Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Idea geniale


L’Ansa ha battuto un’agenzia, alcuni giorni addietro, che dà speranza alla nazione: sempre più spesso infatti si tende a credere che i maggiori cervelli nostrani emigrino altrove, invece – siano lodati gli dei! – l’Italia può orgogliosamente vantarne ancora. Si trovano soprattutto tra le camicie verdi, dove è quasi imbarazzante scegliere tra le uscite di genio dei tanti. È una gara che lascia a bocca aperta.

L’ultima intuizione la si deve a un sindaco del vicentino. Il primo cittadino, al cui confronto gli illuministi settecenteschi fanno la figura dei pivelli, propone una tassa sui gay, perché non facendo figli lasceranno sprovvisto il Paese di nuova linfa. È inutile battergli le mani, tanto da dove scrivo non sentirebbe. Però, sebbene non abbia i numeri e l’altezza per dire la mia, mi permetto di avanzare un timido, sussurrato, modesto distinguo. Ovvero… delle due l’una. O si tassa chi non fa figli perché ostacola la proliferazione di potenziali, industriosi e necessari compatrioti, o si tassano soltanto i gay, ma per ben altri motivi.

Nel primo caso è sacrosanto includervi i gay, certo. Ma pure le suore, i cui uteri attendono ansiosi lo sposo celeste ma è notorio che avrà a venire post mortem. Ergo nessun figliolo alla Patria dalle svariate monache, sorelle laiche, consacrate varie. Lo stesso per i sacerdoti, i frati, i monaci e tutto il multiforme mondo di coloro che hanno sposato Santa Madre Chiesa e professato il voto di castità o la promessa di celibato. Infine i single e le “signorine”, altra categoria che, per i più insondabili motivi, ci lascia a digiuno di future braccia da lavoro o di menti da concetto. Infine se proprio si volesse infierire, ci sarebbe chi è colpito da sterilità, anche se credo basti e avanzi la condanna biblica senza far pagare loro tributi aggiuntivi. Dunque l’idea di tassare gli infecondi per scelta o per limiti naturali potrebbe rivelarsi un ottimo introito, data la larga fetta di paganti. Sarebbe pure eticamente accettabile perché non discrimina nessuno, ché altrimenti non pare bello. Immagino che questo sindaco, preso com’è a seguire numerose ed esemplari battaglie, non abbia avuto testa di pensarci in modo approfondito.

Nel secondo caso, ovvero qualora il solerte amministratore intendesse proprio puntare sui gay, l’unico biasimo sarebbe la mancanza di originalità, visto che ultimamente lo fanno un po’ tutti, e presuppongo che risulti assai svilente per un leghista accodarsi alla massa, in ragione della peculiarità che li distingue, al pari dell’acume.

Comunque, se così fosse, allora che siano tassati i gay. Ma siccome le tasse di norma si applicano per godere di un servizio o come conseguenza di un privilegio, ritengo che il sindaco debba modificare la proposta. Mi auguro che non me ne voglia per l’apparente saccenteria: lo faccio a fin di bene, ci tengo che nel mondo si continui a parlare delle proverbiali uscite leghiste, fiore all’occhiello dell’èlite culturale nazionale, mica solo padana.

Ebbene, si tassino i sodomiti, in ragione dell’uso di per sé non necessario di un orifizio altrimenti destinato a altre funzioni fisiologiche. Modalità di accertamento; balzelli sulla pratica ordinaria o saltuaria, straordinaria o collettiva; esborsi stagionali o annuali… saranno definiti previa indagine conoscitiva sul campo.

Mi raccomando però, al momento dell’inchiesta, sarà importante appurare che il campione esaminato sia davvero omosessuale, perché se si indaga soltanto genericamente su quando e come lo si prende in quel posto la tassa la dovremo pagare più o meno tutti.

 


 

 

 

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1 Commento

  • Sandro Alessandrini 1 Settembre 2015 at 11:35

    Magari bisognerebbe pure tassare certe coppie che procreano dando alla luce esemplari tipo ” TROTA…”

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Commenti chiusi.

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