Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Il senso dell’umorismo e il ministro Fontana


Fontana, ministro senza portafoglio, ha ufficialmente ricevuto la delega in materia di famiglia, adozioni, minori, disabilita’ e – rullo di tamburi – politiche antidroga.

Trovo che il Presidente del Consiglio abbia dimostrato un notevole sense of humor nell’affidare proprio al cattolicissimo Fontana la lotta alla droga, almeno vedendo la scelta nell’ottica della celebre frase:

«la religione è l’oppio dei popoli».

O forse, proprio per questo, si è pensato che nessuno quanto lui avrebbe trattato meglio la questione.
Giace in parlamento una proposta di legge d’iniziativa popolare denominata «Legalizziamo».

Sta lì dall’autunno dell’anno del Signore 2016. Fu promossa da Radicali italiani e Associazione Luca Coscioni, e sottoscritta da circa settantamila cittadini italiani.

Mi chiedo cosa ne pensino i pentastellati, che dovrebbero essere assai sensibili su quanto proviene dalla ggente, stando a ciò che dichiarano, palesano e affermano a ogni piè sospinto.

Non li conoscono così bene da esprimere un giudizio netto, e preferisco evitare di tirar le somme su come procederanno: sarei condizionato da quanto (non) è accaduto finora, con un esito tutt’altro che lusinghiero.

I vagiti del proibizionismo

Fontana si è già speso con uscite degne d’un Bernardo di Chiaravalle nell’indire le crociate.
Ha avuto parecchie occasioni per tacere, invece non ha mancato di presentare la sua concezione della società attuale.

Concorrenza spietata – e vincente – contro i puelli di Feudalesimo e Libertà, che però nei rimandi ai secoli bui al confronto appaiono degli illuministi. Loro almeno fanno ridere di gusto.

Dovremmo comunque essere grati a Fontana. Ci risparmia la lettura di polverosi saggi sull’Inquisizione e sul Sant’Uffizio, e in sintesi ci prospetta il fascino del rivivere ai giorni nostri l’oscurantismo medievale.

Il proibizionismo intanto germoglia: dalle ordinanze dei sindaci che vietano la vendita di alcoolici in fasce serali come succede nella pentastellata Torino, a quelle che cassano la musica all’aperto nei locali delle notti estive come sta accadendo nella borghese Cuneo, tanto per citare due casi vicino a me.

Ci stiamo accorgendo, nevvero, che la stretta sulla vita sociale in nome di sicurezza, di vita tranquilla, di controllo su tutto sta portandoci dritti dritti verso l’anticamera di un cimitero?

Tira un venticello niente male, un po’ ovunque: è un’arietta non nuova ma che può diventare corrente dannosa, se non si corre ai ripari.

La commercializzazione della cannabis light, concorrente a suo modo delle birre analcoliche, aveva tutto il sentore della beffa.

Il contentino. Miserabile e meschino quanto ogni provvedimento al ribasso.

Prima però c’era l’effetto sorpresa: i governi di Centro-sinistra ci tenevano sulle spine, lasciandoci un dubbio addosso fino all’ultimo.

Non sapevi come sarebbe finita: uscirà una legge ispirata a idee di libertà e di salvaguardia di diritti? Oppure tocca scommettere che sarà fuffa, in forza di compromessi uno più svilente dell’altro?
Adesso, con Fontana alla famiglia e alle politiche antidroga, in un governo dalle idee ben chiare, nitide e incontrovertibili, si è persa la magia dell’incognita.

Manco più puntare su quella o su questa.

Tutto in fumo, dunque?

Di fumo ce n’è tanto.

Sia che giri per le strade, magari pessimo e nocivo, ingrassando i portafogli delle mafie, sia che esca dalle dichiarazioni roboanti dei politici.
Fontana sosterrà, a buon titolo, che il suo perlomeno è d’incenso, ma poco cambia: si continua a posticipare un provvedimento legislativo volto alla legalizzazione della cannabis.

È un ministro senza portafoglio; la responsabilità sulle sostanze considerate “droga” non è di sua pertinenza; una considerevole fetta di italiani sta rendendosi conto che l’approccio moralista a questa – come a molte altre tematiche – finirà per penalizzare le libertà di ciascuno, anche di coloro che non sono coinvolti direttamente.

Tutto ciò è un minimo rincuorante.

Poco, perché è ben più sconfortante che in Italia, oggidì, se un seme di cannabis finisce in un vaso e poi lo si bagna per umana pietà, qualora non si avesse bastevole coraggio di sopprimere la piantina perché ci mostra le prime tenere, delicate foglioline… tutto ciò si configura come reato.

Mica alla stregua di un furto di galline!

La pena prevede un soggiorno nelle patrie galere da due a sei anni.

Pensare a quanto si fanno di gattabuia coloro che hanno sottratto milioni di soldi pubblici (la risposta è notoria) rispetto a chi promuove la vita senza se e senza ma di una piantina, lascia sgomenti! Possibile che non si trovi un solo gendarme obbiettore di coscienza?

Fontana ministro antidroga

In aggiunta c’è una multa che varia tra i 5.164 agli 77.468 euro [art. 73, comma 3, DPR 309/90].
Non ho idea se il giudice maggiori la condanna in base al pollice verde di chi ha coltivato il seme.
Di certo il reato si aggrava se l’inclinazione al giardinaggio è praticata da un minorenne.

Le considerazioni del reverendo

Un reverendo ha espresso su Twitter delle valutazioni sull’attuale governo e magari chissà che il devoto ministro Fontana non soppesi quanto detto da chi riveste un ruolo simile:

Fontana

e forse scoprirà quanto sia vantaggioso promuovere la botanica nel nostro Paese.

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