Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Il patrono t’osserva dall’alto


Il patrono della mia città oggi ha sfilato in pompa magna.

Beh, non proprio come ai vecchi tempi, ché il funesto decreto Gabrielli s’era messo di traverso come quegli scherzi “da prete” che rischiano di guastare la festa.

Le traverse in cemento collocate per impedire agli infedeli di riscattare Lepanto erano gialle: sarebbe stato smaccatamente adulatorio affiancarne di bianche in ossequio alla bandiera della Santa Sede.

patrono

Da lassù comunque devono essersi mossi Giuda Taddeo e Rita da Cascia, i santi dell’impossibile, a dar una mano, e così le ossa del vescovo di Narni sono uscite dalla teca che le conserva come dio comanda nei restanti 364 giorni.

Occasione propizia per radunare gente.

Non le solite feste modaiole che impazzano ogni fine settimana, trasformando la città in un teatro di divertimenti di cui si è francamente satolli.

È un bene che una volta all’anno il divino si sostituisca alle bagordie di vino. Ne giova il fegato.

Fino a qualche tempo fa il patrono girava a mezzo busto

Una versione leggera. Beh – a vedersi -, non di certo per il prelato a cui toccava il tragitto reggendolo con le sole braccia, su un cuscino di raso.

Da un po’ dunque sfila impaludato in abiti liturgici di raffinata fattura: è un altro vedere, di sicuro.

Il patrono sfila dinnanzi all’appello per la verità su Giulio Regeni

La processione con il patrono, speculum mundi

Viene trasportato da devoti, con il consueto seguito di confraternite, compagnie, autorità, e con il valore aggiunto di una delegazione di frati di colore, con i quali condivide le origini, visto che nacque in Africa.

Già… la mia città può vantarsi di venerare un santo patrono che è una risorsa a tutti gli effetti, con buona pace di razzisti e xenofobi, che infatti sono espatriati altrove.

Inoltre, per rimarcare il legame indissolubile e incontrovertibile con il passato, che qui vive e prolifera come manco in un museo d’antichità – non a un caso sull’autostrada un cartellone pubblicitario recita “città antiquaria” – hanno preso parte alla processione pure donne e uomini vestiti alla moda della seconda metà del Cinquecento.

La mise ha riscosso il consueto consenso di pubblico, ma il patrono di certo non ne avrà a male per la concorrenza: almeno è assicurato un numero congruo di partecipanti al corteo.

A prima vista mi è parso che il numero dei presenti fosse drasticamente ridotto rispetto al passato.

S’è trattato di un abbaglio: non essendoci appesi il mezzo migliaio di quadri di benefattori l’impressione era sfalsata. Tutto qui.

Ciò non di meno, mi permetto di allegare qui di seguito alcune fotografie per i pochi che non potendo esserci forse agognano di rivedere alcuni momenti della festa.

 

… e scarpe comode, larghe quanto basta, ché la processione è lunga:

 

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