Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Hei poracci: dite sì. Bravi.


Risparmiare cinquecento milioni sui costi della politica qualora vincesse il Sì e destinarli al fondo della povertà. Così di recente si è espresso il caritatevole Matteo.

Il Presidente del Consiglio sta lanciando un messaggio trasversale verso Oltre Tevere, del tipo “dovreste gentilmente portarvi avanti con il mio processo di canonizzazione! Grazie”.

È previdente: da avversario giurato della burocrazia sa quanto dall’altro versante della capitale i tempi siano perfino più lunghi di quelli nei ministeri romani.

Un’opera d’amor fraterno di tale portata non s’era più vista da quando Napolitano aveva accettato di prolungare la sua presidenza per il bene della Nazione.

Vero è che siamo nell’anno giubilare della misericordia, ma siffatto zelo va riconosciuto.

Poi, che la promessa possa avere pure risvolti in termini di consensi politici, sarà tutto da vedere: molto dipenderà dalla capacità degli italiani di ragionare con la propria testa.

«Noi uomini parliamo tanto, spergiuriamo tanto, ma è più una mostra che un sentire. Siamo grandi in promesse ma meschini in amore»*.

Certo ammetto che non sarà facile decidersi, davanti a una dichiarazione simile. Già m’immagino, la notte prima del referendum, colto dai sensi di colpa: sbagliando a votare leverò il pane di bocca ai miei connazionali più poveri. Anzi, siccome presumo che Renzi alludesse al fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, il mio No potrebbe impedire a un pargolo di leggere dei libri in più, di visitare dei musei o di svolgere dell’attività sportiva ulteriore rispetto a quanto già sta facendo il governo e le fondazioni bancarie che hanno aderito al progetto partorito dopo la legge di stabilità dello scorso anno. Che cinico che sarei!

Penso pure alla generosità di Renzi nel porgere una mano a tutti i razzisti e gli xenofobi italici. Loro passano le giornate sui social a lamentarsi che lo Stato aiuti soltanto gli extracomunitari, senza badare alle priorità dei cittadini italiani… votando Sì invece avverrà il miracolo a lungo atteso: finalmente un sostegno ai pupilli della nostra Patria, e tutto ciò grazie alla graziosa benevolenza del Presidente del Consiglio. Nelle piazze riecheggeranno a furor di popolo gli “Eia! Eia! Eia! Alalà!”.

Infine non posso non mettermi nei panni dei poveri: adesso c’è chi dà voce a chi non ne ha. A loro, appunto.

Sebbene non richiesto esplicitamente, è sottinteso che faranno la propria parte. Non si pretende granché. Non sarà il caso che passino uscio per uscio, casa per casa, per convincerci a votare a favore: l’ambito compito spetta ai militanti osservanti, d’altra parte non si può avere tutto, pure le soddisfazioni morali.

Basteranno occhioni teneri e, soprattutto, occorrerà ricordarsi di sostituire i propri santini posti in terra davanti ai sagrati delle chiese con gli opuscoli promozionali dei comitati per il Sì.

Gesti semplici ma persuasivi.

E noi avremo il vantaggio di risparmiare l’elemosina sul momento – anche perché non sempre si hanno monetine in tasca – barattandola con una croce nel punto giusto sulla scheda di voto: ci penserà il buon Matteo a elargire denaro sonante a tempo debito.

Certo che sì.

Rido.

Per non piangere.

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*SHAKESPEARE, WILLIAM, La dodicesima notte, Atto II, scena IV, in Teatro completo di William Shakespeare. Le commedie romantiche, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1982, p. 727.

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