Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Gli inattesi vantaggi dell’educazione


L’educazione è una pratica comportamentale che fino a qualche decennio fa contrassegnava le abitudini e i rapporti di parecchi, grazie all’uso meno dispendioso d’energie rispetto alla clava, allo sputo in faccia e ad altre amenità di carattere istintivo più o meno manesche.

Oggi è piuttosto démodé, e serve più che tutto per non farsi capire dagli sconosciuti, siccome richiede una certa dimestichezza con formule esoteriche dal significato oscuro: «per favore», «mi scusi», «grazie» e via dicendo.

Appannaggio di pochi iniziati, che in questo modo comunicano tra loro intendendosi benissimo, lascia a bocca aperta chi ne è sprovvisto. Di rado però sortisce un’emulazione negli esclusi, che invece liquidano la scena quale rappresentazione a buon mercato di come i poteri forti ordiscano contro di loro perfino nel quotidiano.

L’educazione e l’ascetica

Cambia la vita, l’educazione, al pari dello yoga: si tratta, a modesto parer mio, di una tecnica alternativa che consente di lavorare sui propri istinti.

Sono più che convinto della bontà e dell’utilità della grande varietà di insegnamenti orientali assai di moda in questi tempi, che consentono di far pratica un po’ ovunque: nei parchi, sulle spiagge al mare, in qualsivoglia luogo in cui chi passa possa ammirare l’elevazione dello spirito e l’emancipazione degli adepti, i quali discendono negli anfratti più viscerali del proprio animo, talvolta reggendosi su una gamba e restando in statuario equilibrio…

educazione dello spirito

… però mi sia consentito di spezzare una lancia a favore anche della educazione.

Lo scrivo con il senno di chi ha avuto l’incommensurabile fortuna di provare sulla propria pelle l’efficacia e la validità dell’educazione a vantaggio dell’elevazione dello spirito.

Due esempi concreti del potere dell’educazione

Sono consapevole che oggidì non sia necessario suffragare le proprie idee con prove tangibili: basta e avanza un minimo di apparente convinzione su quanto si sostiene per decretarne l’attendibilità; alzando la voce con fare minaccioso se ne certifica perfino la veridicità.

Siccome però sono “vecchia scuola” mi ostino nel riportare fatti pragmatici a supporto del poco che asserisco: al massimo li si prenda per appendici trascurabili.

Di quando l’educazione impedì una scena apocalittica

Il primo concerne un’esperienza vissuta non troppo tempo fa, allorché mi trovai a un evento che la buona società ama definire “culturale”.

Purtroppo non era né un concorso di bellezza e neppure una degustazione di salami, bensì una conferenza compassata e austera, ossia una di quelle occasioni fatte apposta per sfoggiare un’erudizione altrimenti sconosciuta pure a se stessi.

Prima che iniziasse la serata ho avuto l’impagabile piacere d’essere avvicinato da un personaggio che il bel mondo contrassegna come “importante e di tutto rispetto”. Entrambi attendevamo all’esterno che gli organizzatori aprissero la sala d’onore al pubblico.

Costui ebbe la bontà d’animo d’intrattenersi con me, nonostante l’evidente, abissale disparità di classe. Va detto che un vantaggio nel vivere qui è l’indifferenza verso le caste, a patto di avere un cognome del luogo.

Lusingato per un favore cotanto raro, ho iniziato a chiacchierare con lui, ma sul più bello della mia conversazione il gentiluomo ha visto arrivare un proprio pari.

Senza il benché minimo accenno di congedo si è voltato ed è corso a salutarlo, lasciando morire sulla punta della lingua l’ultima mia frase in uscita.

L’educazione, instillatami con il latte materno fin dalla più tenera età, mi ha impedito di raggiungerlo e di apostrofarlo a dovere. Mi ha altresì risparmiato la cessione di un rene per poi pagare gli avvocati, dato che sarei senz’altro finito in tribunale.

l'educazione incanala la tensione

Del saggiare la tenuta dei nervi

In una calda serata estiva, mentre si discorreva in gruppo dinnanzi al locale che frequento di consueto, una ragazza si è inserita nella nostra conversazione con spontanea e leggiadra indifferenza per i nostri discorsi.

Nulla di grave: il contributo di una persona sconosciuta è sempre ben accetto, perché porta con sé almeno l’incognita, e forse la novità, di un pensiero originale.

Sulle modalità di approccio non è il caso di essere troppo pretenziosi. Accettare l’altrui solitudine è un precetto morale per me sacro.

Stavolta però l’ignota interlocutrice ha incentrato la sua impresa dialettica sopra i propri meriti e intorno alle doti straordinarie di cui è provvista, che peraltro sarebbero rimaste inintelligibili se non avesse avuto la benevolenza di palesarcele.

L’eloquio procedeva in un crescendo autoreferenziale di pari passo con il mio impulso – trattenuto e messo a freno proprio dall’educazione – di porre fine a questa insopportabile sciorinata di baggianate, tanto che senza l’educazione adesso il fresco me lo godrei scontando l’ergastolo in gattabuia.

Spesso non ci badiamo, ma l’educazione ci rende stoici a nostra insaputa, e ci salva da guai inaspettati.

E a voi è mai capitato di constatare che senza le buone maniere talune circostanze potevano volgere in peggio?

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