Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Il preservativo approda pure a Cuneo


Il preservativo è una grande invenzione perché serve per proteggere il cellulare dalla sabbia o dall’acqua quando si va al mare, consentendo l’uso del touch screen.
Ovviamente può essere adoperato anche per altro: in mancanza di elastici se ne tagliano dei dischetti che nulla hanno a invidiare in praticità e versatilità.

Dalle mie parti finora ha incontrato l’ostilità di una fetta di popolazione.
Aleggia infatti un’interpretazione piuttosto originale, secondo la quale il preservativo è addirittura adoperato – dai miscredenti – per raccogliere quanto di meraviglioso e sublime la natura abbia donato all’uomo… per poi gettar via il tutto.
Questo anziché convogliarlo in ciò di meraviglioso e sublime la natura abbia dato alla donna, nella speranza che sì fatte meraviglie e sublimità si concretizzino in un pargolo.
Meglio se in due, in tre… in una dozzina come s’usa per le uova da impacchettarsi nella carta del settimanale locale. Una bella nidiata, insomma.

Adesso i radicali hanno deciso di distribuire profilattici nel capoluogo della Provincia Granda.
Pare che costoro, non nuovi a iniziative singolari, si siano messi in testa che il preservativo protegga da malattie sessualmente trasmissibili.

Un’idea balzana

Senza alcun rispetto per la dea Fortuna, i radicali la sfidano sostenendo che Ella non sia efficace quanto un preservativo. Eppure un gran numero di adepti si è sempre affidato a Lei, certi che non avrebbe mancato di tutelarli il dovuto.

«Almeno hai usato il preservativo?», domando sempre a chi ha la bontà di narrarmi delle sue eroiche imprese per rendermi compartecipe di questi eventi memorabili.

Più o meno come chi ti racconta di viaggi esotici sapendo dell’altrui indolenza.
La risposta è spesso la medesima: «Ma figurati un po’! Vorrai mica che sia così sfortunato! Per una volta!».

Allora gli sciorino di casi plagiati da malattie che potevano lasciare nei tomi di medicina, anziché farle circolare tra i mortali come una catena di Sant’Antonio, se soltanto avessero adottato delle precauzioni.
Non di rado si convincono a fare almeno gli esami del sangue.
I controlli sono importanti, ma ciò che più conta è che in seguito gli amici non si scordano più di usare il preservativo. Alcuni, a distanza di anni, mi ricordano tuttora la paura che gli misi addosso all’epoca.

preservativo

Una seconda pelle

Va interpretato così: una componente aggiuntiva ogni qualvolta le circostanze consentono felici e appaganti momenti alternativi alla solitudine.
Qualora le congiunture siano tanto favorevoli da premiare gli eletti con frequenza, permettendo loro di sfogare pulsioni, umori e – se capita – sentimenti, senza l’asetticità dello schermo di un pc o di un televisore, l’uso del preservativo dovrebbe assurgere a un’abitudine.

La stessa che nei frangenti di devozione a Onan induce d’istinto a procurarsi preventivamente quanto occorra per nettare ciò che, impellente, attesta la virilità di chi per età – o per pillole blu – può ancora permettersi il privilegio.

Nel caso che il fato si riveli più economo, dovrebbe essere proprio la saltuarietà a indurre l’utilizzo del preservativo: già lo si fa una volta ogni morte di papa, almeno che sia vissuto come dio comanda.
Non sarebbe forse un aggiungere tristezza a tristezza constatare che l’unica volta in cui s’è combinato qualcosa… è pure quella che ha lasciato in cambio una malattia venerea?

Non è come sembra

C’è l’infondata idea che il preservativo influisca negativamente sull’esito piacevole di un rapporto.
È inutile trovarsi un alibi: se la prestazione non è eccellente, il problema non sta in un accessorio.

È come dare la colpa al bicchiere che conteneva troppo vino, se poi si sbocca pure l’anima!
Era una motivazione accettabile quando li si produceva con pelle d’agnello.

C’era il pregio dell’artigianalità, del chilometro zero e del materiale “bio”, ma poteva dar luogo a taluni inconvenienti.

O allorché risultavano piuttosto standard, e mentre a taluni stava stretto, ad altri ballava quanto l’abito per la cresima comprato in vista della crescita.

Oggidì ce ne sono di tali e tante taglie che neppure un sarto saprebbe confezionarli così su misura.
E ne fanno per gli usi più disparati, in virtù dell’umana fantasia e delle naturali inclinazioni: con sentori aromatici per chi ha sempre un certo languore; ben spessi, per coloro che ambiscono addentrarsi extra sedem naturalem, laddove la fluidità è meno scontata; di sottilissimi, per quelli alla cui sensibilità d’animo ne corrisponde una pari al tatto; di fantasiosi, da collezione, e via dicendo.
I radicali saranno in piazza nel capoluogo nelle settimane a venire.
È prevista la distribuzione di mille profilattici, il che significa immaginarsi che un migliaio di cuneesi ancora si dedichi ad attività antagoniste al mondo virtuale.

Sono il Davide vs Golia nell’impari lotta contro YouPorn.
Hanno scelto l’estate – provo a ipotizzare da ignorante – anche perché la transumanza di turisti potrebbe contemplare un’opportunità di socializzazione oltre l’irrefrenabile movida della Provincia Granda.

Anzi, la distribuzione è di buon auspicio proprio per ovviare all’instancabile vita mondana con un po’ di appagante attività a due, a tre, in comitiva.

L’importante è  U S A R L O, sempre!

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