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I benefici del lavoro


C’è modo e modo per avere un lavoro. Magari taluni l’ottengono grazie alla solidarietà del “Partito”, sebbene il metodo sia discutibile; magari toccherà a giornalisti freelance con una spiccata vocazione al linciaggio, grazie al sindaco Marino: il metodo pare sia il benvenuto in Italia e gode di un assenso bipartisan.

Nella mia città, che ha circa 25000 abitanti, di qui a poco il lavoro potranno averlo ben settanta persone, grazie all’apertura di un grande supermercato. La notizia mi ha fatto molto piacere. Per i posti da coprire, ovvio. C’è da dire che la selezione contempla una via d’assunzione preferenziale per i residenti, secondo un accordo a monte tra amministrazione cittadina e impresa commerciale. Tra politica e imprenditoria privata, come s’usa dire oggi.

Vi saranno dei vantaggi indiretti aggiuntivi – non soltanto dunque per i lavoratori – che attestano come un esempio locale potrebbe giovare alla nazione in generale.

Innanzitutto l’insediamento commerciale consentirà maggiori guadagni ai padroni degli alloggi in locazione: il prezzo degli affitti infatti è destinato a salire in ragione della comodità nel fare la spesa sotto casa. Inutile sottolineare il beneficio all’economia locale: gli affittanti infatti faranno girare più denaro a vantaggio della collettività. Inoltre l’area, senza dubbio, verrà nobilitata con verde pubblico e abbellita per non lasciare un grigio e anonimo parcheggio, e ciò incrementerà il valore degli immobili. Chi ha un immobile nei paraggi ne vedrà maggiorato il valore, un po’ come accadeva nei “bei tempi che furono” allorché terreni sterili divenivano edificabili, sortendo lo stesso risultato della manna che cade dal cielo: gioia, tanta gioia!

Eleverà pure al «bello», sia i lavoratori sia chi ne usufruirà, e la conseguenza naturale saranno visite più frequenti dalle pettinatrici, dalle visagiste, dalle massaggiatrici, in palestra, grazie al senso estetico affinato, diffuso dall’ambiente circostante. Gioverà altresì all’umore e ne otterranno benefici i bar e i locali, dove si entrerà volentieri per una consumazione, ritrovandoci tutti con l’animo assai ben disposto.

Settanta posti di lavoro equivalgono a altrettanti stipendi: un consistente introito nella casse domestiche. Il pensiero non può non andare alle banche, per ciò che tutto questo potrà significare. Mi par di vedere il luccichio negli occhi di certuni. La stessa sensazione che si prova quando si ha appetito e sale l’acquolina in bocca osservando un pesce lesso cucinato a puntino. Bello profumato, soltanto più da condire con la salsa giusta.

C’è un’ulteriore ragione positiva. Dieci volte sette è un gran numero, precluso alla smania di rubarci il lavoro, tipica degli extracomunitari. Grazie a queste assunzioni finalmente non accadrà più di leggere nei commenti sui social che non ci sia lavoro per i nostri cittadini. Anche perché chi li scrive avrà di meglio da fare: collocare i prodotti sugli scaffali; contrassegnare i prezzi e le offerte; vendere ai banconi; battere scontrini. Pure di domenica.


L’immagine è tratta da https://www.pinterest.com/pin/220535712979394645/
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