Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Holden: Parnaso e laurea tutto insieme


La scuola Holden di Torino, crogiuolo dei grandi scrittori della contemporaneità, ha ottenuto l’equipollenza di corso universitario, pertanto chi frequenterà quello triennale, alla modica cifra di diecimila euro all’anno, alla fine otterrà la laurea di primo livello al pari di un qualunque studentello perditempo e imboscato a Lettere e Filosofia.

Abbiamo bisogno come il pane di laureati in questo Paese: ancor meglio se saranno scrittori dottori, titolati a soppiantare i tanti pennivendoli prezzolati.

Gli italiani adorano leggere più del tifo agli stadi: finalmente divoreranno pagine vergate come dio comanda.

La quota d’iscrizione sembra esosa, ma non lo è affatto, perché già solo evitarsi l’iter, le code e le frustrazioni alla segreteria dell’università di Torino vale il prezzo.

Inoltre, a differenza dei confratelli immatricolati nell’ateneo, ci sarà un solo esame all’anno.

Proprio così: uno solo.

Durerà una settimana, ad imitazione di quanto il Padre Eterno impiegò per creare il mondo: nulla a che vedere con gli interminabili appelli; il continuo scombussolamento del metabolismo perché non si fa in tempo ad abituare l’organismo alla quiete delle lezioni ché subito c’è un esame da preparare; la troppo fugace consolazione di averne dato uno… per poi scoprire l’imminente arrivo di un altro.

“… nissuna cosa infine è difficile a chi vuole, et chi la dura la vince” .

Lorenzo de’ Medici

Gli studenti che non passassero l’esame dovranno abbandonare il corso, la qual cosa suona assai terrifica, ma vero è che diecimila euro all’anno di quota dovrebbero fungere da motivazione pregnante per applicarsi il dovuto. La Holden non è fatta per i figli di papà, visto che il fondatore ha il cuore e l’animo dedito al proletariato, da uomo di sinistra e del popolo qual è, quindi chi s’iscrive conosce il valore del vil denaro.

Nel contempo mi riesce singolare pensare a un docente esigente al punto da far cessare un introito così cospicuo per la Holden soltanto perché l’esaminato non si è preparato abbastanza sulle materie. D’altronde l’aspirante scrittore potrà sempre appellarsi al sacro fuoco del talento che alberga in lui, per lenire le deficienze di marketing editoriale o le inettitudini nel laboratorio di pitching e personal branding.

Si potrà scrivere ancora un romanzo senza una laurea alla Holden?

Potrei sbagliarmi ma temo di no.

Aver frequentato filologia classica e romanza, storia della letteratura, linguistica e altre amenità non abilitano alla scrittura. Al massimo alla lettura, meglio se delle opere di chi ha frequentato la Holden.

Si esce da “Academy” – tanto sublime è il titolo coniato dalla Holden  – con il physique du rôle dello scrittore moderno. Ovvio che non ci si limiterà a incorniciare un foglio di carta e spero bene che le case editrici riconosceranno loro il merito, inserendo il “dott.” in copertina, prima del nome e cognome del nuovo romanziere, sopra il titolo dell’opera.

Gioiose prospettive

Non è da scartare che s’inaugureranno collane apposite: gli “holdenini,” rilegati in marocchino rosso e caratteri dorati; i “dottori”, in pergamena, con i dorsi marmorizzati; le “figlie di Baricco”, edite in rotoli di papiro, in onore della biblioteca d’Alessandria. Magari pure gli “Accademycini”: collana tascabile di piccolissime dimensioni in pelo di gatto.

Il dott. prima del nome sarà equipollente al Doc.G per i vini e al marchio di qualità per i prodotti tipici. Magari il libro ci costerà qualcosettina in più, ma vuoi mettere il pregio di leggere un autore laureato apposta in scrittura?

Holden e i lettori

La Holden laureerà in questi mala tempora, purtroppo

Spiace soltanto che i potenziali nobel della letteratura – cento sfornati tra un triennio – saranno titolati quando, con i tempi che corrono, l’essere portatori sani di una laurea è ben peggio dell’aver la peste.

Fin da adesso va tutta la nostra solidarietà alle prossime matricole.

È bello comunque pensare, in un afflato d’ottimismo, che di qui a poco il novero di chi potrà accedere e vantare una laurea si amplierà a campi finora inimmaginabili quindi, come si suol dire:

 “mal comune mezzo gaudio”.

L’importante è pensarci bene prima d’iscriversi, ché spendere trentamila euro e dopo, magari, scoprire d’esser vocati per la politica sarà assai controproducente.

L’odierna classe dirigente infatti ha altre preferenze di cooptazione, come è ormai noto a chiunque.

Saraceni e la Holden
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