Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Gli italiani dal cuore grande pensano agli anziani


Gli italiani – quando si mettono d’impegno – hanno uno slancio d’amore verso i propri connazionali tale da lasciarti di stucco.

Voglio condividere questo episodio, giusto per attestare fino a che punto l’animo umano sia capace di esternare i propri sentimenti partendo da una semplice notizia.

Si tratta di un articolo di nove righe nel quale si dà conto di un gruppo di giovani attivi nella Caritas, provenienti dalla mia città, che sono andati a Ventimiglia per dare una mano al Campo Roja, un centro di accoglienza per circa mezzo migliaio di migranti.

Ebbene, la giornalista si era limitata a comunicare l’avvenuta esperienza, specificando che la decina di ragazzi aveva trascorso lì alcuni giorni di ferie.

Un gesto che ha “infiammato” diversi lettori

Un tempo i giochi pirotecnici erano collegati l’uno all’altro: bastava accendere una prima miccia e, a seguire, la scintilla ne alimentava altre, generando il multiforme spettacolo dei fuochi d’artificio con botti, piroette e cascate di luci. Lo stesso è avvenuto con il primo commento all’articolo, al quale ha fatto seguito un’emulazione esemplare.

Gli italiani non sono intolleranti e il razzismo non esiste.

Si tratta invece di prorompente amore per gli altri, ovvero per i milioni di poveri italiani; in particolare l’attenzione per gli anziani ha riscosso ben tre like!

È estate, e chi commentava si è sentito in dovere di spronare i giovani a portare a spasso i degenti rinchiusi nei pensionati. Ovvio che farebbe loro un gran bene uscire con il solleone, in queste giornate d’agosto.

Anziché andarsene in Riviera, la meglio gioventù potrebbe spingere il corrispettivo di una decina di carrozzelle lungo i viali, per una corroborante e salutare elioterapia.

Non ho idea se chi abbia stilato questi oculati e fraterni suggerimenti lavori per l’INPS o sia in attesa di qualche lascito testamentario, ma il tono caritatevole compensa malevoli pensieri intorno alle altrimenti ambigue intenzioni filantropiche.

Con la gentilezza s’ottiene tutto

Devono averlo tenuto presente quelli che hanno invitato i volontari a cimentarsi nell’aiuto degli italiani; l’approccio garbato è il tratto distintivo di queste perle, anche se talvolta l’anelito a far del bene rischia di essere frainteso:

italiani

sembrerebbe infatti che gli italiani siano poco apprezzati, visto che i tre attributi non appaiono proprio lusinghieri.

Per fortuna se n’è accorto pure il gentiluomo scrivente, il quale ha avuto il buon gusto di chiarire appieno l’illuminante pensiero nel commento dopo:

Ecco, adesso è palese che non ce l’avesse con gli italiani. La chiarezza, in primo luogo.

Preferire i negher anziché i nonnini italiani

Dalle riflessioni emerge pure il disappunto per l’opzione etnica anziché quella patria.

Non si può amare tutta l’umanità allo stesso modo Condividi il Tweet

Con inusuale saggezza un commentatore sollecita quindi a riversare le attenzioni verso il parentado. È un monito – almeno per me – piuttosto criptico perché mi sfugge che genere di aiuto si potrebbe dare ai familiari… usando il membro virile:

almeno che intendesse un incremento della prole per futuri lavori dei campi, in stile #fertilityday.

Il mondo è bello perché è vario

Tante teste, tante idee: contributi morali e apporti costruttivi di questo tenore sono sempre più sulla bocca dei miei connazionali.

È finito il monopolio dei settentrionali. Salvini ha superato Cavour, Garibaldi e Mazzini: ha unito gli italiani.

Oggidì certi pensieri accomunano il Nord con il Sud.

C’è ancora parecchio lavoro da fare, perché non basta constatare una distribuzione geografica omogenea, bisogna operare sulle teste e sui cuori.

Ma con rosari, vangeli e crocifissi poco a poco questo edificante stile di vita sarà anche dei giovani: ci vuole soltanto un po’ di pazienza perché loro – come è noto – sono refrattari a farsi inquadrare.

Intanto gli anni passano e gli italiani invecchiano: con un po’ di fortuna i frutti di questa sublime missione andranno a nostro vantaggio.

So di tirar l’acqua al mio mulino ma non vedo l’ora di farmi spingere sul viale panoramico della mia città in pieno pomeriggio, in una torrida estate padana.

E ovviamente bramo di compiacermi dei volti soddisfatti di quegli stessi ragazzi ormai adulti, i quali anni addietro sprecarono le loro ferie a Ventimiglia, ma che stavolta le valorizzeranno portandomi a spasso.

 

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