Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Guida aggiornata ai codici cifrati ad uso dei ladri d’appartamento


Vi sono fenomeni ciclici frequenti ed altri sempre più rari. Le stagioni rientrano tra i secondi: chi non rammenta i racconti dei nonni, che narravano di fiocchi di neve discesi dal cielo, in quel periodo oggi sconosciuto chiamato inverno? Altri invece son più consueti e compaiono a fasi alterne: è il caso degli avvertimenti che passano di bocca in bocca, di condivisione in condivisione… e che riguardano i codici usati dai ladri per identificare le abitazioni da visitare. Perché – si sa – i “topi d’appartamento” prima di tutto son pittori, artigiani, incisori, disegnatori, scalpellini, che fanno sopralluoghi preventivi alle case e ne segnalano le opportunità di “ripulitura”.

Questi avvisi – benedetti dal Cielo – non servono per generare fobie, allarmismi, tachicardie. No, sono utili nel mettere in guardia chi teme per l’incolumità dei propri spazi domestici, come la paura delle fiamme eterne pone sull’avviso le coscienze.

Le tabelle con la trascrizione dei simboli, all’occorrenza usabili pure per decifrare la stele di Rosetta e i geroglifici al museo egizio di Torino, sono piuttosto note. Rispuntano come l’araba fenice, non a caso anche sotto le ferie natalizie perché i ladri hanno un debole per le settimane a cavallo tra il Natale e l’Epifania. Si capisce: per i privilegiati con un lavoro sono arrivate le tredicesime; i bagordi di questi giorni intorpidiscono chiunque e appesantiscono il sonno; gli impegni festaioli costringono a lasciare vuoti gli appartamenti per riempire i locali.

Soprattutto, in ogni casa Babbo Natale ha portato doni, e in quelle abitate da fedifraghi le mogli hanno ricevuto preziosi, diamanti, oggetti d’oro per lenire i sensi di colpa dei mariti. Un’occasione ghiotta.

Il guaio è che spesso la descrizione dei segni lasciati sugli stipiti delle porte, accanto ai campanelli, a ridosso dei muretti d’ingresso, è da aggiornare, e non tutte sono così filologiche come sembrerebbe a prima vista. Quindi, per evitare l’incresciosa evenienza d’incappare in qualche bufala ben architettata, che potrebbe far credere alla verosimiglianza di certune tabelle invece farlocche, ho rintracciato un elenco corredato di fotografie che attestano la veridicità dei simboli, cosicché ciascuno sia edotto e possa regolarsi di conseguenza, magari lasciando un po’ a digiuno il proprio mastino; alzando il volume della sirena d’allarme; intensificando la corrente elettrica nelle griglie metalliche ad alta tensione intorno al giardino, o controllando la sobrietà dei “cecchini a contratto” alloggiati sopra i tetti di casa.

La galleria d’immagini non è esaustiva e ogni ulteriore contributo sarà ben accetto:

Invece la fotografia a corredo dell’articolo l’ho scattata domenica scorsa, in un’area dell’Appennino ligure nota per le arrampicate su parete. In questo caso l’allusione simbolica mi è oscura ma ci tenevo a mostrare quanto ormai i ladri agiscano ovunque, senza più alcuno scrupolo e in pieno sprezzo per la Natura incontaminata. Giova, di conseguenza, ricordare il monito evangelico:

«Vigilate itaque, quia nescitis diem neque horam».

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