Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Das Unheimliche

Il perturbante


Ci sono delle volte in cui mi vedo costretto a dire dei No a mia figlia sulle sue eventuali partecipazioni a concerti, feste o eventi fuori città perché tra navetta, biglietti d’entrata, tavoli da prenotare… dovrei mettermi nelle mani degli usurai per compensare le magre entrate del mio stipendio, rispetto al quale ho perso memoria dell’ultima volta che ha subito un adeguamento al costo della vita.

Va da sé che pure a me tocchino rinunce sulle spese futili, perché altrimenti sarei solo buono “a predicar bene e razzolar male”, e non mi pare sia il caso di rubar il mestiere altrui.

Dire dei No talvolta è quanto mai necessario.

Ora, sotto i miei occhi increduli, leggo da La Stampa che il PD, il partito di centro-sinistra, quello – per intenderci – che dovrebbe sostenere le fasce deboli e supplire quanto non basta dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica, spenderà la bellezza di 2,8 milioni di euro per la campagna del Sì, di cui 400 mila per il consulente americano Messina. Spiace che non ci sia un italiano all’altezza in grado di gioire del lauto compenso, ma vista l’ultima campagna indetta per il fertility day… comprendo la reticenza nel cercarne qualcuno.

Oppure abbiamo troppo la puzza sotto il naso per accettare taluni incarichi. Pur vero è che in effetti non tutto si può comprare.

Una bella cifra insomma.

Non sono soldi pubblici, come qualcuno approssimativamente ha già scritto. Sono del partito. D’accordo che se stiamo a guardare, partendo poco dopo Adamo ed Eva, il finanziamento ai partiti non è mai stato cancellato… e via dicendo… ma in sostanza li abbiamo dati anche noi, perlomeno chi – come me – a suo tempo votò per le primarie, pur non avendo mai avuto la tessera del PD.

Un gesto poco più che simbolico, ma proprio perché i simboli sono importanti, l’obolo lo si riteneva destinato per giuste cause.

Ha un ché di sorprendente constatare come la vita possa riservare inaspettate sorprese, perché l’ultima cosa che potrei mai approvare è l’impiego di una così consistente somma per pubblicizzare l’invito a votare Sì, rispetto a ben altre priorità e contingenze.

Dopotutto la bontà della riforma “dovrebbe” essere tanto eloquente e inconfutabile da non necessitare di grossi investimenti. Dovrebbe perfino bastare il passaparola.

Me lo immaginavo volare tra i saloni delle pettinatrici, i banconi dei bar, le sale d’attesa dal medico condotto, nelle cene tra amici. Appena inizia una conversazione sull’argomento d’istinto viene d’alzare e abbassare il capo… un cenno affermativo tra i presenti… e, a seguire, una raccolta spontanea di consensi, apprezzamenti, magari battimani, qual è la norma allorché si sguazza nel giusto. Perfino chi assiste a un matrimonio, sentendo dire “Sì” tra gli sposi, intuisce che il riferimento sia all’attuazione della riforma costituzionale, e pregusta in cuor proprio il felice, imminente compimento. Un po’ come aver l’acquolina in bocca soltanto al pensiero di una prelibatezza.

Pare addirittura che tra le coppie affiatate, in certi contesti particolarmente intimi, l’assenso al voto tanto agognato venga prolungato in un suono profondo, viscerale, passionale: «siiiiiiiiiiiiiiiiiiii»; perfino reiterato con ritmo frenetico: «sì… sì… sì…» chiuso da un sospiro estatico.

Ebbene, il PD di Renzi non ne è convinto. Resta scettico. Non è sufficiente? Boh!

Dunque mano al forziere: che si spenda pure una marea di soldi in pubblicità e strategie comunicative, se il risultato sarà di convincere tutti, partigiani defunti compresi.

Per come stiamo messi oggi… apprendere di questa decisione illumina di una luce compassionevole anche la precedente, disastrosa campagna a favore della fertilità.  A modesto parer mio riaffidando l’incarico nelle mani dei medesimi geniali creativi se ne sarebbe parlato altrettanto, se non di più, senza scomodare il consulente della Casa Bianca.

Non c’è limite.

No.

Proprio No.


Das Unheimliche, Cavallerizza Reale di Torino: foto di Francesco Pala,
per gentil concessione, http://500px.com/palafrancesco
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