Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Il caffè della Libertà


Capita. Di rovistare tra le cartelle del proprio archivio sul pc e di trovare ricordi del passato, sepolti da una caterva di altre informazioni della medesima, capitale importanza. Era il 2006: con alcuni amici si decise di girare un corto. All’epoca avevo perfino dei capelli in testa! L’anno antecedente partecipai a un concorso letterario, e in quello successivo, appreso che veniva aperto anche ai filmati, proposi a dei sognatori della mia caratura di concorrervi. L’oggetto era il caffè, declinato in ogni sua accezione. Si decise allora di improntare una “lettura” del tutto fantasiosa e arbitraria della Resistenza, nella recondita speranza che i partigiani non si girassero nelle tombe come trottole.

Già. Ciascuno ha i suoi pallini. I propri chiodi fissi. Per me uno dei più cari è, da sempre, la Lotta partigiana. L’idea che dei giovani lasciassero le proprie sicurezze, gli agii, la certezza della vita quotidiana, per salire in montagna o tra le colline della Langa, tra mille difficoltà e pericoli, rischiando la vita per la Libertà… suscita un fascino e un’ammirazione incondizionata. Mi emoziona l’animo come poche altre realtà. Forse per l’innata insofferenza alla censura, alle imposizioni fini a se stesse, ai condizionamenti mentali prima che materiali a cui si è talvolta vittime.

Così andammo, in una gelida mattinata di fine inverno, nella cascina dove nacque mia moglie, alle porte della Langa, e girammo il corto. Con siparietti comici, come il recarci nel vicino paese di prima mattina a comprare uova, formaggi, salumi e vino per creare una certa coreografia, però vestiti come se fossimo usciti da un libro di Fenoglio, sotto gli occhi incuriositi e guardinghi degli abitanti del posto. La diffidenza è di casa in quelle zone, da secoli. Probabilmente ci avevano scambiati per girovaghi.

Ora, rivedendolo, provo un pizzico di nostalgia per l’esperienza vissuta, un po’ ingenua, un po’ fanciullesca. Comunque sincera.

Il fatto è che nella mia città “gira voce” che stiano fervendo i preparativi per i 70 anni dal XXV Aprile del “45.

Pare che non sarà la consueta cerimonia. No. Un’altra cosa. Una grande, coinvolgente, appassionata Festa della Liberazione. Con tanto di concerto sulla piazza presso il monumento alla Resistenza partigiana. Pare, pure, che scenderà in strada tutta la città. Perfino i giovani e le giovani, i ragazzi, gli adolescenti. Anzi, loro in prima fila: attori protagonisti, questa volta!

Va beh, il video lo posto qui: strapperà un sorriso, forse, ma nel suo piccolo vorrebbe essere un primo contributo, sebbene modesto e breve, per coloro che iniziano a pensare all’anniversario. È in dialetto. Però sottotitolato.

La Resistenza e la Liberazione hanno cambiato la vita di questo Paese. Ci lamentiamo – sebbene non sempre a torto – della politica attuale o della società che ci circonda, però ci si scorda che l’atto stesso del dissenso democratico ci è possibile grazie alle imprese dei ragazzi d’allora e al loro eroismo. Dimenticarcene sarebbe un errore imperdonabile!

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