirittura divoranti, alle più diverse latitudini del pianeta la maggior parte degli uomini e delle donne, dei giovani e dei vecchi, degli adulti e dei bambini, chiede semplicemente di essere lasciata in pace»**. Nel momento però in cui sopravviene la censura dei commenti contrapposti… nel momento in cui la difesa delle proprie opinioni è ostacolata da un’aggressione violenta e poi cassata senza possibilità di replica… nel momento assurdo e ingiustificato in cui qualcuno si arroga la facoltà di eliminare dal gruppo medesimo chi non la pensa secondo un pensiero unico… allora come si fa a restare indifferenti al monopolio dell’arroganza? E’ una deriva che ricorda metodi tipici dell’età dittatoriale! Ecco il perché di queste righe: per ripetere quella frase usata per raccontare la storia di coloro che rinunciarono a piegarsi al fascismo, andando incontro all’esilio: PREFERIREI DI NO!***.

Quello che è successo è secondo me troppo grave per passare inosservato. Sono due le cose che mi lasciano profondamente amareggiata. La prima è constatare un clima di sempre più crescente intolleranza ed omofobia che viene ulteriormente alimentato da gruppi come quello da cui son stata eliminata… Gruppi nati con uno scopo totalmente diverso ma ormai manipolati da amministratori che lo stanno usando per un loro non ben specificato motivo; la seconda cosa, di conseguenza, è l’eliminazione di tutte le persone che si contrappongono alle idee promulgate da loro. Anche se si dichiarano aperti al confronto e alla libertà di pensiero, rispondono con maleducazione o in modo offensivo e quando finiscono gli slogan e le frasi fatte ricorrono alla censura…. ma non dei post che qualunque persona con un minimo di umanità si vergognerebbe di scrivere, o dei post contenenti insulti gratuiti. Essi censurano chi li ha contraddetti, chiamandoli perbenisti, anziché essere loro a definirsi con il nome che meritano: razzisti.

Cosa porta a tutto ciò? Che un amico di origine africana, dopo molti anni vissuti qui con regolare permesso di soggiorno, mi abbia scritto, leggendo l’ennesimo post, di voler andare via dall’Italia, di vergognarsi per molti miei concittadini… di un albero di Natale comparso come post con proiettili al posto degli addobbi e con una stella esplosiva come punta; di post che… più che rabbia… mi hanno generato malinconia, tristezza, vergogna, e mille volte mi sono imposta di non cadere nelle provocazioni ed è sempre stato più forte di me intervenire. Mi sono ritrovata ad essere comunque felice di averlo fatto, perché mi ha portata a conoscere persone che hanno avuto il coraggio di lottare come me, e con me lottare per costruire e non per distruggere. L’idea che prevale in me sarebbe quella di un confronto, di riunioni serali con cittadini africani e asiatici, per capirci. Perché forse l’intolleranza in qualcuno nasce anche dalla paura: allora ben vengano porte aperte ad ogni tipo di confronto e di scontro costruttivo, per crescere ed evitare di annientarci a vicenda. Perché se la barca affonda, veder affogare prima lo straniero non servirà a salvarci.

Hanno fatto bene a cancellarmi dal gruppo. Il problema è mio. Sicuramente mio. Non so condividere in armonia uno spazio in cui si parla e si discrimina a priori qualsiasi immigrato, dove invocano la forca per i loro reati e assolvono quelli dei connazionali, dove vomitano sugli extracomunitari i fallimenti del nostro bel Paese senza rendersi conto che il nostro cancro è una politica marcia, inutile, arrivista, corrotta. Il problema è mio. Sicuramente mio. Non riesco a ridere del razzismo, non riesco a digerire chi si ritiene meglio degli altri per un merito di “razza”, chi rivendica l’onore esclusivo di essere italiano e poi butta i rifiuti per strada, evade le tasse, deturpa il decoro urbano, non va a votare, investe all’estero. Soprattutto non posso pensare di stare nello stesso posto in cui la mia libertà di pensiero viene censurata, dove non vince il concetto di rispetto della vita e dei valori umani, dove la domenica si va a messa e il lunedì si vuol addobbare l’albero con i proiettili. Avete fatto bene a cancellarmi. Non vi merito.

Luca Bedino, Eleonora Calcagno, Laura Brizio, Cinzia Re****

Note

* Antonio Gramsci, Odio gli indifferenti, Chiarelettere 2011, pp. 3, 4.

** Sergio Luzzato, La crisi dell’antifascismo, Einuaudi 2004, p. 59.

*** Giorgio Boatti, Preferirei di no, Einaudi 2001.

**** in ordine di apparizione dei contributi nell’articolo.

L’immagine è estrapolata da http://www.taringa.net/posts/imagenes/12502084/Censura-grafica.html

7 Commenti

  • Io credo che tutto ciò che ci circonda, non è “nostro” sarà retorica ma la vecchia massima – siamo solo di passaggio…- per me è e rimane fondamentale il rispetto di tutto ciò che ho attorno, dall’erba dei prati a qualsiasi animale abbandonato al suo destino, a qualsiasi essente umano di razza e colore… penso tutto e tutti dovrebbero essere liberi di vivere, soprattutto la razza umana, definita ( non so a che pro…) superiore, questa libertà dovrebbe bastare ad ognuno per vivere in coscienza e all’occorrenza essere nei propri limiti di aiuto agli altri. Senza l’obbligo di sottostare al giogo di pseudo governi, o il dover avere qualche ” protettorato” religioso per avere un impiego. Ma tutto ciò è solo utopia…

  • Io credo che tutto ciò che ci circonda, non è “nostro” sarà retorica ma la vecchia massima – siamo solo di passaggio…- per me è e rimane fondamentale il rispetto di tutto ciò che ho attorno, dall’erba dei prati a qualsiasi animale abbandonato al suo destino, a qualsiasi essente umano di razza e colore… penso tutto e tutti dovrebbero essere liberi di vivere, soprattutto la razza umana, definita ( non so a che pro…) superiore, questa libertà dovrebbe bastare ad ognuno per vivere in coscienza e all’occorrenza essere nei propri limiti di aiuto agli altri. Senza l’obbligo di sottostare al giogo di pseudo governi, o il dover avere qualche ” protettorato” religioso per avere un impiego. Ma tutto ciò è solo utopia…

  • Luca Bedino

    Egregio Signore o gentile Signora, ci commenta cortesemente dal suo blog anonimo – italiaintelligente – che peraltro tra le sue categorie contempla “Protocolli degli Anziani Savi di Sion” (!), per farci presente che ci hanno risposto “a dovere” su un gruppo chiuso: non c’è attestazione migliore per confermarmi nella bontà di quanto è stato pubblicato qui sopra.

  • Luca Bedino

    Egregio Signore o gentile Signora, ci commenta cortesemente dal suo blog anonimo – italiaintelligente – che peraltro tra le sue categorie contempla “Protocolli degli Anziani Savi di Sion” (!), per farci presente che ci hanno risposto “a dovere” su un gruppo chiuso: non c’è attestazione migliore per confermarmi nella bontà di quanto è stato pubblicato qui sopra.

  • Proprio su quel gruppo, vi hanno risposto a dovere.

  • Proprio su quel gruppo, vi hanno risposto a dovere.

Login o registrati

Commenti chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: